Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Violenze sessuali per mano di un sacerdote e abusi dalla madre? Presunta vittima sarà sentita dal gip

    Violenze sessuali per mano di un sacerdote e abusi dalla madre? Presunta vittima sarà sentita dal gip

    di F.Oli.
    LECCE – E’ previsto per il 5 aprile prossimo l’incidente probatorio della ragazzina di soli 12 anni vittima di presunti abusi sessuali per mano di un sacerdote. Il gip CinziaVergine ha infatti accolto la richiesta avanzata nelle scorse settimane dal sostituto procuratore Stefania Mininni. La giovane (residente in un comune della provincia), davanti a un giudice e con tutte le garanzie del caso, potrà raccontare le presunte molestie a sfondo sessuale consumate all’interno di una parrocchia della provincia di Lecce.

    Successivamente la dottoressa Francesca Panico stilerà una perizia per valutare l’attendibilità delle dichiarazioni della minore. Nell’ordinanza di ammissione di incidente probatorio vengono messe nero su bianco le accuse di una torbida storia di presunte violenze, rapporti extraconiugali e legami burrascosi all’interno della stessa famiglia. La posizione più scomoda (anche per le sue funzioni) è quella del prete. Il parroco, fino a pochi mesi fa in servizio in una chiesa del circondario di Lecce, è accusato di violenza sessuale e atti sessuali con minorenni.

    Secondo le indagini condotte dai carabinieri del Norm di Lecce, da dicembre del 2016 fino a giugno dello scorso anno, il prete avrebbe costretto la ragazzina a consumare rapporti sessuali anche completi e a subire palpeggiamenti e toccatine in canonica. In un’occasione avrebbe persino obbligato la ragazzina ad assistere alla sua masturbazione.

    Le presunte molestie sono emerse con una denuncia raccolta da un familiare. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati i telefonini del sacerdote e della minore su cui è stata effettuata una consulenza dagli esiti contraddittori. Sono state eseguite perquisizioni e ispezioni in parrocchia per trovare riscontri al racconto della persona offesa nel frattempo trasferita in una struttura protetta. Le sue dichiarazioni sono state
    già acquisite. La giovane ha raccontato i presunti abusi, palpeggiamenti e violenze alla presenza di una psicologa. Per ben due volte.

    Il sacerdote non è l’unico indagato. L’inchiesta si è rapidamente allargata. E’ emersa una presunta relazione clandestina tra la madre della ragazzina e il parroco. E la donna è finita sotto inchiesta. E’ accusata di violenza sessuale, abusi sessuali con minorenni, false informazioni al pubblico ministero e favoreggiamento personale. I reati a sfondo sessuale si configurerebbero perchè la donna avrebbe costretto la figlia a compiere atti di autoerotismo.

    Le altre due accese, invece, farebbero riferimento alla presunta tresca con il sacerdote. L’indagata avrebbe raccontato al pm di non aver avuto più alcun contatto (telefonico e di altra natura) con il suo amante in abito talare da quando la figlia venne allontanata da casa con un provvedimento del Tribunale per i Minorenni.

    Stando a quanto accertato, invece, la donna avrebbe continuato a mantenere contatti con l’indagato anche quotidiani direttamente o con un parente dell’uomo e aiutato l’amante a eludere le indagini. In particolare consigliandogli di avere contatti di amicizia su Instagram e di non utilizzare più schede telefoniche a lui riconducibili ma di acquistarne altre da intestare ad altre persone in modo tale da poter continuare le comunicazioni.

    C’è poi anche una terza indagata. E’ la nonna della ragazzina. La donna, stando alle contestazioni, è accusata di false informazioni al pubblico ministero. Avrebbe taciuto sulla relazione clandestina della figlia con il parroco e nonostante fosse stata sollecitata più volte a fornire informazioni sul loro rapporto avrebbe persino negato di sapere che la figlia aveva trascorso d’estate cinque giorni al mare con il sacerdote.

    I genitori della ragazzina sono da tempo separati. Il padre ha incassato di recente una condanna in primo e in secondo grado. In questo contesto familiare si sarebbe inserita la figura del parroco.

    E’ da accertare il ruolo. Ha fornito supporto alla famiglia aiutando la bambina o si è trasformato in un orco in canonica approfittando della complessa situazione familiare? E le accuse sono una vendetta per quella relazione con la donna?

    Nell’incidente probatorio potranno emergere nuovi particolari. Il sacerdote è assistito dagli avvocati Stefano De Francesco e Vittorio Vernaleone; la madre e la nonna della ragazzina dall’avvocato Francesco Cavallo. Il padre, come persona offesa, invece, è assistito dall’avvocato Benedetto Scippa. Curatrice speciale della minore è stata nominata l’avvocatessa Agnese Caprioli.

    Violenze sessuali per mano di un sacerdote e abusi dalla madre? Presunta vittima sarà sentita dal gip

  • Presunta violenza sessuale su una 12enne: consulenza su pc e telefonini “scagiona” sacerdote

    Presunta violenza sessuale su una 12enne: consulenza su pc e telefonini “scagiona” sacerdote

    di F.Oli.
    LECCE – La consulenza su cellulari e computer “scagiona” il prete accusato di violenza sessuale su una 12enne. Emergono nuovi importanti sviluppi nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Stefania Mininni. Non c’è alcuna traccia di contatti tra il sacerdote e la presunta vittima: nessuna foto, nessun video e, soprattutto, nessun dialogo o chat scomodi e imbarazzanti. E’ il contenuto delle sedici pagine della consulenza tecnica eseguita dal consulente della Procura Luca Chirizzi supportato dal collega di parte Antonio Perrone. All’esito degli accertamenti (i cui esiti riportiamo in esclusiva) su ogni apparecchio compare sempre la stessa conclusione: “Dalla visualizzazione del contenuto della memoria del supporto non è emerso alcun elemento utile ai fini della prosecuzione delle indagini”. I consulenti hanno verificato il contenuto del materiale informatico a disposizione del prete, della ragazzina e di altri due indagati: la madre della giovane accusata di violenza sessuale e favoreggiamento. Quest’ultimo reato viene contestato anche alla nonna della minorenne.
    L’indagine, condotta dai carabinieri del Norm di Lecce, è stata avviata con una denuncia raccolta da un familiare della minore e sarebbe maturata in un contesto familiare molto difficile e contraddistinto da un’accesa conflittualità. I genitori sono da tempo separati. Il padre ha incassato di recente una condanna. E in questo complesso contesto familiare si inserisce la figura del parroco. E’ da accertare il ruolo. Ha fornito supporto alla famiglia aiutando la bambina o si è trasformato in un orco in canonica approfittando della complessa situazione familiare? Secondo il materiale finora acquisito, la ragazzina sarebbe stata violentata dal prete in canonica. Più episodi dal 2016 fino a giugno dello scorso anno. Sono state eseguite perquisizioni e ispezioni in parrocchia per trovare riscontri al racconto della persona offesa nel frattempo trasferita in una struttura protetta. Le sue dichiarazioni sono state già acquisite. La giovane ha raccontato i presunti abusi, palpeggiamenti e violenze alla presenza di una psicologa. Per ben due volte. E il suo racconto è ora finito al vaglio degli inquirenti. Ora, però, alla luce dei risultati della consulenza, sarà fondamentale l’esito dell’incidente probatorio in cui verranno raccolte le dichiarazioni della minore e formare così l’eventuale prova da utilizzare nel corso del processo.
    Secondo le indagini, il sacerdote avrebbe abusato della ragazzina all’interno della sagrestia. Sarebbero stati più episodi. Dopo la rivelazione sono scattati gli accertamenti. La ragazza è stata collocata in una struttura protetta mentre gli investigatori hanno poi rapidamente accertato una situazione di estremo disagio familiare di cui probabilmente molti sapevano ma nessuno ha parlato. Sullo sfondo una presunta relazione tra il prete e la madre della minorenne (ipotesi rafforzata dopo gli esiti della consulenza su telefonini e pc). Il sacerdote è assistito dagli avvocati Stefano De Francesco e Vittorio Vernaleone; la madre e la nonna della ragazzina dall’avvocato Francesco Cavallo. Il padre, come persona offesa, invece, è assistito dall’avvocato Benedetto Scippa.

    Presunta violenza sessuale su una 12enne: consulenza su pc e telefonini “scagiona” sacerdote

  • Prete accusato di abusi sessuali su 12enne: la Procura dispone una consulenza informatica

    Prete accusato di abusi sessuali su 12enne: la Procura dispone una consulenza informatica

    La Procura leccese si affida ad un consulente informatico per analizzare i telefonini sequestrati al sacerdote ed alla ragazzina, presunta vittima di abusi sessuali.

    Ieri mattina, il pm Stefania Mininni ha conferito l’incarico. Si tratta di un “accertamento tecnico non ripetibile”, per evitare un’eventuale modifica o distruzione dei dati, che dovrà essere effettuato entro il termine di 40 giorni. Erano presenti tutte le parti interessate. Anche i difensori del prete hanno nominato un consulente tecnico di parte.

    Verranno dunque analizzate le memorie di telefonini e computer ed i supporti informatici, già posti sotto sequestro nei mesi scorsi. Anzitutto quelli del sacerdote, al fine d’individuare eventuali riscontri a quanto denunciato dalla vittima, attraverso i propri familiari. Dunque, il consulente verificherà l’eventuale presenza di fotografie, video, registrazioni audio “compromettenti”. Non solo, anche presunte tracce di conversazioni e contatti tra il sacerdote e la 12enne. Verrà anche analizzato il telefonino della madre della ragazzina per verificare, anche in questo caso, la sussistenza dell’accusa di “favoreggiamento”.

    La richiesta d’incidente probatorio

    Invece, nei giorni scorsi, la Procura ha notificato agli indagati la richiesta d’incidente probatorio per ascoltare la 12enne, presunta vittima di abusi sessuali per mano del sacerdote.

    Il gip dovrà poi analizzare l’istanza ed eventualmente fissare la data. In quella sede, la 12enne verrebbe sentita nell’ambito di un “ascolto protetto”, alla presenza di uno psicologo, al fine di “cristallizzare” le dichiarazioni.

    Nell’atto, a firma del pm Stefania Mininni, compaiono i nomi dei tre indagati: il prete, accusato di violenza sessuale aggravata, con riferimento anche a rapporti “completi” con la ragazzina; la madre di quest’ultima, che risponde dell’ipotesi di reato di “favoreggiamento”, per non aver riferito agli inquirenti dei presunti abusi subiti dalla figlia e per “false informazioni al pubblico ministero”. Non solo, poiché anche la madre, come risulta nella richiesta d’incidente probatorio, è accusata di violenza sessuale. Secondo i denuncianti, le presunte molestie si sarebbero consumate tra le mura domestiche, ma si tratterebbe anche in questo caso, di un’accusa tutta da verificare.

    Infine, risulta indagata la nonna della ragazzina, con l’accusa di false informazioni al pubblico ministero, poiché non avrebbe detto tutta la verità al pm, sulla presunta relazione tra il sacerdote e la madre della ragazza.

    Intanto, per salvaguardarne la serenità, la ragazzina è stata trasferita con provvedimento della Procura dei Minori, in una struttura protetta.

    Le accuse al prete

    Le accuse al prete hanno preso avvio dalla denuncia di una zia (parente del padre) residente in Campania, della 12enne. L’atto è stato depositato nell’agosto scorso e veniva fatto riferimento a palpeggiamenti, avances di natura sessuale ed in alcune occasioni, addirittura a rapporti completi tra le mura della parrocchia frequentata dalla ragazzina. I fatti contestati si sarebbero verificati agli inizi di quest’anno, in un paese dell’hinterland di Lecce. Il sacerdote non è stato mai sospeso dalla Curia che lo ritiene assolutamente estraneo ai gravi addebiti contestatigli. Tra l’altro, ha lasciato la parrocchia in cui, secondo i denuncianti, si sarebbero verificati i fatti, da molto tempo. Egli attualmente svolge il sacerdozio in un’altra chiesa, ma per motivi che non hanno alcun riferimento alle presunte molestie ai danni della ragazzina.

    La ragazza è stata anche sentita, attraverso “l’ascolto protetto”, alla presenza di una psicologa. Per due volte. Anzitutto, subito dopo la denuncia, ma anche in seguito alla visita ginecologica che non avrebbe riscontrato i segni di una violenza sessuale.

    Il ruolo della famiglia

    Dunque, sulla scorta degli accertamenti eseguiti dai Carabinieri del Norm di Lecce, la Procura intende verificare la fondatezza delle accuse. Anche nei confronti della madre. Infatti, sempre nella stessa denuncia depositata dalla zia della presunta vittima, si fa riferimento ai rapporti poco trasparenti intercorsi tra il parrocco e la madre della 12enne. Accuse pesanti, poiché la relazione tra i due, veniva additata come la causa della “rovina” della famiglia. Un contesto familiare degradato caratterizzato da un’accesa conflittualità e segnato anche da difficoltà economiche. I genitori sono da tempo separati e il padre ha una recente condanna penale alle spalle.

    Sullo sfondo di questo complesso contesto, emergerebbe il ruolo del prete. Una figura di “supporto” ad una famiglia segnata da enormi difficoltà e conflittualità, con un continuo “rimpallo” di responsabilità? Il sacerdote, infatti, pur non essendo un “amico di famiglia” in svariate occasioni si sarebbe offerto di dare una mano anche dal punto di vista economico. Oppure, il prete avrebbe approfittato della fiducia incondizionata accordatagli dalla famiglia per molestare la 12enne? Domande a cui daranno una risposta nei prossimi mesi gli inquirenti.

    Il sacerdote è assistito dai legali Stefano De Francesco e Vittorio Vernaleone. La madre e la nonna della minore sono difese dall’avvocato Francesco Cavallo. Invece, il padre della ragazzina, persona offesa, è assistita dal legale Benedetto Scippa.

    http://www.leccenews24.it/cronaca/perizia-informatica-sacerdote-abusi-sessuali-12enne.htm

  • Prete pedofilo? Indagata anche la nonna della ragazzina, chiesto l’incidente probatorio

    Prete pedofilo? Indagata anche la nonna della ragazzina, chiesto l’incidente probatorio

    di Francesco Oliva
    LECCE – E’ una torbida storia di presunte violenze, di rapporti extraconiugali e di legami burrascosi all’interno della stessa famiglia l’inchiesta con al centro la figura di un prete accusato di pedofilia su una ragazzina di neppure 14 anni. Nomi degli indagati e accuse vengono sdoganati per la prima volta con la richiesta di incidente probatorio avanzata dal sostituto procuratore Stefania Mininni e notificata nelle scorse ore dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Lecce. Gli indagati sono tre. Non solo il prete e la madre ma anche la nonna della ragazzina. Risponde di false informazioni fornite al pubblico ministero.

    Secondo investigatori e inquirenti, la donna non avrebbe raccontato la verità su una sospetta relazione tra la mamma della ragazzina e il sacerdote.
    Nella richiesta di incidente probatorio vengono messe nero su bianco anche le accuse contestate alla madre della giovane: false informazioni al pubblico ministero e favoreggiamento per non aver denunciato i presunti abusi sessuali sulla figlia pur essendone a conoscenza. E poi c’è il principale indagato: un giovane sacerdote travolto da un’inchiesta che ha calamitato, inevitabilmente, l’attenzione dei media locali e nazionali.

    L’accusa è di violenza sessuale continuata aggravata. L’indagine è stata avviata con una denuncia raccolta da un familiare della minore e sarebbe maturata in un contesto familiare molto difficile e contraddistinto da un’accesa conflittualità. I genitori sono da tempo separati. Il padre ha incassato di recente una condanna. E in questo complesso contesto familiare si inserisce la figura del parroco. E’ da accertare il ruolo. Ha fornito supporto alla famiglia aiutando la bambina o si è trasformato in un orco in canonica approfittando della complessa situazione familiare?

    Secondo il materiale finora acquisito, la ragazzina sarebbe stata violentata dal prete in canonica. Più episodi dallo scorso anno fino a giugno. Poi la denuncia e l’allontanamento della minore. Sono stati sequestrati i telefonini del sacerdote e della minore. Sono state eseguite perquisizioni e ispezioni in parrocchia per trovare riscontri al racconto della persona offesa nel frattempo trasferita in una struttura protetta. Le sue dichiarazioni sono state già acquisite.

    La giovane ha raccontato i presunti abusi, palpeggiamenti e violenze alla presenza di una psicologa. Per ben due volte. E il suo racconto è ora finito al vaglio degli inquirenti. Ora, però, la Procura intende blindare le dichiarazioni della persona offesa da utilizzare con l’eventuale apertura di un processo con un incidente probatorio su cui un gip dovrà ora fissare la data. Il sacerdote è assistito dagli avvocati Stefano De Francesco e Vittorio Vernaleone; la madre e la nonna della ragazzina dall’avvocato Francesco Cavallo. Il padre, come persona offesa, invece, è assistito dall’avvocato Benedetto Scippa.

    Prete pedofilo? Indagata anche la nonna della ragazzina, chiesto l’incidente probatorio

  • Lecce, sacerdote indagato per violenza sessuale su una 14enne. I pm: “La madre sapeva”

    Lecce, sacerdote indagato per violenza sessuale su una 14enne. I pm: “La madre sapeva”

    di CHIARA SPAGNOLO

    LECCE – Una ragazzina di 14 anni sarebbe stata violentata da un prete, nel silenzio della madre, che sarebbe stata al corrente degli abusi e non lo avrebbe denunciato. E’ gravissimo il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura di Lecce sugli abusi subiti da un’adolescente di un paese della provincia di Lecce, che è stata recentemente allontanata dalla casa familiare per sottrarla a un clima di omertà che gli inquirenti ritengono pericoloso.

    Il prelato, invece, non è stato raggiunto da alcun provvedimento di sospensione dal servizio né tantomeno di trasferimento in un’altra parrocchia e, anzi, la Curia si è detta fiduciosa che il prosieguo degli accertamenti consentirà di scagionarlo.

    Allo stato l’uomo è indagato per violenza sessuale aggravata e la madre della vittima per favoreggiamento. Le molestie si sarebbero consumate per diversi mesi in canonica e lentamente si sarebbero trasformate in abusi sessuali veri e propri. A far scattare l’inchiesta, la denuncia presentata da un familiare della 14enne, che è stata poi ascoltata dal magistrato con le dovute forme di protezione psicologica. Dopo che le sue dichiarazioni sono state cristallizzate, i carabinieri hanno avviato accertamenti sui telefonini, della ragazzina e del prete, ed effettuato una perquisizione in parrocchia. Il materiale acquisito è ora al vaglio degli investigatori, che stanno valutando anche i rapporti definiti “sospetti” tra il parroco e la madre della minore. Si indaga anche su eventuali altri casi di abusi sessuali, che potrebbero avere avuto come protagoniste altre ragazzine.
    http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/11/04/news/lecce_14enne_denuncia_violentata_dal_sacerdote_-180199665/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P2-S1.4-T1

  • Lecce, denuncia di 14 enne  «Violentata da un prete»

    Lecce, denuncia di 14 enne «Violentata da un prete»

    Francesco Oliva

    Abusi sessuali nel chiuso della canonica. Per mesi e all’insaputa di tutti, una ragazzina di neppure 14 anni, avrebbe subito palpeggiamenti e rapporti sessuali. Il presunto molestatore è un giovane sacerdote, amico di famiglia dell’adolescente.
    La storia, ancora top secret, è contenuta in un fascicolo di indagine aperto in Procura. Poche le notizie trapelate, se non che il nome finito nel registro degli indagati è quello di un giovane sacerdote, impegnato in una parrocchia dell’hinterland di Lecce.
    Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Stefania Mininni. Il magistrato sta verificando la fondatezza della denuncia della ragazzina, che ha raccontato quello che sarebbe accaduto durante gli incontri con il prete. Già da tempo, e nel massimo riserbo, sono stati avviati gli accertamenti.

    I fatti risalgono ai mesi scorsi. Più episodi, più incontri e sempre in parrocchia. È stata la stessa ragazzina a raccontare i presunti abusi sessuali. La minore ha rotto il silenzio che si era imposto e si è confidata con una parente. Sono stati informati i genitori ed è stata presentata una denuncia.

    Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Lecce. I militari sono al lavoro per ricostruire l’accaduto e per fare chiarezza sulla natura dei rapporti fra la ragazzina e il prete.
    I genitori della minorenne frequentavano assiduamente la chiesa. Conoscevano il sacerdote e si fidavano di lui.
    L’inchiesta ha già mosso i primi passi. È stata eseguita una perquisizione in casa del sacerdote e nel suo ufficio in parrocchia. I militari, su disposizione del magistrato, hanno sequestrato i telefonini del parroco e della ragazzina. Gli apparecchi sono stati affidati ad un esperto informatico per risalire al contenuto e verificare eventuali contatti telefonici, tra chiamate, messaggi e whatsapp.

    Le dichiarazioni della ragazzina sono state raccolte dal magistrato. Nelle scorse settimane, con tutte le garanzie del caso, la minore ha raccontato davanti al pm e alla presenza di una psicologa i presunti abusi. E il suo racconto è ora finito al vaglio del magistrato. Della vicenda è stata informata anche la Procura per i minorenni che ha aperto un procedimento parallelo coordinato dal procuratore capo Maria Cristina Rizzo. Le indagini vanno avanti. Gli inquirenti intendono verificare se il sacerdote abbia avuto rapporti sessuali con altre giovani vittime che, in casi simili, molto spesso rimangono in silenzio o denunciano gli abusi solo a distanza di anni per paura o per vergogna.

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/946944/lecce-denuncia-di-14-enne-violentata-da-un-prete.html

  • Ripetute violenze sessuali in parrocchia su una giovane di neppure 14 anni? Indagato un prete

    Ripetute violenze sessuali in parrocchia su una giovane di neppure 14 anni? Indagato un prete

    LECCE – Scandalo in parrocchia. Un prete finisce sotto inchiesta per presunti abusi e molestie sessuali ai danni di una ragazzina di neppure 14 anni. Si tratta di un giovane sacerdote che presta servizio in una chiesa di un comune alle porte di Lecce. Ora il suo nome è finito nel registro degli indagati. Il sostituto procuratore Stefania Mininni ha infatti aperto un fascicolo d’indagine per fare luce sulla fondatezza della denuncia di una ragazzina che ha raccontato incontri, palpeggiamenti e rapporti sessuali anche completi con il prete consumati in parrocchia nei primi mesi di quest’anno. Già da tempo, nel massimo riserbo,
    sono stati avviati i dovuti accertamenti.

    I fatti risalgono ai mesi scorsi. Più episodi, più incontri e sempre in parrocchia.
    Palpeggiamenti, toccatine ma anche rapporti sessuali completi. E’ stata la stessa ragazzina a raccontare i presunti abusi che si consumavano all’insaputa di tutti. La minore si è operativo radiomobile della Compagnia di Lecce.

    I militari hanno ricostruito i legami della ragazzina con il prete, un amico di famiglia. I genitori della minorenne frequentavano assiduamente la chiesa. Conoscevano il sacerdote e si fidavano di lui. Non un uomo affetto da disturbi e neppure un parente. Ma un soggetto (apparentemente) al di sopra di qualsiasi sospetto.

    Gli accertamenti sono stati già avviati. E’ stata eseguita una perquisizione in parrocchia e in casa del sacerdote. I militari, su disposizione del magistrato, hanno sequestrato i telefonini del parroco e della ragazzina affidati ad un esperto informatico per risalire al contenuto e verificare eventuali contatti telefonici, tra chiamate, messaggi e whatsapp. La ragazzina è stata anche sentita.

    Nelle scorse settimane, con tutte le garanzie del caso, la minore ha raccontato davanti al pm e alla presenza di una psicologa i presunti abusi. E il suo racconto è ora finito al vaglio del magistrato. Della vicenda è stata informata anche la Procura dei Minori che ha aperto un procedimento penale parallelo coordinato dal procuratore capo Maria Cristina Rizzo.

    Le indagini vanno avanti. Gli inquirenti intendono verificare se il sacerdote abbia avuto rapporti sessuali con altre giovani vittime che, in casi simili, molto spesso rimangono in silenzio o denunciano gli abusi solo a distanza di anni per paura o per vergogna.

    Ripetute violenze sessuali in parrocchia su una giovane di neppure 14 anni? Indagato un prete

  • “Quel prete ci baciava in sacrestia e prima del catechismo”

    “Quel prete ci baciava in sacrestia e prima del catechismo”

    BRINDISI – “Quel prete mi abbracciava e baciava sulla guancia quando era in corso il catechismo e il sacerdote entrava nell’aula destinata a quell’attività e la interrompeva. Con me, invece, succedeva anche in sacrestia”: le dichiarazioni rese da due ex chierichetti della chiesa di Santa Lucia sono state ritenute attendibili dai giudici della Corte d’Appello di Lecce che, per questo, hanno confermato la condanna a tre anni e otto mesi per don Giampiero Peschiulli, con l’accusa di atti sessuali su ragazzini sotto i 14 anni.

    Le motivazioni della sentenza a carico del sacerdote, arrestato il 15 maggio 2015, sono state depositate alla scadenza del termine di novanta giorni, indicato dal presidente della Corte il giorno della lettura del dispositivo. I giudici hanno confermato quanto sostenuto dal gup del Tribunale di Brindisi nella sentenza del 28 gennaio 2016, sostenendo come siano evidenti le prove di colpevolezza dell’ex parroco, 75 anni, attualmente in regime di arresti domiciliari in una comunità terapeutica. E’ stato, quindi, riscontrato anche in secondo grado l’impianto accusatorio sostenuto dal pm Giuseppe De Nozza.

    Stando a quanto si legge nelle motivazioni della sentenza, gli “atti sessuali sono consistiti nel dare al ragazzo baci sulle guance, nel farsi baciare lui stesso sulla guancia, nell’abbraccio dopo averlo tirato a sé con la forza, nel dargli la mano incrociando le sue dita con quelle della mano del ragazzo, nell’accarezzargli le braccia e le gambe, nell’infilare la sua mano nei pantaloni”.Il parroco ha sempre respinto le accuse, anche davanti alle immagini registrate dalle telecamere de Le Iene, la trasmissione di Mediaset. Il servizio venne firmato dall’inviato Giulio Golia che a Brindisi arrivò con alcuni attori per incontrare il sacerdote dopo aver ricevuto una mail tra aprile e maggio 2014, nella quale una “persona residente in città riferiva di essere stata vittima di avance sessuali di Peschiulli”. Quando tornarono per chiedere spiegazioni lui si chiuse in sacrestia e chiamò il 112, mentre su Facebook si registrò una valanga di commenti. Anche in udienza, davanti al gup, il parroco spiegò di aver dimostrato solo il proprio affetto.

    A giudizio della Corte d’Appello di Lecce, l’imputato ha tenuto “un comportamento processuale non collaborativo” e per questo motivo non sono state riconosciute le circostanze attenuanti generiche. L’ex sacerdote attende la pronuncia della Cassazione. La difesa ha depositato ricorso sostenendo che la “motivazione sia monca, con una parcellizzazione del materiale probatorio” riconducibile  a una “valutazione parziale della parola del dichiarante”.  Nei motivi, inoltre, è stato precisato che l’imputato “si è sottoposto a interrogatorio e ha risposto a tutte le domande poste dal pm e dalla parte civile, tenendo un comportamento processuale idoneo ad arricchire il materiale probatorio offerto all’attenzione del giudice”.

    http://www.brindisireport.it/cronaca/depositate-le-motivazioni-della-sentenza-di-condanna-in-appello-per-don-Peschiulli-ex-parroco-di-Brindisi.html
  • Malore per don Peschiulli teste nel processo all’ex parroco di Bozzano

    Malore per don Peschiulli teste nel processo all’ex parroco di Bozzano

    Rinviato l’ascolto in Tribunale dell’ex sacerdote della chiesa Santa Lucia di Brindisi: depositato certificato medico, era stato citato nel dibattimento a carico di don Francesco Caramia, imputato per atti sessuali su un chierichetto, accusa per la quale l’anziano parroco è stato condannato anche in Appello

    BRINDISI – Un malore ha impedito all’ex parroco della chiesa Santa Lucia di Brindisi, don Giampiero Peschiulli di presentarsi come testimone nel processo a carico di don Francesco Caramia, ex padre spirituale della parrocchia san Giustino de’ Jacobis del rione Bozzano, imputato per atti sessuali su un chierichetto.

    Peschiulli, condannato con accusa identica anche in Appello, era stato citato come teste dall’avvocato che in giudizio rappresenta la parte civile nel dibattimento dinanzi al collegio presieduto da Gienantonio Chiarelli: doveva essere ascoltato nell’udienza calendarizzata per la mattinata di oggi, venerdì 14 aprile, ma ha fatto recapitare un certificato medico a titolo di giustifica.

    Il sacerdote, 74 anni, è ai domiciliari in una comunità religiosa dopo essere stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare seguita il 20 maggio 2015. Per difendersi dall’accusa dal pm, ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato alla pena di tre anni e otto mesi, confermata dalla Corte d’Appello d’Appello di Lecce a cui aveva presentato ricorso il difensore Roberto Cavalera. Il prete ha sempre respinto le accuse. Così come si è professato innocente don Caramia che è ai domiciliari in una comunità religiosa, dopo l’arresto in carcere del 15 maggio dello scorso anno. L’ex sacerdote del quartiere Bozzano ha scelto, invece, il giudizio ordinario, ed è difeso dagli avvocati Rosanna Saracino e Giancarlo Camassa.

    http://www.brindisireport.it/cronaca/malore-per-don-peschiulli-teste-nel-processo-all-ex-parroco-di-bozzano.html

  • Prete condannato per presunte molestie su giovane migrante: in Appello chiesta l’assoluzione

    Prete condannato per presunte molestie su giovane migrante: in Appello chiesta l’assoluzione

    NARDO’ (Lecce) – Colpo di scena nel processo d’appello relativo ai presunti abusi compiuti dal sacerdote Don Quintino De Lorenzis ai danni di un giovane migrante di origini marocchine. Il vice procuratore generale Giampiero Nascimbeni ha chiesto l’assoluzione dell’imputato sulla scorta di una corposa memoria difensiva (di 16 pagine) prodotta dall’avvocato difensore Giuseppe Bonsegna. Il prete, oggi 41enne, originario di Alliste ed ex parroco della chiesa di San Gerardo Majella, era stato condannato nel gennaio di due anni fa a tre anni e mezzo di reclusione per presunte molestie e violenze su un giovane straniero. La denuncia della vittima mise poi in moto le indagini condotte dal pubblico ministero Stefania Mininni.

    La presunta vittima (assistita dall’avvocato Salvatore Centonze e già risarcita dopo la sentenza di primo grado) denunciò di aver subito gli abusi nella sacrestia nell’ottobre del 2010. Ai rappresentati della Chiesa, il giovane si era rivolto appena giunto nel Salento da clandestino. In quel periodo, il giovane straniero (in attesa del permesso di soggiorno) risiedeva a Nardò, paese della fidanzata, e si trovava in grosse difficoltà economiche e decise così di rivolgersi alla Chiesa. Nella canonica, però, il prete avrebbe indossato i panni del molestatore. De Lorenzis avrebbe avvicinato il giovane mentre il 29enne si spogliava e avrebbe incominciato a toccarlo. Subito dopo la chiusura delle indagini, l’allora gup Nicola Lariccia dispose il rinvio a giudizio del parroco.

    Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, poi, furono ascoltati diversi testimoni. Agli atti del processo, inoltre, furono allegate alcune registrazioni di telefonate grazie ad una consulenza effettuata dall’ingegnere informatico Luigina Quarta intercorse tra il giovane marocchino e il sacerdote in cui il prelato chiedeva al 29enne informazioni sulle sue abitudini sessuali e a raggiungerlo in canonica a tarda ora. E proprio la consulenza del perito è stato terreno di scontro della difesa. L’avvocato Bonsegna ha confutato gli esiti evidenziando che se si può parlare di toccamenti o palpeggiamenti si dovevano ritenere assolutamente consenzienti. Inoltre incongruenze sarebbero emerse anche sugli orari e sui giorni della presunta violenza.

    Nel processo è stata trascinata come responsabile civile la Curia (rappresentata dall’avvocato Marcello Marcuccio) per le attività svolte dal prete e condannata in primo grado a risarcire la vittima con 20mila euro da corrispondere in solido con il sacerdote alla vittima.. La decisione dei giudici (Presidente Vincenzo Scardia) è attesa per le prossime ore.

    F.Oli. 

    Condannato in primo grado, assolto in Appello: il sacerdote non molestò il migrante