Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Nicola Corradi

  • Violenza sessuale al Provolo. Bambini incatenati prima di essere abusati

    Violenza sessuale al Provolo. Bambini incatenati prima di essere abusati

    Pare che più le indagini vanno avanti e più orribili diventano i dettagli sugli abusi sessuali patiti dai bambini dell’istituto Provolo in Argentina. Un caso che ha ridestato l’attenzione anche sui casi avvenuti a Verona, sempre nella struttura per bambini sordomuti e sempre con lo stesso protagonista: don Nicola Corradi.

    Oltre che sui responsabili degli abusi, la magistratura argentina starebbe indagando anche su chi era a conoscenza dei fatti e non li ha denunciati. In questo caso l’accusa sarebbe di favoreggiamento, come riportato dalla Rete L’Abuso Onlus, associazione delle vittime dei preti pedofili. Complice degli abusi sessuali sarebbe una suora dell’istituto argentino, Kosaka Kumiko, che pare essere scappata in Paraguay. Su di le pende un mandato di cattura internazionale perché a una bambina, ferita a causa di una violenza sessuale, avrebbe fatto indossare un pannolino assorbente, per fermare la perdita di sangue.

    Dalle testimonianze delle vittime emergono poi altri dettagli sconcertanti. In una stanza chiusa a chiave, gli inquirenti hanno trovato un buco nel muro. In quel buco sarebbero state fissate le catene a cui venivano legati i bambini prima di essere abusati. E in un’altra stanza, sempre chiusa a chiave, sono stati trovati dvd che potrebbero contenere le registrazioni video delle violenze.

    http://www.veronasera.it/cronaca/abusi-sessuali-provolo-catene-dvd-2-aprile-2017.html

     

  • Caso Provolo: chiesto mandato di cattura internazionale per una suora “cómplice”

    Caso Provolo: chiesto mandato di cattura internazionale per una suora “cómplice”

    È una religiosa giapponese che, secondo una vittima, ha contribuito a nascondere gli abusi. Potrebbe essere lo stesso per dirigenti e professori dell’istituto.

    di Kevin Maroto@klmaroto

    La Giustizia sembra decisa ad andare avanti su coloro che sono stati complici e insabbiatori degli abusi accaduti per anni nell’istituto Provolo.

    Come aveva anticipato l’ avvocato delle vittime che parlava ieri con MDZ , nella mattina di oggi è stata confermata la richiesta di cattura internazionale per la suora giapponese Kosaka Kumiko, la quale si troverebbe “rifugiata” in Paraguay. La religiosa è stata menzionata nella testimonianza di un’adolescente di 17 anni che ha sofferto abusi da parte del prete Horacio Corbacho quando ne aveva 5 e frequentava l’istituto di Lujan per bambini sordi.

    Dalla dichiarazione della ragazza si evince che la suora non ha solo coperto i crimini, ma ne è stata partecipe in prima persona e complice degli abusi quando ha posto un pannolino assorbente alla bimba per fermare l’emorragia che gli aveva provocato la violenza subita da Corbacho. Inoltre avrebbe obbligato la piccola ad assistere alle lezioni in piedi, poiché non si poteva sedere per i dolori che le provocavano le ferite inflitte.

    Kumiko sarebbe accusata di complicità in abuso sessuale aggravato, un’accusa più severa della semplice copertura. L’avvocato delle vittime, Sergio Salinas, ha spiegato che dalle testimonianze si evince che la suora era incaricata di “sondare” i bambini per identificare i più sottomessi che sarebbero poi stati abusati.

    Al tempo stesso, l’ecclesiastica giapponese non sarebbe l’unica nel mirino della Giustizia: dirigenti e professori potrebbero avere la stessa sorte dei cinque detenuti nella causa fino a questo momento (Horacio Corbacho, Nicola Corradi, Armando Gómez, Jorge Bordón e Luis Ojeda). Per quanto emerge dalle indagini, c’erano chiare evidenze di ciò che stava succedendo e nessuno ha avvisato le autorità.

    Molte vittime, che oggi sono adolescenti e che non si erano animate a denunciare gli abusi sofferti in quel momento, hanno cominciato a rilasciare la loro testimonianza grazie dall’appoggio psicologico ricevuto. A seguito di queste nuove testimonianze, potranno essere arrestate altre persone che, con le loro azioni, hanno contribuito a far sì che gli abusi continuassero per più di un decennio.

    Tradotto per Rete L’ABUSO da Roberta Pietra

    http://www.mdzol.com/nota/726454-caso-provolo-pidieron-la-captura-de-una-monja-complice/

     

  • Caso Provolo; bambini ammanettati e stuprati, mandato internazionale per una suora, vertici e insegnanti nel mirino degli inquirenti.

    Caso Provolo; bambini ammanettati e stuprati, mandato internazionale per una suora, vertici e insegnanti nel mirino degli inquirenti.

    Forte accelerata nelle indagini partite nel novembre scorso in Argentina, dopo l’arresto di don Nicola Corradi il prete italiano nascosto oltreoceano dopo le denunce di abusi sessuali su piccoli allievi sordi dell’istituto Provolo di Verona commessi quasi fino agli anni 80.

    La magistratura argentina sembra voler seguire i passi di quella italiana aprendo anche un fascicolo per favoreggiamento nei confronti degli insegnanti e responsabili delle strutture Provolo argentine, per gli inquirenti c’erano chiare evidenze di ciò che stava succedendo e nessuno ha avvisato le autorità.

    Nel frattempo è stato spiccato un mandato di cattura internazionale per complicità in abuso sessuale aggravato nei confronti di una suora dell’istituto, Kosaka KumiKo (nella foto) che sembrerebbe essersi rifugiata in Paraguay dove l’Istituto veronese ha un’altra succursale. Secondo l’accusa la monaca sarebbe stata parte attiva nelle violenze – racconta una delle vittime oggi 17enne – la suora “ha posto un pannolino assorbente alla bimba per fermare l’emorragia che gli aveva provocato la violenza subita da Horacio Corbacho. Inoltre avrebbe obbligato la piccola ad assistere alle lezioni in piedi, poiché non si poteva sedere per i dolori che le provocavano le ferite inflitte”.

    Ma l’orrore continua, pochi giorni fa, a seguito del racconto di un’altra vittima gli investigatori hanno deciso di verificarne le dichiarazioni procedendo alla perquisizione di alcune stanze dell’istituto di Mendoza, quello diretto proprio da don Nicola Corradi, facendo così una scoperta agghiacciante.

    Al quinto piano hanno trovato una stanza chiusa con un lucchetto, nel muro un buco nel quale secondo il racconto della vittima, erano fissate delle catene alle quali veniva poi ammanettata e abusata. All’interno di quella stanza un’altra porta, anche questa ben chiusa con un lucchetto. Al suo interno sono stati trovati decine di DVD con copertine apparentemente innocue che saranno comunque visionati dagli inquirenti, in oltre sono state rinvenute bottiglie di alcolici.

    Si aggraverebbe anche la posizione degli istituti, soprattutto quello italiano che non solo non ha fermato don Nicola Corradi quando era in Italia, ma che a capo di quello di Mendoza gli ha addirittura permesso di creare all’interno della struttura per bambini sordi un vero e proprio “harem” per pedofili.

    Aumenta anche il numero delle vittime e il periodo in cui sono stati commessi gli abusi, molte di loro sono ancora adolescenti. In precedenza si parlava di circa 60 allievi, oggi in aumento grazie all’affiancamento di un team di psicologi messi a disposizione dalla procura che stanno cercando di aiutare gli inquirenti nel delicato lavoro. E’ anche stato aperto uno sportello diretto con l’Autorità Giudiziaria al quale le vittime possono rivolgersi e denunciare.

    È giallo anche sulla scomparsa di padre Spinelli, anche lui accusato in Italia e poi trasferito. Di lui non si hanno più notizie dai primi di dicembre quando sparisce letteralmente. La dichiarazione ufficiale è che sia morto, ma nessuno sa dire dove sia sepolto o che fine abbia fatto il suo cadavere.

    Una vicenda che sta facendo emergere aspetti inquietanti di fronte ai quali la Casa Madre veronese si è chiusa a riccio costringendo pochi giorni fa Francesco Zanardi, (portavoce della Rete L’ABUSO) che accompagnava Gianni Bisoli presso l’istituto veronese nell’intento di ritirare il suo foglio di congedo – quello che nella copia autentica consegnata alla Commissione d’Inchiesta sembrerebbe contraffatto – a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per poter parlare con qualcuno dell’istituto.

    Dai risvolti torbidi anche il misterioso furto avvenuto presso l’Istituto di Chievo dove viene conservata parte della documentazione, probabilmente molta di quella indicata anche nelle varie denunce depositate, accaduto il primo marzo quando Leonardo L. si introduce nell’istituto.

    Dai filmati che possediamo integralmente, immediatamente consegnati all’Autorità Giudiziaria, si vede parlare l’uomo con il linguaggio dei segni, è visibilmente in video chiamata con qualcuno che lo segue dall’esterno col quale dialoga e fa vedere quanto è all’interno della struttura. Entra nell’istituto apparentemente senza forzare porte o finestre, non è per nulla spaventato e dopo 47 minuti, questa è la durata del video, esce tranquillamente e sosta davanti all’ingresso.

    I dialoghi sono stati tradotti integralmente e l’uomo fa anche alcuni nomi di cui abbiamo trovato riscontro, gira in uffici nei quali si vedono ammassati decine di faldoni di documenti, foto, supporti video, i più VHS, tutto materiale potenzialmente rilevante, soprattutto alla luce di quanto sta evolvendosi in Argentina.

    Un furto dalle tempistiche e dinamiche sospette e una riflessione che difficilmente non possiamo non fare, chi può essere così folle da introdursi furtivamente in una proprietà privata, filmarsi e poi pubblicare i video su Facebook?

    Sul versante argentino sembra che la situazione si evolva di ora in ora facendo emergere uno scandalo internazionale senza precedenti.

    L’Ufficio di Presidenza della Rete L’ABUSO Onlus

    DI SEGUITO LA CONFERENZA STAMPA TENUTA A VERONA LO SCORSO 27 MARZO.

  • Questa è la suora ricercata per gli abusi nel Provolo

    Questa è la suora ricercata per gli abusi nel Provolo

    Di: Melisa Stopansky – La Giustizia ha chiesto un mandato di cattura internazionale per la religiosa Kosaka Kumiko, di origine giapponese, la quale avrebbe lasciato l’istituto Provolo di Luján de Cuyo circa tre anni fa, lasciando dietro di sé un’oscura trama di coperture e partecipazione agli abusi perpetrati nel collegio per bambini sordi.

    La procura che indaga gli abusi e la corruzione di minori, ha chiesto di indicare la sua attuale residenza a causa delle ultime testimonianze delle vittime, le quali indicano la religiosa come partecipe primaria degli atti, la quale inoltre osservava durante gli abusi sessuali.

    Apparentemente la donna starebbe in Uruguay, ma il suo domicilio è sconosciuto, pertanto è stato emesso l’ordine di cattura internazionale.

    Il pubblico ministero Gustavo Stroppiana ha indicato, parlando con El Sol, che si sospetta abbia insabbiato gli abusi per anni, inoltre una testimone ha denunciato essere stata oltraggiata da uno dei sacerdoti a 5 anni e che la suora le avrebbe posto un pannolino per nasconder il sanguinamento conseguente alle molteplici ferite.

    La religiosa aveva un vincolo forte con l’allora direttore del Provolo, Nicola Corradi, e con Corbacho, i due preti che sono detenuti per gli abusi e la corruzione di minori.

    Era colei che si incaricava di accudire le bambine nel convitto, dove alloggiavano le studentesse che vivevano lontano e per questo rimanevano internate.

    Le mamme di molte delle vittime la ricordano come una persona “strana e ritrosa”.

    http://www.elsol.com.ar/nota/299218/policiales/esta-es-la-monja-que-buscada-por-los-abusos-en-el-provolo.html

  • Caso Provolo: una vittima ha raccontato di una macabra stanza con catene dove legavano i bambini per violentarli

    Caso Provolo: una vittima ha raccontato di una macabra stanza con catene dove legavano i bambini per violentarli

    Per queste affermazioni hanno fatto un’ispezione oculare nella soffitta dell’Istituto, dove hanno trovato una parete con un buco dove potrebbero essere state attaccate le catene. Hanno trovato altre prove che vanno ad aggravare la condizione dei cinque detenuti.

    Strazianti e macabri dettagli sono stati apportati da una testimone e vittima sui reiterati abusi sessuali i quali, secondo quanto ha denunciato, è stata sottomessa nell’Istituto Provolo di Luján. Grazie a questa testimonianza è stata fatta un’ispezione oculare e sono stati trovati altri elementi per incriminare gli accusati e continuare l’indagine.
    Si tratta di una giovane che è ancora minore di 18 e che ha sofferto reiterati abusi dai 5 anni, quando era alunna internata dell’Istituto Provolo, diretto dal prete Nicola Corradi. Altri testimoni e vittime l’avevano indicata come una delle tante (vittime), ma in quel momento non ha voluto dichiarare. Ora, con l’appoggio psicologico corrispondente, ha accettato di raccontare l’orrore che ha vissuto per anni.
    Ha raccontato come sono stati i primi abusi, la complicità di altre autorità e (altre) religiose che vengono indagate, ma sono ancora in libertà. “Ha raccontato altri eventi come una delle suore che la colpiva, che sapeva ciò che le succedeva, come le suore vedevano quando le veniva mostrata pornografia e dà un dettaglio su una volta quando è stata portata, per abusare di lei, in una stanza dove c’erano catene, le ammanettavano i polsi e che lì si producevano atti di abuso sessuale”, ha raccontato Sergio Salinas, avvocato di Xumex, querelante per le vittime.

    Dietro al racconto della ragazza, hanno chiesto un’ispezione oculare urgente, che ha ricevuto l’opposizione della difesa, ma è stata fatta comunque con il pubblico ministero della causa Gustavo Stroppiana.
    “Questa stanza l’abbiamo trovata dopo cinque scale che non convergono una dietro l’altra, ma che uno deve salire al primo piano, cammina alcuni metri, sale ad un altro piano e così si arriva alla soffitta di tutto l’edificio”, ha specificato Salinas.
    “Lì è stato trovato un pezzo e al momento di aprire la porta, tutto molto tetro ed oscuro come ha detto lei, dove dovevano esserci le catene appese alla parete, c’era un buco nel cemento”, ha raccontato Salinas ed ha continuato: “Uno può dubitare se sono esistite o no le catene, ma ciò che chiama l’attenzione è che sotto a questo c’erano due negativi fotografici, uno che era stato incollato ad altri due negativi ed un terzo con argilla che bisogna fare un lavoro per vedere cosa c’era in questa immagine”.

    Questi negativi sono stati sequestrati dalla Polizia Scientifica per continuare la catena di custodia e per la legalità del processo.
    Nel suo racconto la vittima ha detto che chi l’aveva portata fino alla stanza di questa soffitta era Horacio Corbacho, il prete di 56 anni che oggi si trova detenuto nel padiglione degli abusatori sessuali del carcere penale Boulogne Sur Mer.
    Immediatamente gli investigatori hanno associato questi negativi trovati lì con quanto trovato nella stanza di Corbacho nella prima perquisizione realizzata dall’allora pubblico ministero Fabricio Sidoti. In quel momento sono stati sequestrati elementi di pornografía, immagini e negativi fotografici.
    Sono stati inoltre sequestrati sette computer che stavano in questa soffitta, e centinaia di film in DVD che all’esterno hanno il nome di film per bambini come “Il Re Leone”, ma che devono essere analizzati per controllare se hanno materiale pornografico.

    Dradotto da roberta Pietra

    http://www.diariouno.com.ar/policiales/caso-provolo-una-victima-conto-una-macabra-habitacion-cadenas-donde-esposaban-chicos-violarlos-20170329-n1366424.html

  • Caso Provolo: iniziano gli interrogatori e l’acquisizione dei documenti.

    Caso Provolo: iniziano gli interrogatori e l’acquisizione dei documenti.

    Da circa 20 giorni, iniziano le audizioni delle persone segnalate dall’Associazione Sordi “Antonio Provolo” – Onlus e dalla Rete L’ABUSO.

    Come comunicato ai media nei mesi scorsi e ribadito nella conferenza stampa del 27 marzo 2017, tenutasi a Verona, le due associazioni sopra menzionate ed alcune vittime depositano una serie di denunce che fanno riaprire – questa volta presso l’autorità giudiziaria – quello che dopo 11 anni e due indagini da parte della Diocesi di Verona si rivela un vero vaso di Pandora: “il caso Provolo”. Ora, questo nuovo filone non è prescritto.

    Esponiamo cronologicamente i recenti fatti, avvenuti nelle ultime due settimane:

    – Tutto inizia con un documento (dichiarato copia conforme all’originale) che pare contraffatto, che invalida le accuse di Gianni Bisoli, l’ex-allievo che dal 2009 accusa pubblicamente tra i suoi presunti carnefici (oltre a Don Nicola Corradi) anche il Vescovo di Verona Monsignor Giuseppe Carraro, recentemente nominato beato;

    – Il 27 febbraio 2017, Gianni Bisoli e l’Associazione Sordi “Antonio Provolo” – Onlus depositano formale querela per la presunta manomissione di quel documento, nel quale è visibile – anche da una fotocopia – la trasformazione del numero 4 in un 3; tale contraffazione è ravvisata anche dal Dott. Mario Sannite, presidente della Commissione di inchiesta voluta dal Vaticano, nella quale tale documento è stato utilizzato e troverebbe conferma anche in una pagella originale ritrovata da Gianni Bisoli;

    – L’1 marzo 2017, Leonardo L. si introduce – come lui stesso conferma – negli uffici dell’istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” di Chievo di Verona, filmandosi in diretta video su Facebook ed infine pubblicando video dell’accesso e del prelievo, da parte sua, di alcuna documentazione ivi presente: un suo video ottiene più di mille visualizzazioni ed il giorno successivo, numerosi ex-allievi dell’Istituto e la Rete L’ABUSO vengono informati dell’accaduto da alcuni confidenti così che il 3 marzo viene comunicato immediatamente alla Procura della Repubblica di Verona quanto accaduto, fornendo anche i video pubblicati e pubblicamente condivisi su Facebook dal Leonardo L.. Nel frattempo, acquisiamo l’indiscrezione che Leonardo L., durante l’incursione, sarebbe stato in contatto – anche in via video – con una seconda persona. Come dichiara lo stesso Leonardo L. in un video pubblicato il 29 marzo 2017 sul suo profilo Facebook, la magistratura si reca presso la sua abitazione, due giorni dopo l’incursione, sequestrando quanto lui aveva sottratto presso l’istituto di Chievo; inoltre lo stesso Leonardo L. dichiara che dopo la perquisizione avvenuta presso la sua abitazione, le Autorità lo accompagnano presso la struttura del Provolo di Chievo dove prelevano della documentazione;

    – il 22 marzo 2017, avendo preso atto dei fatti riportati da Leonardo L. sul proprio profilo Facebook, alcuni ex-allievi dell’Istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” inviano una raccomandata all’Istituto, per ottenere garanzie sulla conservazione e sulla cura della loro documentazione personale relativa agli anni della loro permanenza presso l’Istituto medesimo. Tale lettera viene ricevuta dall’Istituto il 24 marzo 2017;

    – Dopo la conferenza stampa svoltasi il 27 marzo 2017 e come annunciato durante la conferenza stessa, ci si reca presso la sede dell’Istituto “Antonio Provolo” di Verona, per ritirare l’originale di quel documento (ricordiamo: dichiarato copia conforme all’originale) che pare contraffatto, rilasciato nel 2009 [tra le altre cose, senza il consenso dell’interessato] a persone da identificare e finito nella documentazione dell’indagine interna svolta dalla Diocesi di Verona (senza convocare le vittime) nel 2009 ed in quella della Commissione d’inchiesta voluta dal Vaticano nel 2010/2011. Verso le 16:00, il Presidente di Rete L’ABUSO accompagna il diretto interessato Gianni Bisoli presso gli uffici di Stradone Provolo 20, dove suonano il campanello; qualcuno viene alla porta, osserva dallo spioncino e vedendo i due, richiude senza neppure domandare cosa vogliano: questo accade per due volte; inutili i tentativi dei due di parlare con qualcuno dell’Istituto e dopo 15 minuti di attesa, Francesco Zanardi si trova costretto a chiedere l’intervento dei Carabinieri; giungendo sul posto e presentandosi all’entrata dell’Istituto, ai Carabinieri è immediatamente aperto ed un sacerdote tremolante ci garantisce che l’intera documentazione richiesta da Gianni Bisoli [resi da loro disponibili, nel 2009, a terze persone senza il consenso del Bisoli stesso] gli sarà consegnata previa sua richiesta scritta; il giorno successivo, il 28 marzo 2017, la richiesta scritta viene prontamente inviata.

    – Il 29 marzo 2017, apprendiamo che l’Istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” di Verona, in seguito al ricevimento della raccomandata inviata dagli ex-allievi di cui sopra, abbia denunciato di avere subito un furto. Intuiamo che possa mancare della documentazione; se così fosse, saremmo curiosi di conoscere se a mancare sia proprio la documentazione richiesta da Gianni Bisoli.

    Una situazione che avrà certamente ulteriori sviluppi.

    L’Ufficio di Presidenza

  • MENDOZA: Altri ritrovamenti macabri nell’Istituto Provolo

    MENDOZA: Altri ritrovamenti macabri nell’Istituto Provolo

    Gli investigatori hanno trovato una stanza chiusa con un lucchetto ma la sua chiave non è stata trovata. Inoltre hanno trovato varie bottiglie di bevande alcoliche in un luogo esclusivo dei religiosi.

    Una suggestiva porta chiusa con un lucchetto e nessuno sa cosa c’è dall’altra parte è  una delle cose che si sono trovati di fronte gli investigatori che hanno svolto un’ispezione oculare nell’Istituto Provolo di Luján, dopo la dichiarazione di una vittima, la quale ha denunciato abusi sessuali.

    Il ritrovamento fatto 5º piano della soffitta dell’edificio, dove per  la prima hanno aperto la porta di una stanza nella quale la vittima ha indicato che c’erano catene e lì le vittime venivano ammanettate per abusare di loro. Le catene non c’erano più, ma al loro posto c’era un buco nella parete.

    A pochi metri da lì hanno trovato una porta chiusa con un lucchetto. Hanno provato con quasi 300 chiavi trovate che erano in due grandi insalatiere, ma nessuna lo ha aperto.
    Per questo hanno chiesto l’autorizzazione per una approfondita perquisizione e per far sì che il giudice permettesse di aprire quella porta con la forza in caso fosse necessario, sempre per conservare le prove e che queste non possano essere annullate in un processo legale.

    In questo settore della soffitta hanno sequestrato anche sette computer e centinaia di DVD con copertine di film per bambini, ma tutto sarà esaminato per individuare se c’è materiale pornografico.
    Ma un altro dei ritrovamenti interessanti nell’ispezione oculare avvenuta  martedì pomeriggio  è stata una gran quantità di bottiglie di bevande alcoliche come Fernet, Gancia, birra e vino, che non era lo stesso che si utilizza nelle messe, che stavano in un luogo “esclusivo per la contemplazione religiosa”, secondo quanto ha specificato l’avvocato querelante Sergio Salinas.

    Per questa causa, che è venuta alla luce nel novembre dell’anno passato, il prete che era a carico dello stabilimento,  Nicola Corradi (82) che è agli arresti domiciliari, l’altro religioso che sarebbe stato partecipe, Horacio Corbacho (56), si trova rinchiuso nel padiglione degli abusatori sessuali di Boulogne Sur Mer, insieme ad altri tre civili che lavoravano nell’Istituto: José Luis Ojeda (41), Jorge Bordón (50) che era amministrativo e chirichetto, ed il giardiniere Armando Gómez (46).

    http://www.diariouno.com.ar/policiales/mas-hallazgos-macabros-y-extranos-el-instituto-provolo-20170329-n1366513.html

  • Abusi al Provolo, la rabbia delle vittime: «I preti hanno mentito, ecco le prove»

    Abusi al Provolo, la rabbia delle vittime: «I preti hanno mentito, ecco le prove»

    La pagella «falsificata» per assolvere i colpevoli. Indagini riaperte dopo 5 nuove denunce

    Di Laura Tedesco

    VERONA «Eccola qui, la prova che sugli abusi i vertici del Provolo hanno mentito per nascondere le loro colpe. Questa è la mia pagella, il documento che hanno contraffatto per negare la verità. Ma io mi sono accorto subito che l’anno non coincideva ed era stata falsificata. Così, adesso, ho deciso di rivolgermi alla magistratura di Verona e presentare querela per il reato di falso». Gianni Bisoli è uno dei 67 ex studenti della sede veronese del Provolo che nel 2009 denunciarono «le violenze perpetrate nei nostri confronti» da alcuni dei sacerdoti che operavano all’interno dell’istituto per sordomuti delle fine degli anni 50 fino al 1984. E alla sede dell’associazione in via Marin Faliero, è accorso da Sirmione anche Bisoli: in programma, c’era la protesta delle «vittime tuttora senza giustizia» del Provolo.

    Un appuntamento a cui non potevano mancare il presidente della onlus Giorgio Dalla Bernardina,suo figlio (nonché portavoce dell’associazione) Davide e l’avvocato Marco Lodi Rzzini. Da Savona, è giunto a dare man forte Francesco Zanardi, a capo della onlus Rete L’Abuso org: è stato lui, presentando quattro esposti-querela dai primi di gennaio alla settimana scorsa, a far riaprire le indagini alla procura di Verona, che aveva chiuso la prima inchiesta per «l’avvenuta prescrizione dei fatti contenstati » e che adesso l’ha riavviata ipotizzando il reato di favoreggiamento. Ma soprattutto erano presenti loro, le vittime di «quei terribili anni di soprusi e minacce». Proprio come Bisoli:«Ho cominciato a frequentare il Provolo a 9 anni. Tre mesi dopo la mia entrata e fino al quindicesimo sono stato fatto oggetto di attenzioni sessuali».

    Un’infanzia dell’orrore, quella che ricorda ancora per filo e per segno: «Sono stato sodomizzato e costretto a rapporti da almeno una decina di sacerdoti, anche da don Nicola». Un riferimento, quest’ultimo, a don Nicola Corradi: travolto con altri religiosi dallo scandalo esploso attorno al Provolo di Verona nel 2009, il prete era stato poi trasferito in Argentina. Ed è lì che, dallo scorso autunno, si trova agli arresti per aver abusato di almeno una sessantina di bambini. «Alla Commissione d’inchiesta istituita dal Vaticano per indagare sugli abusi al Provolo di Verona sono stati prodotti documenti falsi per chiudere il caso e assolvere don Nicola e gli altri. Eccola, la prova, la mia pagella…». Nonostante l’handicap che lo affligge, Bisoli si esprime con chiarezza anche senza l’interprete del linguaggio dei segni di fianco a lui: «Li ho denunciati, ora voglio giustizia». Un’invocazione che arriva anche da Alessandro Vantini, un’altra vittima degli abusi al Provolo: «Mi violentarono dai 6 ai 12 anni, quando mia mamma mi portò all’istituto pareva tutto bello e grande. È diventato subito tutto buio e io dovevo solo obbedire. E basta».

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/28-marzo-2017/abusi-provolo-rabbia-vittime-preti-hanno-mentito-ecco-prove-2401418527775.shtml

  • Abusi sessuali al Provolo, gli ex alunni chiedono giustizia: “Falsificati i documenti”

    Abusi sessuali al Provolo, gli ex alunni chiedono giustizia: “Falsificati i documenti”

    L’Associazione Sordi e onlus Rete L’Abuso.org vogliono riaprire il caso delle violenze sessuali subite da 67 ex studenti della scuola di Verona tra gli anni ’50 e il 1985

    Dopo le prime denunce arrivate nel 2009, gli ex alunni dell’istituto per Sordomuti Antonio Provolo di Verona, tornano a chiedere giustizia per gli abusi che avrebbero subito nel medesimo istituto tra gli anni ’50 e il 1985, anche se, secondo Rete L’Abuso Onlus, nuovi episodi si sarebbero verificati in tempi più recenti.
    Accuse che vengono lanciate da 67 ex studenti della scuola veronese del Provolo e che riguardano 26 religiosi da loro nominalmente identificati, tra i quali è presente anche Don Nicola Corradi, direttore della sede argentina di Mendoza, arrestato in Sudamerica alla fine del mese di novembre 2016 proprio per aver abusato sessualmente di alcuni bambini sordomuti.

    Alla conferenza stampa indetta lunedì mattina nella sede dell’Associazione Sordi “Antonio Provolo” – Onlus di via Marin Faliero, erano presenti il presidente della onlus Giorgio Dalla Bernardina, il figlio e portavoce Davide, l’avvocato Marco Lodi Rizzini e da Savona è arrivato anche Francesco Zanardi, della onlus Rete L’Abuso.org. E proprio gli esposti presentati da quest’ultimo da gennaio ad oggi hanno consentito di far ripartire l’indagine della Procura di Verona, in precedenza chiusa per la caduta in prescrizione dei fatti contestati e ora riaperta con l’ipotesi di favoreggiamento.

    LA VICENDA – Tutto prende il via nel 2009, quando i 67 ex allievi affidano le loro denunce al settimanale L’Espresso, dove indicavano i nomi dei 26 preti ritenuti gli autori degli abusi sessuali da loro subiti, tra i quali anche era presente anche il nome di Monsignor Giusepper Carraro, oltre a quello già citato di Don Corradi. In seguito all’articolo firmato da Paolo Tessadri, scattò il botta e risposta tra il Vescovo Zenti e il presidente dell’associazione Giorgio Dalla Bernardina, con tanto di querela per diffamazione presentata dal secondo nei confronti del primo.
    Il 19 maggio 2009 un nuovo articolo di Tessadri, apparso sempre su L’Espresso, dal titolo “Io frate pedofilo” getta nuova benzina sul fuoco, riportando le dichiarazioni di un religioso che ammette di essere stato un pedofilo e di esserlo stato anche all’istituto per Sordomuti Antonio Provolo di Verona, mentre il 25 maggio dello stesso anno su L’Arena la Curia ammette gli abusi avvenuti nella scuola, emersi nella “rigorosissima” indagine interna condotta “perché sia fatta chiarezza sui fatti, senza alcuna volontà di insabbiare”.
    Nel luglio 2010 il Vescovo di Verona, Monsignor Giuseppe Zenti, si riappacifica con Giorgio Dalla Bernardina, che ritira la querela per diffamazione dopo aver raggiunto un accordo a nome dell’Associazione Sordi Antonio Provolo, con lo stesso religioso e la curia, per la realizzazione di una commissione indipendente, terza ed imperziale, che la stessa cancelleria vescovile si è impegnata a formare, al fine di accertare i fatti di pedofilia denunciati dai sordi ex-allievi dell’Istituto, nata poi nel dicembre 2010 e presieduta da Mario Sannite, ex giudice del tribunale di Verona.

    Come raccontato anche nella conferenza stampa di lunedì, la commissione ha ascoltato anche Gianni Bisoli, il quale ha dichiarato di aver subito abusi da Don Nicola Corradi e da Monsignor Giuseppe Carraro. Su quest’ultimo, Bisoli ha affermato di averli subiti anche nel 1964, nel corso del suo ultimo anno di permanenza nell’istituto.
    Le sue parole però vengono ritenute inattendibili per un’incongruenza sulle date circa la sua permaneza nella scuola: Bisoli infatti ha indicato il 27 giugno 1964 come data di dimissioni, mentre la commissione era in possesso di una copia dichiarata autentica (nell’aprile 2009) di un documento che invece riporta il 20 giugno 1963 come data di dimissioni, sconfessando così la sua deposizione.
    Nel 2011 la commissione d’indagine termina il proprio lavoro, ma gli ex allievi lamentano che i risultati arrivano nelle loro mani solo il 24 novembre 2012. Non solo, l’associazione evidenzia la presenza di alcune anomalie, come l’assenza dei nomi di numerosi sacerdoti accusati, tra i quali proprio Don Corradi, e la sanzione inflitta ad un “Fratello” affetto da una grave forma di alzheimer, risultato poi deceduto da più di un anno, mentre la figura di Monsignor Carraro viene riabilitata.

    LA PAGELLA – Poco tempo fa però arriva una nuova svolta, con Bisoli che ritrova la sua ultima pagella la quale attesta la sua presenza dell’istituo fino al 27 giugno 1964. Data sulla quale l’ex allievo non si è mai contraddetto, denunciando anzi la presunta irregolarità del documento nelle mani della commissione che smentiva le sue parole.
    Così il 27 dicembre 2016 arriva un nuovo articolo, stavolta su Il Fatto Quotidiano e firmato da Andrea Tornago, dove Mario Sannite, presidente di quella commissione ha dichiarato: “Posso pensare che sia come dice il signor Bisoli, cioè che questo documento sia falso. E d’altra parte lo vediamo un po’ tutti. È una grafia diversa da quella precedente. Sembra che sia cancellato e che sia stato riscritto questo ’20 giugno 1963’. C’è qualcosa che lascia immaginare che prima fosse scritta una data diversa”.

    Nel mese di febbraio 2017 quindi l’Assocazione Sordi Antonio Provolo e Gianni Bisoli presentano querela presso la Procura di Verona affinché si verifichi la manomissione del documento presentato dalla commissione ai fini dell’accertamento di eventuali ipotesi di reato, con conseguente ricerca degli autori anche in relazione a condotte di utilizzo di atto falso. In riferimento poi all’arresto di Don Corradi, avvenuto a Mendoza (Argentina) nel novembre 2016, la onlus e l’ex allievo, hanno chesto anche l’accertamento di eventuali omissioni giuridicamente rilevanti “in capo ai soggetti preposti al controllo dell’operato dei sacerdoti pure in termini di insufficiente vigilanza o di negligenza nel mettere in atto le cautele necessarie ad impedire la reiterazione di gravi reati come quello di pedofilia”.

    Gli esposti, sia dell’associazione che della Rete L’Abuso Onlus, sono stati presentati a Verona in quanto la sede legale dell’istituto Mendoza risulta essere proprio in Stradone Provolo 20. La magistratura fino ad ora non è potuta intervenire in quanto i fatti denunciati sono andati da tempo un prescrizione, ma Francesco Zanardi vuole appurare eventuali responsabilità omissive nella diocesi scaligera: “Com’è possibile che don Corradi non sia stato rimosso dai suoi incarichi, nonostante le accuse? Abbiamo chiesto di verificare eventuali omissioni, dal momento che il suo nome era già stato fatto dalle vittime, senza che venisse preso alcun provvedimento. Il nostro obiettivo è riaprire il caso anche in Italia per restituire un po’ di giustizia alle vittime. Queste cose non devono più accadere“.

    Presente alla conferenza anche Gianni Bisoli, che ha offerto la sua testimonianza: “Sono stato sodomizzato e costretto a rapporti da almeno una decina di sacerdoti, tra in quali don Nicola. Lo ricordo bene: prima era chierico, poi diventò prete“.
    Anche un altro ex allievo, Alessandro Vantini, ha raccontato quei terribili giorni: “Quando arrivai sembrava tutto bello e grande ma durò poco. Mi violentarono dai 6 ai 12 anni. Non potevo dirlo a casa perché mi minacciavano e non avevo la forza per ribellarmi. Ora chiedo giustizia“.

    http://www.veronasera.it/cronaca/abusi-sessuali-provolo-preti-pedofili-giustizia-allievi-documenti-falsificati-29-marzo-2017.html

  • L’Associazione per i Diritti Umani ha chiesto spiegazioni all’Arcivescovado di Mendoza per gli abusi nell’Istituto Provolo

    L’Associazione per i Diritti Umani ha chiesto spiegazioni all’Arcivescovado di Mendoza per gli abusi nell’Istituto Provolo

    Buenos Aires, 23 di marzo (Télam)
    L’Assemblea Permanente per i Diritti Umani (APDH), in una lettera presentata all’arcivescovato di Mendoza, ha chiesto spiegazioni su quali sono state le misure che ha preso la Chiesa rispetto ai preti e lavoratori dell’Istituto Antonio Provolo detenuti per abuso sessuale e qual è l’ assistenza che stanno prestando alle loro vittime.

    Ciò che la APDH vuole sapere è quando è cominciato e a che stadio si trova il processo canonico, un’indagine parallela a quella giudiziaria contro i sacerdote imputati, ma anche in che momento l’Arcivescovato ha ricevuto una comunicazione del Vaticano informando che alcuni accusati, come Nicola Corradi, venivano già indagati per lo stesso delitto commesso nella sede italiana del Provolo durante la decade del ‘60.

    Ma la APDH non solo vuole sapere qual è la situazione dei preti e lavoratori coinvolti nel caso del Provolo, un istituto religioso per sordomuti. Nello stesso scritto, diretto all’arcivescovo Carlos Franzini, la APDH domanda quanti sono i procedimenti canonici che sono stati iniziati a Mendoza e a quale stadio sono.

    Nella presentazione, firmata dall’avvocato Carlos Lombardi, la APDH ha invocato il suo diritto a promuovere un’azione collettiva, protetta dalla Costituzione Nazionale e chiede spiegazioni in relazione ai due comunicati ufficiali che fino ad ora ha dato l’Arcivescovato, uno del 27 di novembre e l’altro del 2 di dicembre, nei quali si assicura l’impegno della Chiesa per investigare gli abusi ed aiutare le vittime.
    “La non esistenza di spazi sicuri per i bambini, le bambine e gli adolescenti all’interno dell’istituzione che lei presiede, e organismi ecclesiastici connessi, implica un grave rischio alla loro integrità fisica e psichica, cosa che aggrava la vostra responsabilità”, dice la presentazione.

    Consultato da Télam, Lombardi, un riconosciuto specialista in diritto canonico, ha assicurato che con questa richiesta di informazioni, la APDH cerca di “esercitare il controllo repubblicano ad un’istituzione come la chiesa, persona giuridica non statale, che nessuno controlla e valutare la trasparenza e veridicità dei comunicati emessi dall’Arcivescovato di Mendoza”.

    Fino ad ora, sono cinque gli accusati per abusi sessuali nell’ Istituto Provolo: Nicola Corradi e Horacio Corbacho, e gli amministrativi Jorge Bordón, Armando Gómez e José Luis Ojeda.
    Ad eccezione di Corradi, di 82 anni agli arresti domiciliari, tutti sono detenuti nel carcere di Boulogne Sur Mer. SI stima che le vittime potrebbero essere più di 60.

    Avvocato Carlos Lombardi

    Tradotto per la Rete L’ABUSO da Roberta Pietra