Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: corte d’appello

  • Scoppia il caso degli archivi segreti sui pedofili, Giada violentata dal parroco chiede di visionare dossier

    Scoppia il caso degli archivi segreti sui pedofili, Giada violentata dal parroco chiede di visionare dossier

    di Franca Giansoldati

    Città del Vaticano – I primi nodi applicativi del Motu Proprio firmato qualche settimana fa da Papa Francesco per facilitare la trasparenza nella gestione dei processi relativi agli abusi sessuali, cominciano a venire al pettine. Con questo storico provvedimento il pontefice ha voluto togliere il segreto pontificio da tutti gli atti conservati negli archivi diocesani o della Congregazione della Fede (altro…)

  • Francia, pedofilia: cardinal Barbarin assolto in appello

    Francia, pedofilia: cardinal Barbarin assolto in appello

    La Corte d’appello di Lione ha assolto il cardinal Philippe Barbarin dall’accusa di omessa denuncia per le violenze sessuali commesse da un ex prete della sua diocesi. Nel marzo dell’anno scorso, il tribunale di primo grado aveva condannato il cardinal Barbarin, 69 anni, a 6 mesi di carcere con la condizionale per non aver denunciato alla giustizia gli abusi sessuali di padre Bernard Preynat su giovani scout fra il 1971 e il 1991.

    https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/francia-pedofilia-cardinal-barbarin-assolto-in-appello_14169754-202002a.shtml

  • La giustizia italiana conferma la sentenza contro l’ex sacerdote messicano accusato di pedofilia

    La giustizia italiana conferma la sentenza contro l’ex sacerdote messicano accusato di pedofilia

    ROMA (apro) .- La giustizia italiana ha confermato mercoledì la condanna imposta all’ex sacerdote messicano Vladimir Reséndiz Gutiérrez per aver abusato di due minori nel 2008, quando ha servito come direttore di un seminario dei Legionari di Cristo nel nord Italia.

    Il pagamento del risarcimento è stato confermato anche alle vittime, le cui esperienze erano note al pubblico fino a due anni fa.

    Lo ha riferito Apro Daniela Cultrera, avvocato dei due denuncianti, che mercoledì ha partecipato all’udienza di appello presentata dalla difesa dell’ex legionario, condannata per la prima volta a marzo dello scorso anno.

    La risoluzione è stata adottata dalla Seconda Sezione della Corte d’Appello di Torino, dopo aver ascoltato le accuse del procuratore Carlo Maria Pellicano, nonché della stessa Cultrera e dell’avvocato difensore di Reséndiz Gutiérrez, che è un fuggitivo dalla giustizia.

    Secondo Cultrera, il giudice ha respinto solo la validità degli eventi verificatisi nel 2006 e relativi a una delle due vittime, essendo caduti in prescrizione a causa delle nuove leggi emanate in Italia. Altri eventi più recenti rimangono validi, ha aggiunto.

    “Per questo motivo, sebbene la responsabilità sia stata confermata, il giudice è stato costretto a ridurre gli anni di reclusione inflitti da sette a sei anni e sei mesi”, ha dichiarato l’avvocato. “Al contrario, è stato mantenuto il (requisito di) risarcimento di 80 mila euro per ciascuna delle vittime e 10 mila euro per le loro famiglie, stabilito nella prima frase. Hanno creduto nelle vittime “, ha aggiunto.

    Informato il Vaticano

    Cultrera ha riferito che né Reséndiz Gutiérrez né la Legione hanno contattato i suoi clienti negli ultimi mesi, dopo aver saputo della prima sentenza. “Non lo hanno fatto né per scusarsi né per avviare il risarcimento”, ha detto.

    Per questo motivo, ha detto, ha informato personalmente il Vaticano del caso, attraverso una lettera che ha indirizzato alla Congregazione della Dottrina della Fede (ex Sant’Uffizio). “Gli ho scritto per registrare il comportamento di alcuni membri dei vertici della Legione”, ha detto Cultrera.

    Una delle preoccupazioni dell’avvocato è che il caso ricade completamente per prescrizione, motivo per cui si aspetta che la giustizia italiana continui a lavorare in tempi brevi. In ogni caso, il primo passo sarà conoscere le motivazioni alla base della sentenza odierna, un compito per il quale i giudici hanno un tempo massimo di 30 giorni.

    Scandalo parallelo

    Reséndiz Gutiérrez avrà circa tre mesi per decidere se fare appello alla Corte Suprema italiana (la Cassazione), l’ultima istanza che ha a disposizione prima che la sentenza sia considerata definitiva. Se questa possibilità non fosse scelta, il caso sarebbe considerato chiuso, dopo il termine massimo per la presentazione di quest’ultimo ricorso.

    Tuttavia, questo nuovo scandalo potrebbe avere un esito ancora più doloroso per i legionari. In effetti, si prevede che il prossimo marzo si terrà la prima udienza di una denuncia parallela che coinvolge altri membri e collaboratori dell’organizzazione cattolica messicana screditata, accusata di aver cercato di nascondere gli abusi di Reséndiz Gutiérrez.

  • Violenza sessuale a Marsala All’ex pastore evangelico 7 anni

    Violenza sessuale a Marsala All’ex pastore evangelico 7 anni

    MARSALA (TRAPANI) – Aumentando la pena da quattro a sette anni di carcere, la terza sezione della Corte d’appello di Palermo ha confermato la condanna per abusi sessuali su ragazze minorenni che il 21 dicembre 2017 il Gup di Marsala Francesco Parrinello ha inflitto, con rito abbreviato, a Salvatore Lipari, 69 anni, di Trapani, ex pastore della Chiesa evangelica pentecostale di Marsala. Gli abusi sarebbero stati commessi su alcune giovani che frequentavano il luogo di culto. L’1 febbraio 2017, Lipari fu posto agli arresti domiciliari, dov’è tutt’ora, dai carabinieri della sezione di pg della Procura di Marsala, che hanno svolto le indagini.

    Alla base del procedimento, le denunce di alcuni genitori che avevano parlato con le figlie. “Siete possedute da spiriti maligni”, avrebbe detto Lipari alle giovani. E con questa scusa, ne avrebbe abusato sessualmente per anni: dal 2009 al 2015. A conferma delle ipotesi d’accusa ci sono anche alcune intercettazioni telefoniche. In secondo grado, confermate anche le decisioni del Gup di relative al risarcimento danni alle parti civili: Lipari dovrà versare 30 mila euro ai familiari e 7.500 alle vittime. In primo grado, il pm Niccolò Volpe aveva chiesto 8 anni di carcere, ma il Gup aveva escluso alcune aggravanti, tra le quali la pedofilia e l’aver approfittato della “minorata difesa” delle vittime. (ANSA).

    https://livesicilia.it/2019/11/28/violenza-sessuale-a-marsala-allex-pastore-evangelico-7-anni_1102934/

  • Caso Forteto, il 3 dicembre al via la commissione parlamentare d’inchiesta

    Caso Forteto, il 3 dicembre al via la commissione parlamentare d’inchiesta

    Firenze, 20 novembre 2019 –  Caso Forteto. Si riunirà il 3 dicembre alle 10 la commissione d’inchiesta sul caso Forteto riguardanti presunte molestie sessuali avvenute nella comunità per minori di Vicchio, in provincia di Firenze. L’ha annunciato in aula il presidente del Senato Elisabetta Casellati.

    Il capo e fondatore Rodolfo Fiesoli, detto il ‘profeta’, era stato condannato nell’ottobre del 2018 dai giudici della Corte d’appello di Firenze a 14 anni e 10 mesi per abusi sessuali, anche su minori, e maltrattamenti. Con Fiesoli era stata condannata a 6 anni e 4 mesi anche Daniela Tardani, una delle madri affidatarie della comunità del Forteto, accusata di violenza sessuale di gruppo insieme al ‘profeta’.

    E nei giorni scorsi scorsi i giudici della IV sezione penale della Corte di Cassazione hanno confermato la sentenza d’appello .

  • Pedofilia, Alta Corte australiana ammette appello del cardinale Pell

    Pedofilia, Alta Corte australiana ammette appello del cardinale Pell

    Santa Sede: fiducia nei giudici e vicinanza alle vittime degli abusi

    Si riapre la battaglia legale sui presunti abusi sessuali su minori contestati al cardinale australiano George Pell, condannato nel suo Paese a sei anni di carcere per pedofilia, con un minimo di tre anni e otto mesi da scontare in carcere, dove attualmente si trova.

    L’Alta Corte di Australia ha infatti ammesso l’appello del porporato, oggi 78enne, che risponde di abusi sessuali ai danni di due coristi-chierichetti nella cattedrale di Melbourne nel 1996, ma che si è sempre dichiarato innocente.

    Dopo il ricorso presentato dai legali di Pell, in seguito alla conferma della condanna, lo scorso agosto, da parte della Corte d’Appello di tre giudici dello Stato di Victoria con un voto di due a uno, l’Alta Corte, massima giurisdizione in Australia, ha annunciato di aver deciso di ammettere un ultimo appello, in seduta plenaria di sette giudici.

    La Santa Sede conferma “la propria fiducia nella giustizia australiana”, ricorda che “il cardinale ha sempre affermato la propria innocenza” e ribadisce “la propria vicinanza a quanti hanno sofferto a causa degli abusi da parte dei membri del clero”.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/11/13/pedofilia-alta-corte-australiana-ammette-appello-di-pell_820882f4-3651-473a-9b21-27acf64d19a0.html?fbclid=IwAR0yeeE2ENguNt_p73Tz7MYpq3z6A6ERRX_B_4T-AS2b1MkVOw2kd_lvMME

  • Il prete dopo la condanna “Io come il Cristo in croce”

    Il prete dopo la condanna “Io come il Cristo in croce”

    Guidolin, dopo il nostro articolo, ha inviato tramite il difensore una lettera in redazione.

    CATANIA – È stato condannato in appello a 12 anni di reclusione, Padre Pio Guidolin, il sacerdote accusato di violenza sessuale aggravata. Una sentenza arrivata dopo una precisa confessione da parte dell’ex parroco del Villaggio Sant’Agata che “ha ammesso i fatti dicendo di aver fatto molto male alle vittime”. L’avvocato Vittorio Lo Presti attende le motivazioni per preparare il ricorso per Cassazione. Al difensore Guidolin ha affidato una lettera che è stata inviata in redazione, a seguito dell’articolo pubblicato il giorno dopo il verdetto della Corte d’Appello di Catania.

    “Alla luce di ciò che hanno scritto i media in relazione alla vicenda che mi riguarda, dichiaro di essere rimasto molto deluso – scrive Guidolin – per il fatto che una dichiarazione che doveva rimanere nell’ambito processuale sia stata divulgata facendomi finire nel tritacarne mediatico”. Il sacerdote, inoltre, dice “di aver dichiarato il pentimento per evitare altre sofferenze e lacerazioni. Ho capito che questa è la mia Croce e quindi devo portarla con forza”.

    Guidolin parla della sua esperienza da detenuto. “In carcere ho visto troppa sofferenza che porta le persone ad essere prigioniere nel cuore e nello spirito per colpa di tante forme di ingiustizia come è la mia esperienza che sto vivendo. Lo Stato dovrebbe riabilitare e reinserire la persona nella Società. La Giustizia dovrebbe, nella trasparenza e chiarezza dei fatti, dare luce ad una nuova vita e libertà; infine la Chiesa dovrebbe abbracciare e sostenere coloro che soffrono e coloro che restano soli”.

    E aggiunge ancora: “Non ho paura di una lettera che non doveva essere pubblicata ma ho solamente paura di chi fa del male distruggendo non solo la persona ma anche la stessa Chiesa che amo. Finisco con una frase di Nelson Mandela, anche lui provato e pentito e che alla fine diventò Presidente della stessa Nazione e disse così: “Io non ho paura, non ho paura del male che ho ricevuto ma degli amici e fratelli che non mi hanno sostenuto capito e soprattutto amato per quello che sono”.

    Guidolin continua la lettera. “Io che vengo da un paese lontano e offro la mia vita e la mia esperienza amara del carcere per gridare al mondo ed alla storia: mai più queste cattiverie e mai più queste infamità per fare delle persone non degli orchi ma uomini di speranza e di amore che amano la libertà. Auguro a tutti di trovare la forza di combattere fino alla fine dove io padre Pio “quello vivo”, con la lettera che ho scritto non sono andato nella bocca del leone ma mi sono messo in croce come quel Cristo che mi ha fatto nascere, crescere, educare e consacrare. Statemi vicini con la preghiera e con tutta l’umanità che Cristo ci ha insegnato con la sua stessa vita”.

    E conclude: “Spero che tutto questo possa essere da sprone a tante altre persone che qui in carcere trattengono le lacrime per tutte le amarezze della vita dove si perde famiglia, amici e dignità. Ringrazio la direttrice e tutto il personale carcerario, i miei fratelli carcerati per l’affetto e la stima che mi dimostrano, la forza che mi danno facendo di me un testimone della Croce. Grazie a tutti”.

    Il commento di Fernando Massimo Adonia.
    https://catania.livesicilia.it/2019/10/24/il-prete-dopo-la-condanna-io-come-il-cristo-in-croce_510934/

  • Prete confessa abusi su minorenni, processo “lampo” a padre Pio Guidolin

    Prete confessa abusi su minorenni, processo “lampo” a padre Pio Guidolin

    Processo di secondo grado ‘lampo’ a padre Pio Guidolin arrestato il 1 dicembre del 2017 da carabinieri a Catania per violenza sessuale su minorenni. Il sacerdote ha presentato una confessione scritta alla Corte d’appello che ha chiuso il procedimento lo stesso giorno della prima udienza e lo ha condannato a 12 anni di reclusione.

    Il Pg Maria Aschettino aveva chiesto 10 anni. In primo grado gli erano stati comminati 14 anni col rito abbreviato. La notizia è pubblicata dal quotidiano La Sicilia. Secondo l’accusa padre Guidolin avrebbe cosparso i minorenni di olio santo prelevato dai locali della sua chiesa, nel popoloso rione Villaggio Sant’Agata, ammantando i suoi gesti di una valenza spirituale e proponendoli a ragazzini come ‘atti purificatori’ in grado di lenire le loro sofferenze interiori.

    Una delle piccole vittime che aveva opposto resistenza alle azioni del sacerdote, rivelando gli abusi subiti negli anni, era stato isolato dalla comunità di fedeli ed accusato di asserzioni calunniose nei confronti del prete, ed aveva tentato il suicidio. Durante le indagini dei carabinieri, coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Laura Garufi, inoltre è emerso che il sacerdote, per esercitare pressione psicologica nei confronti dei genitori delle piccole vittime che avevano deciso di denunciare i fatti, abbia anche millantato la possibilità di far intervenire esponenti della criminalità organizzata etnea per indurli a desistere dal loro proposito.

    http://www.cataniatoday.it/cronaca/prete-guidolin-confessa-abusi-su-minorenni-processo-lampo-a-padre-pio-guidolin.html?fbclid=IwAR29oregEFIB_n3TwfZFtnREgGJcRMn2h51Jm1UDHjYkixryhEF-PFkteRk

  • Abusi su minore, processo canonico “scagiona” prete della diocesi di Acireale

    Abusi su minore, processo canonico “scagiona” prete della diocesi di Acireale

    Il processo canonico nei riguardi di don Vincenzo Calà Impirotta, accusato di abuso sessuale, si è concluso giudicando non colpevole il sacerdote perché non consta che egli abbia compiuto il delitto. A comunicarlo, con una nota, è la Diocesi di Acireale.

    Il sacerdote, già parroco della Basilica Santa Maria Assunta, la Chiesa Madre di Randazzo, nel luglio 2018 era stato condannato a tre anni di reclusione dalla prima Corte d’appello di Catania, per avere, secondo le accuse, tra il 2005 ed il 2007, tentato più volte e in luoghi diversi, di abusare di un minorenne.

    Il sostituto procuratore generale, Rosa Miriam Cantone, aveva chiesto la conferma della condanna a quattro anni inflitta in primo grado col rito abbreviato dal gup Flavia Panzano. Le indagini del commissariato di Adrano vennero avviate dopo la denuncia della vittima, quando diventò maggiorenne.

    Nel giugno scorso la Cassazione aveva annullato “gli effetti penali senza rinvio la sentenza impugnata per essere i reati estinti per prescrizione”. La sentenza di secondo grado era stata depositata, infatti, nove giorni dopo l’avvenuta prescrizione.

    http://www.cataniatoday.it/cronaca/prete-abusi-sessuali-acireale-processo-11-ottobre-2019.html

  • Pedofilia, respinto il ricorso in appello del cardinale Pell

    Pedofilia, respinto il ricorso in appello del cardinale Pell

    L’ex tesoriere del Vaticano è stato condannato a 6 anni di reclusione per violenza sessuale contro due bambini. Il premier australiano priva il cardinale dell’onoreficenza. Il prelato continua a dichiararsi innocente

    CANBERRA – Il cardinale australiano 78enne George Pell resta in carcere. È stato respinto il suo ricorso in appello contro la sentenza emessa lo scorso dicembre, al termine del processo di primo grado per abusi sessuali su minori. L’ex tesoriere del Vaticano dallo scorso marzo sta scontando in carcere la condanna a sei anni di detenzione, di cui almeno tre anni e 8 mesi da trascorrere dietro le sbarre prima di poter chiedere un’eventuale libertà condizionale.
    L’ex ministro dell’Economia del Vaticano, è stato riportato in prigione e, come ha annunciato la giudice Anne Ferguson: “Continuerà a scontare la sua pena di sei anni di carcere”. Pell potrà presentare un ulteriore ultimo ricorso presso l’Alta Corte australiana, il massimo organo giudiziario del Paese.

    Tramite il suo portavoce arrivano i primi commenti: “Il cardinale Pell è ovviamente deluso per la decisione di oggi”. “Continua a dichiararsi innocente”, e ringrazia “i suoi numerosi sostenitori”.
    Pell è il più alto prelato della Chiesa cattolica mai condannato per abusi sessuali su minori e il verdetto, dopo oltre due mesi di deliberazione da parte dei giudici, è stato pronunciato in tribunale affollato da vittime di abusi, attivisti, avvocati e giornalista.

    Il premier australiano priva il cardinale dell’onoreficenza

    Dopo che la Corte d’appello ha confermato la condanna per pedofilia contro l’alto prelato, il primo ministro australiano Scott Morrison ha dichiarato che il cardinale George Pell sarà privato del titolo onorifico dell’Ordine dell’Australia.
    Si tratta del più elevato titolo onorifico del Paese. E’ un ordine di cavalleria creato da Elisabetta II nel 1975 allo scopo di riconoscere a cittadini australiani o altre persone risultati o servizi meritori.

    I fatti contestati a Pell

    Il cardinale è stato condannato lo scorso dicembre per 5 capi di imputazioneper aver violentato due coristi di 12 e 13 anni nella cattedrale St. Patrick, a Melbourne, nel 1996 e nel 1997 di cui era arcivescovo metropolitano dopo esserne stato per 10 anni vescovo ausiliario. Era stato nominato cardinale il 21 ottobre del 2003 da Giovanni Paolo II e nell’aprile del 2014 era stato scelto da Papa Francesco come prefetto della neocostituita Segreteria per l’economia vaticana.
    Dopo due anni di indagini, nel giugno del 2017, il porporato è stato incriminato in Australia “per reati storici di violenza sessuale”. Nel febbraio del 2019 il Vaticano ha comunicato di aver proibito a Pell “l’esercizio pubblico del ministero” e “il contatto in qualsiasi modo e forma con minorenni”. Gli avvocati di Pell avevano basato il ricorso sul fatto che la condanna era arrivata solo sulla base della testimonianza a porte chiuse di una sola delle due vittime, l’unico sopravvissuto. Lunedì il padre della seconda vittime di Pell, morto di overdose nel 2014, aveva auspicato il prevalere della giustizia.

    https://www.repubblica.it/esteri/2019/08/21/news/pedofilia_respinto_ricorso_appello_pell-234012468/?fbclid=IwAR2bKmNiKfL1fM32pfRSCyHP3n6UEuB0H608oZPWwa-LHNTIxvjxjFyw9fk