Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Polonia, giornalista di Radio Maria attacca la vittima di un prete pedofilo

    Polonia, giornalista di Radio Maria attacca la vittima di un prete pedofilo

    Il giornalista dell’emittente radiofonica polacca Radio Maria Stanislav Michalkiewicz, in un video su YouTube, ha commentato la storia di Katarzyna, che all’età di 13 anni ha subito abusi sessuali da parte di un prete pedofilo e che ora sta combattendo per l’ottenimento di un risarcimento.

    Katarzyna, che ha ora 24 anni, afferma di non essere ancora riuscita a superare il trauma vissuto in passato, quando il prete la tenne segregata per oltre dieci mesi abusando sessualmente di lei.

    A irritare Mikhalkevich è il fatto che il tribunale ha condannato al pagamento del risarcimento non il prete-erotomane, ma la comunità a cui apparteneva.

    Intanto il colpevole, dopo aver scontato la sua condanna — 4 anni di carcere —, è tornato il libertà e ora vive in una struttura per sacerdoti in pensione.Ma Mikhalkevich crede pure che la vittima ha trovato un ottimo modo per guadagnare denaro e fama attraverso questo scandalo.

    “Chi non vorrebbe ricevere un milione di zloty (230.000 euro circa, ndr) perché qualcuno una volta gli ha messo mano sotto la gonna? Dopo tutto molte donne si tirano su la gonna per molto meno denaro… Neppure una puttana guadagna tanto… se dipendesse da me sottoporrei il giudice ad una visita veterinaria“, ha detto Mikhalkevich.

    Il centro per il monitoraggio del razzismo ha annunciato attraverso Facebook che Mikhalkevich, che sulla sua pagina di Facebook sottolinea che il pubblicista dovrà rispondere delle sue parole in tribunale.

  • Quanti sono i preti pedofili in Italia? Dalle proiezioni l’Italia ha il potenziale più alto di qualsiasi paese.

    Quanti sono i preti pedofili in Italia? Dalle proiezioni l’Italia ha il potenziale più alto di qualsiasi paese.

    Secondo la proiezione del collega irlandese Mark Vincent Healy, che in assenza di un dato italiano che il governo ancora oggi rifiuta di produrre, sulla base dei dati emersi dalle commissioni governative di inchiesta effettuate in tutto il mondo, ha prodotto una proiezione del dato italiano dalla quale emerge che la portata degli abusi in Italia ha il potenziale per essere il più grande di qualsiasi paese.

    Livello stimato di abusi sessuali da parte del clero sul livello stimato di preti pedofili

    Le seguenti figure riflettono la percentuale stimata del sacerdote pedofilo che usa determinate fonti per qualificare quelle figure;

    1. Varie fonti hanno affermato che la percentuale di sacerdoti religiosi che sono pedofili è approssimativamente:

    a. 2% come sostenuto da Papa Francesco (intervista con Eugenio Scalfari ) in linea con il dott. Richard Sipe nel 1990, John Jay Report all’indirizzo pagina 216 .

    b. 4% come sostenuto da Bryan T. Froehle nel 1997, John Jay Report su pagina 27.

    c. Il 6% come rivendicato da Spotlight in linea con le referenze di Dr. Richard Sipe fatte nel film in cui 90 sacerdoti sono la stima di una popolazione di 1.500

    d. 7% secondo quanto affermato dalla Australian Royal Commission http://jrnl.ie/3224627 Rapporto basato su accuse tra il 1950 e il 2010.

    e. Variazioni sulla percentuale sono anche note dove NSAC sostiene che Boston in realtà ha l’8,9% dei religiosi cattolici pedofili

    Ciò che è chiaramente dimostrato da queste cifre per gli abusi sessuali su minori cattolici è che l’Italia come paese ha il potenziale per superare il numero riportato in altri paesi in tutto il mondo.

    La portata degli abusi in Italia ha il potenziale per essere il più grande di qualsiasi paese. Non ho idea di quali siano le cifre su quanti sopravvissuti agli abusi sessuali di bambini clericali si siano fatti avanti in Italia.

    Ho svolto la seguente ricerca sulla base delle statistiche correnti sulla popolazione cattolica e sul numero totale di sacerdoti in Italia in questo momento. A seconda della percentuale di sacerdoti considerati pedofili, 2%, 4%, 6%, ecc. sono stato in grado di stimare il numero di preti pedofili in Italia in base a tale percentuale.

    Ho poi moltiplicato il numero di preti pedofili per il numero stimato di vittime per sacerdote pedofilo per stimare il numero di sopravvissuti. Se solo il 10% dei sopravvissuti si fosse fatto avanti in Italia, dove il 7% dei preti italiani erano pedofili, la stessa proporzione dell’Australia, ci sarebbero stati da 17.500 a 87.700 sopravvissuti denuncianti abusi sessuali da parte del clero.

    Attualmente il numero totale di sopravvissuti segnalati in Irlanda e negli Stati Uniti è di 18.500, o 4.444 sopravvissuti in Australia, o 3.677 in Germania, con molti altri ancora da includere. La scala dei sopravvissuti segnalati è in aumento poiché più persone trovano la forza e il coraggio per farsi avanti.

    I seguenti dati forniscono stime di percentuali variabili di sacerdoti che potrebbero essere pedofili in questo momento. Le cifre risultanti che rappresentano il numero stimato di preti pedofili in un certo numero di paesi diversi sono quindi moltiplicate per il numero stimato di vittime per sacerdote pedofilo. Da questo possiamo stimare il numero totale di vittime non dichiarate.

    Alcuni esperti ritengono che solo il 10% delle vittime si faccia avanti. Dalla seguente tabella è facile stimare il numero atteso di vittime che potrebbero aver denunciato il loro abuso in paesi come l’Italia dove non è stata condotta alcuna indagine governativa sugli abusi sessuali di bambini clericali.

    Fr Andrew M. Greeley, Professore di sociologia all’Università di Chicago, che crede che ci siano 50 vittime per sacerdote.

    A. W. Richard Sipe era assistente psicoterapeuta e psichiatra nello stato del Maryland. Se leggi il Rapporto Sipe (http://archives.weirdload.com/sipe.html) RAPPORTO SIPE – afferma: “Studi ben consolidati mostrano che il pedofilo medio ha 250 o più vittime nel corso della sua vita”.

    IT – Estimated percentage of paedophile priest using sources to qualify the figures

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webpwp-content/uploads/2025/02/domenica-15-a-celle-ligure-gianluigi-nuzzi-presenta-il-suo-ultimo-libro-inchiesta-peccato-originale-interverra-francesco-zanardi-presidente-della-rete-labuso.webp2022/04/12/italia-nelle-stime-e-il-primo-paese-in-europa-per-gli-abusi-del-clero-su-minori-doppia-la-polonia-al-secondo-posto/

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  • ROMA 3 Ottobre; incontro delle vittime e sit-in in Vaticano

    ROMA 3 Ottobre; incontro delle vittime e sit-in in Vaticano

    Il programma dell’incontro si divide in due fasi;

    La mattina del 3, alle ore 9 presso la sala conferenze del Partito Radicale in via Torre Argentina 76 (Roma) ci sarà l’incontro tra le vittime italiane, aperto al pubblico dopo le ore 10,30 al quale interverranno il Presidente della Rete L’ABUSO Francesco Zanardi, i rappresentanti di ECA Global che arriveranno da diversi paesi; Stati Uniti, Germania, Giamaica, Belgio, Polonia, i rappresentanti dell’Associazione Sordi Provolo di Verona, l’Onorevole Maurizio Turco, esponente Radicale che negli ultimi 20 anni si è occupato del caso in Italia, l’avvocato Mario Caligiuri, consulente della Rete L’ABUSO per la zona del Lazio e Procuratore della Rete L’ABUSO per quanto riguarda le iniziative promosse nei confronti del Governo Italiano, tra cui la diffida presentata il 18 febbraio scorso che attualmente ha ottenuto da parte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, l’apertura di una indagine sull’Italia il cui esito sarà reso noto il prossimo gennaio. In questa occasione l’avvocato Caligiuri illustrerà anche la denuncia contro il Governo, accusato di favoreggiamento alla pedofilia, denuncia che interesserà diverse Procure della Repubblica in Italia, tra queste quella di Roma, Milano, Como, Verona, Napoli, Pavia.

    Durante l’incontro saranno presenti gli ex allievi dell’istituto Antonio Provolo di Verona, le vittime del preseminario Pio X in Vaticano e quelle dei sacerdoti; don Silverio Mura, don Marino Genova, Don Mauro

    Galli, monsignor Angelo Pio Loco, tutti casi attualmente all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria italiana, oltra ad altre vittime di sacerdoti italiani già passati in giudicato o prescritti.

    Nel pomeriggio, a partire dalle 15, si svolgerà un sit-in dei sopravvissuti, anche questo aperto al pubblico, che si svolgerà di fronte al Vaticano, presso i giardini di Castel S. Angelo.

    L’Ufficio di Presidenza

  • ROMA 2-3 OTTOBRE 2018. Meeting italiano dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero – Rete L’ABUSO – ECA Global

    ROMA 2-3 OTTOBRE 2018. Meeting italiano dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero – Rete L’ABUSO – ECA Global

    Si terrà a Roma nei giorni di martedì 2 e mercoledì 3, il Meeting italiano dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero.

    L’evento di due giorni è organizzato dall’Associazione Rete L’ABUSO, fondata e composta dai sopravvissuti italiani agli abusi sessuali del clero.

    A patrocinare l’evento sarà ECA Global, l’associazione internazionale di cui la Rete L’ABUSO fa parte,  presente 15 paesi in 4 continenti, impegnata in questo progetto di giustizia globale a tutela delle vittime.

    Il meeting prevede nella mattinata di martedì 2 alle ore 10.30, una conferenza riservata alla sola stampa, presso la sede della Stampa Estera Italiana, via Dell’Umiltà 83/c alla quale interverranno i vari rappresentanti di ECA Global nel mondo; Francesco Zanardi Italia, Presidente della Rete L’ABUSO, Peter Sounders UK Presidenti di NAPAC ed ex membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori istituita da Papa Francesco, Matthias Catsch, Germania, Marek Lisińki Polonia, Presidente di Foundation Nie lękajcie sie, Denise Buchanan Jamaica, Presidente di Caribbean Inspiration Center, Peter Isely USA, Lieve Halsberghe, Belgio.

    Nell’incontro saranno esposte le situazioni che interessano i vari paesi aderenti a ECA e si cercherà di capire quale è la situazione italiana, che allo stato attuale non è mai stata quantificata dal Governo. Tuttavia la mappa che la Rete L’ABUSO ha tracciato sul suolo italiano, che l’Associazione ritiene in termini ottimistici equivalere a non più del 20% del sommerso e che comunque sia conta, tra i giudicati in terzo grado e gli accusati o in attesa di giudizio, circa 300 casi solo negli ultimi 15 anni.

    Nella mattina del giorno 3, alle ore 9, presso la sede del Partito Radicale di via Torre argentina 76, si terrà un incontro in parte riservato alle vittime, durante il quale uno dei consulenti della Rete L’ABUSO, l’avvocato Mario Caligiuri esporrà alcune iniziative che l’associazione intende avviare nelle prossime settimane. In questo spazio interverrà anche l’Onorevole Maurizio Turco, esponente Radicale che già del 2002 si interessò al fenomeno dei preti pedofili e che ricordiamo in questa clip “I segreti di Ratzinger”. 

    Si parlerà dei 4 “casi Viganò” italiani, il caso di Monsignor Mario Delpini e di mons. Pierantonio Tremolada, quello dell’istituto per bambini sordi di Verona, Il Provolo, quello dei chierichetti del papa e dei presunti abusi subiti in Vaticano, quello di Arturo Borrelli alias Diego Esposito e infine quello di Giada Vitale che si è vista archiviare gli abusi subiti dopo i 14 anni con l’infamante accusa di essere stata consenziente.

    Successivamente ci sarà un’altra conferenza stampa aperta al pubblico, nella quale si darà annuncio delle iniziative.

    Nel pomeriggio del giorno 3, a partire dalle ore 15 ci sarà un sitin delle vittime presso i giardini di Castel Santangelo.

    L’ufficio di Presidenza

  • Pedofilia: card. Ouellet, servono più donne formazione preti

    Pedofilia: card. Ouellet, servono più donne formazione preti

    ‘Più prudenza nella scelta dei vescovi’

    (ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 17 SET – Coinvolgere maggiormente figure femminili nella formazione dei preti in seminario: potrebbe essere una delle vie per combattere il fenomeno della pedofilia. Lo ha detto il Prefetto della Congregazione dei Vescovi, il cardinale canadese Marc Ouellet. “Penso che sia necessario fare qualcosa di più all’interno della Chiesa e con la formazione di sacerdoti e certamente più prudenza nella scelta dei vescovi. Direi che avremmo bisogno della partecipazione di più donne – ha detto Ouellet, a margine dell’assemblea dei vescovi europei a Poznan (Polonia), secondo quanto riferisce il portale cattolico Zenit – nella formazione di sacerdoti per l’insegnamento e per il discernimento dei candidati. Penso che abbiamo bisogno di più riflessioni in questo senso”.

    https://www.gazzettadiparma.it/news/italia-mondo/539286/pedofilia-card-ouellet-servono-piu-donne-formazione-preti.html

  • La lotta di Francesco contro il clericalismo riuscirà a sradicare gli abusi?

    La lotta di Francesco contro il clericalismo riuscirà a sradicare gli abusi?

    Difficile fare previsioni. Intanto però cambiano molte cose

    SALVATORE IZZO

     “L’abuso sessuale è conseguenza dell’abuso di potere e di coscienza”. Chiama in causa il ruolo stesso dei pastori questa diagnosi di Papa Francesco, confidata nella conversazione di due settimane fa con i gesuiti irlandesi e poi pubblicata dalla Civiltà Cattolica. Una denuncia coraggiosa perché implica di fatto la rinuncia al ruolo di custode della morale che la Chiesa si era (impropriamente) attribuita in modo sempre più imperioso. L’indicazione chiara di Bergoglio, che chiede alla Chiesa di essere invece, nelle varie situazioni, non un tribunale dell’ortodossia delle comunità cristiane e della purezza etica dei loro membri, ma piuttosto un ospedale da campo che tutte le ferite vuole curare con il balsamo della misericordia, ha una ricaduta precisa sul fronte doloroso degli abusi. E testimonia in effetti la lucidità con la quale Papa Francesco sta affrontando questo tema dirompente per la Chiesa Cattolica.

    Per avere un’idea della situazione, che non basta definire gravissima, si possono considerare un paio di elementi statistici: ben due dei nove membri del Consiglio dei Cardinali che affianca il Papa nel governo della Chiesa, l’australiano George Pell, e il cileno Erazuriz Ossa, dovranno essere sostituiti nelle prossime settimane in quanto sotto processo nelle rispettive patrie, per abusi su minori il primo, e per aver coperto questo tipo di abusi il secondo. Toglierli dall’organismo collegiale più importante e rappresentativo della Chiesa era non solo necessario ma indispensabile per recuperare credibilità.

    L’altro dato molto allarmante lo ha comunicato recentemente il gesuita psicologo Hans Zollner, membro della Pontificia Commissione per la protezione dei minori: negli abusi sono stati coinvolti nel recente passato dal 3 al 6 per cento dei sacerdoti cattolici ovvero fino a 20 volte di più delle precedenti stime che parlavano dello 0,3 per cento. Una ammissione clamorosa della dimensione endemica di tali crimini.

    Il pastore che segue o accompagna il gregge poi lo rispetta

    “L’abuso di potere – ha detto il Papa ai suoi confratelli irlandesi – esiste: chi tra di noi non conosce un vescovo autoritario? Sempre nella Chiesa sono esistiti superiori religiosi o vescovi autoritari. E l’autoritarismo è clericalismo. A volte si confonde l’invio in missione in maniera autorevole e decisa con l’autoritarismo. E invece sono due cose diverse. Bisogna vincere l’autoritarismo e riscoprire l’obbedienza dell’invio in missione”.

    “Io non sapevo – ha ammesso Bergoglio parlando con i gesuiti a Dublino – che in Irlanda ci fossero anche situazioni di madri non sposate con figli alle quali hanno portato via i bambini. Ascoltare questo mi ha toccato il cuore in maniera particolare. La ministra per l’Infanzia e la Gioventù mi ha parlato di questo problema, e poi mi ha fatto arrivare un memorandum. Io vorrei chiedervi un aiuto speciale: aiutate la Chiesa in Irlanda a farla finita con questa storia. E cosa intendo per farla finita? Non intendo semplicemente voltare pagina, ma cercare rimedio, riparazione, tutto ciò che è necessario per guarire le ferite e ridare vita a tanta gente. La lettera che ho scritto di recente al popolo di Dio parla della vergogna per gli abusi. Voglio ribadirlo qui e comunicarlo a voi oggi”.

    “Io – ha rivelato ancora – ho capito una cosa con grande chiarezza: questo dramma degli abusi, specialmente quando è di proporzioni ampie e dà grande scandalo – pensiamo al caso del Cile e qui in Irlanda o negli Stati Uniti –, ha alle spalle situazioni di Chiesa segnate da elitismo e clericalismo, una incapacità di vicinanza al popolo di Dio. L’elitismo, il clericalismo favoriscono ogni forma di abuso. E l’abuso sessuale non è il primo. Il primo è l’abuso di potere e di coscienza. Vi chiedo aiuto per questo”. “Coraggio! Siate coraggiosi! Davvero non riuscivo a credere a storie che ho visto ben documentate. Le ho sentite qui nell’altra stanza e sono rimasto commosso profondamente. Questa è una speciale missione per voi: fare pulizia, cambiare le coscienze, non aver paura di chiamare le cose con il loro nome”, ha chiaramente detto il Papa.

    L’incontro, spiega il comunicato della redazione di via di Porta Pinciana, è avvenuto immediatamente dopo quello con otto vittime di abusi sessuali che ha toccato il cuore del Papa in maniera particolare. Francesco ha perciò fatto ai suoi confratelli la richiesta speciale di “aiutare la chiesa in Irlanda a farla finita con questa storia” perché “non basta voltare pagina, ma cercare rimedio, riparazione, tutto ciò che è necessario per guarire le ferite e ridare vita a tanta gente”. Perciò ha riformulato con estrema chiarezza la sua diagnosi riguardo alla piaga degli abusi, chiedendo ai gesuiti di “essere coraggiosi senza porsi limiti all’amore verso la Chiesa e la fede in Dio”.

    La “cura” Bergoglio

    La ricetta del Papa per sradicare gli abusi non si limita dunque alla “tolleranza zero” per la quale chi ha denunce (comprovate da condanne civili) viene ridotto allo stato laicale e non solo sospeso a divinis, ovvero  non può tornare a fare il prete. Con essa si propone un ripensamento stesso dei ministeri nella Chiesa alla luce della raccomandazione del Papa a camminare non più davanti al gregge ma al suo fianco o addirittura dietro, fidandosi del fiuto delle pecore. Il che significa rinunciare come pastori al ruolo improprio di custode della morale e giudice dei costumi.

    L’orrenda e sanguinaria dittatura cilena utilizzava le condanne della Chiesa in funzione anticomunista. Un’equazione che si ripete tra gli oppositori di Papa Francesco e delle sue aperture, particolarmente forti in Usa, Italia e Polonia.

    L’incontro con i vertici della Chiesa americana

    Proprio ieri il Papa ha ricevuto in mattinata in udienza vertici della conferenza episcopale degli Stati Uniti, ovvero il cardinale Daniel DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston e presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d’America, monsignor José Horacio Gómez, arcivescovo di Los Angeles e vice presidente della conferenza dei vescovi statunitensi, il segretario Generale monsignor Brian Bransfield e il cardinale francescano Seán Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.

    “Siamo grati al Santo Padre per averci ricevuti in udienza. Condividiamo con Papa Francesco la nostra situazione negli Stati Uniti, come il corpo di Cristo sia stato lacerato dal male degli abusi sessuali. È stato uno scambio lungo, fruttuoso e buono. Appena terminata l’udienza, abbiamo pregato insieme l’Angelus per la misericordia di Dio e per la forza nel lavorare insieme per curare le ferite. Abbiamo intenzione di continuare attivamente il nostro comune discernimento per individuare i prossimi passi concreti”, ha commentato il presidente DiNardo, con un testo rilasciato al termine dell’udienza e pubblicato sul sito della conferenza episcopale statunitense, raccontando anche che il Papa “ci ha ascoltati dal più profondo del suo cuore”.

    L’incontro, molto atteso e sotto i riflettori dei media internazionali per la questione degli abusi che ha investito la Chiesa statunitense dopo il report del gran giurì della Pennsylvania che mette in fila tutti i crimini compiuti dai sacerdoti nel Paese negli ultimi 70 anni circa, e le sconcertanti accuse di monsignor Carlo Maria Viganò, ex nunzio negli Stati Uniti.

    La bufera riguarda in particolare l’attuale arcivescovo di Washington Donald Wuerl, successore di McCarrick, “scardinalato” dal Papa. Wuerl – che con l’ex nunzio in Usa Carlo Maria Viganò, lo sconsiderato accusatore del Papa – condivide la responsabilità di non aver reagito quando McCarrick ha ostinatamente ignorato l’ordine verbale di Benedetto XVI di ritirarsi a vita privata – ha dichiarato di volersi presentare a Roma di fronte al Pontefice per proporre le sue dimissioni e discuterne con lui.

    Gli amici di Madre Angelica

    La vicenda del Memoriale Viganò nasce da particolari ambienti ideologici americani (gli Amici di Bannon, in effetti, gestori dell’impero mediatico fondato da Madre Angelica la suora che raccoglieva miliardi di dollari per le sue tv) e di conseguenza rischia riflettersi anche sulla fiducia che alcuni industriali cattolici americani ripongono nella Santa Sede. Le foto dell’incontro, come quella in copertina, mostrano volti tutto sommato distesi.

    Nella giornata del 13 settembre, inoltre, Francesco ha speso parole molto dure sul tema degli abusi, rivolgendosi ai nuovi vescovi, dopo che ieri è stato annunciato l’incontro che avverrà a febbraio 2019 dei presidenti di tutte le conferenze episcopali nazionali in Vaticano con il Pontefice per discutere di protezione dei minori. Sempre in mattina, la rivista dei Gesuiti la Civiltà Cattolica ha pubblicato il breve discorso fatto in privato dal Papa ai gesuiti irlandesi in cui indica la vera causa di questi atti nel clericalismo e negli abusi di potere e di coscienza.

    Proprio ieri poi l’Associated Press ha riportato le accuse di due vittime rivolte direttamente al presidente della conferenza statunitense DiNardo, che sostengono che il porporato non abbia agito correttamente nelle loro vicende, lasciando un sacerdote sospetto abusatore con i bambini, l’attuale parroco nella chiesa di St. John Fisher a Richmond e vicario episcopale della diocesi per gli ispanici Manuel La Rosa-Lopez, nonostante le differenti promesse fatte dal cardinale. La vicenda tuttavia deve essere ancora chiarita nella sostanza da apposite indagini, per cui non si possono ancora attribuire queste responsabilità al religioso. Nel frattempo padre Manuel è stato arrestato martedì scorso, in Texas, dopo essersi consegnato spontaneamente alle forze di polizia.

    https://www.agi.it/blog-italia/il-papa-pop/presti_pedofili_papa_francesco-4377519/post/2018-09-14/

  • L’ECA si unisce alle richieste pubbliche che questi Cardinali siano indagati, non onorati

    L’ECA si unisce alle richieste pubbliche che questi Cardinali siano indagati, non onorati

    I Sopravvissuti agli abusi del Clero e attivisti all’Arcivescovo di Dublino: chiedere al Papa di rimuovere tre cardinali legati alla copertura degli abusi sessuali del clero dal WMOF (World Meeting of Families – Incontro Mondiale delle Famiglie n.d.r.)

    L’ECA si unisce alle richieste pubbliche che questi Cardinali siano indagati, non onorati

    I sopravvissuti irlandesi meritano più rispetto da visita papale, dice l’organizzazione

    Organizzazione apprezza gli sforzi di Martin per ottenere il tema degli abusi del clero nell’agenda papale

    Vedi: Lettera aperta al Arcivescovo Martin disponibile in http://www.ecaglobal.org/open-letter-to-archbishop-martin-from-eca/   (riportiamo traduzione in fondo n.d.r.)

    I sopravvissuti al clero e gli attivisti per i diritti umani stanno consegnando oggi una lettera aperta all’arcivescovo Diarmuid Martin di Dublino tramite un’organizzazione globale che ritiene il Vaticano responsabile per porre fine agli abusi del clero.

    Gli attivisti stanno spingendo Martin a chiedere al Papa di compiere tre azioni decisive, tra cui la rimozione dal World Meeting of Families (WMOF) di tre cardinali di fronte a seri interrogativi circa la protezione dei Vescovi sui loro fratelli sacerdoti che hanno commesso abusi sessuali.

    I cardinali devono essere indagati, non onorati, dice il gruppo.

    “Siamo sbalorditi viste le recenti dichiarazioni del Papa di cambiare la cultura di abuso e copertura della chiesa, che questi cardinali non abbiano già volontariamente abbandonato i loro ruoli al WMOF”, ha detto Peter Isely, membro fondatore e portavoce del nuovo gruppo

     “Il loro risalto, in occasione della conferenza, non rispetta la sofferenza dei sopravvissuti irlandesi”.

    Il gruppo sta chiedendo a Martin di intensificare i suoi sforzi pubblici per rendere la crisi dell’abuso sessuale del clero un punto centrale nella prossima visita papale nel suo paese.

    La lettera a Martin è sponsorizzata dalla nuova organizzazione internazionale Ending Clergy Abuse (ECAglobal.org). ECA è un team globale di sopravvissuti, leader e attivisti, che ha avuto inizio con la visione e la concezione di sopravvissuta e attivista di fama internazionale, Barbara Blaine. Blaine è morta prima della prima assemblea di membri riuniti a Ginevra a giugno per il lancio dell’organizzazione (che rappresenta 15 paesi di 4 continenti).

    Il gruppo esorta Martin a richiedere tre azioni da parte del Papa prima della sua visita in Irlanda. Il Papa dovrebbe:

    1. Ordinare che tre cardinali di fronte a seri interrogativi e proteste pubbliche riguardo alla protezione dei Vescovi verso sacerdoti che hanno commesso abusi sessuali, vengano rimossi dai loro ruoli di spicco nel WMOF. Dovrebbero essere indagati, invece. I tre sono Cardinale Óscar Maradiaga dell’Honduras e cardinali Kevin Farrell e Donald Wuerl degli Stati Uniti (vedi sotto).
    2. Riconoscere e incontrare pubblicamente i leader dei sopravvissuti dell’Irlanda durante la sua visita.
    3. Annunciare che il prossimo WMOF sarà dedicato all’impatto e alla prevenzione della violenza sessuale, in particolare della violenza sessuale del clero, sulle famiglie.

    Nella lettera, l’ECA sottolinea l’importanza di Francesco dimostrando che non tollererà nulla o nessuno, connesso al suo viaggio, che congedi, silenzi o mini l’esperienza dei traumi irlandesi dei sopravvissuti e la loro continua lotta per la giustizia. Ciò è particolarmente importante perché il Papa viene in Irlanda per l’Incontro mondiale delle famiglie (WMOF), che si concentra sull’importanza della famiglia come pietra angolare della vita, della società e della chiesa.

    “Nessuna singola forza ha devastato la vita familiare cattolica più dello stupro e della violenza sessuale dei bambini cattolici in tutto il mondo, da parte di sacerdoti, e la copertura di quei crimini da parte del Vaticano e dei membri della gerarchia”, ha affermato Isely.

    Riguardo ai tre cardinali, l’organizzazione scrive nella lettera a Martin: “Nessun vescovo che copra un altro vescovo dovrebbe essere considerato di fiducia per salvaguardare le famiglie cattoliche, e ancor meno per predicare al mondo la sacra e intrinseca dignità e significato della vita familiare”

    Riguardo alla sua richiesta di incontrare i leader dei sopravvissuti in Irlanda, il gruppo scrive: “Incontri privati con sopravvissuti anonimi sono sempre benvenuti, se condotti correttamente, ma non possono sostituire un dialogo pubblico con i leader dei sopravvissuti di tutto il mondo”.

    Riguardo alla loro terza raccomandazione, che il prossimo WMOF sia dedicato agli abusi sessuali del clero, il gruppo scrive: “La violenza sessuale è un’epidemia nel mondo moderno. La chiesa non può pretendere di affrontarla a meno che non affronti la violenza sessuale che è stata e viene perpetrata all’interno dei suoi meccanismi strutturali globali. Tale argomentazione, onesta e difficile, è perfettamente inserita nel prossimo WMOF”.

    Rappresentanti dell’ECA provenienti da Germania, Belgio, Stati Uniti e Regno Unito si recheranno in Irlanda da martedì 21 agosto fino a lunedì 27 agosto per unirsi ai sopravvissuti irlandesi per costringere l’azione della gerarchia cattolica a rispondere globalmente a questo problema mondiale.

    ECA sarà:

    (1) condividere un messaggio dei sopravvissuti di tutto il mondo sull’impatto degli abusi sessuali del clero sulle famiglie,

    (2) discutere della responsabilità del Papa, dei diplomatici e dell’attuale Pontificia Commissione per la protezione dei minori per arrestare la piaga degli abusi

    (3) la richiesta di intervento da parte della gerarchia cattolica e

    (4) la risposta come voce globale unificata alle diverse attività intorno al WMOF e alla visita del Papa in Irlanda.

    I membri dell’assemblea dell’ECA hanno viaggiato da 15 nazioni per affrontare la crisi degli abusi del clero e recentemente si sono riuniti con i funzionari dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e con il Comitato dei Diritti del Fanciullo per esplorare gli sforzi congiunti della Comunità Internazionale.

    CONTATTO

    Peter Isely

    ECA Socio Fondatore, Stati Uniti sopravvissuto.

    peterisely@gmail.com

    +14144297259

    CHI SIAMO

    Ending Clero Abuse (ECA) è un’organizzazione mondiale di sopravvissuti e attivisti per i diritti umani che costringono la Chiesa Cattolica Romana per porre fine abusi del clero, in particolare abusi sessuali, al fine di

    proteggere i bambini e per chiedere giustizia per le vittime. Membri dell’assemblea ECA rappresentano 15 paesi e 4 continenti. http://ecaglobal.org – @ENDCLERGYABUSE – contact@ecaglobal.org

    LINK

    INFORMAZIONE

    Nel mese di luglio, stretto collaboratore del cardinale Maradiaga e vescovo ausiliare in Honduras, il vescovo Juan José Pineda, è stato rimosso a causa di abuso sessuali a seminaristi . Secondo i rapporti, il comportamento di Pineda era di vecchia data e ben conosciuto da funzionari della chiesa, tra cui Maradiaga . Maradiaga sta affrontando anche le accuse di cattiva condotta finanziaria.

    Negli Stati Uniti, l’ex cardinale arcivescovo Theodore McCarrick di recente è stato rimosso dal ministero e del Collegio Cardinalizio. Egli è stato accusato di aver abusato sessualmente di almeno due minorenni  e di abusare e molestare sessualmente seminaristi e giovani preti. Le rivelazioni hanno portato a richieste da parte di cattolici di spicco per un’inchiesta indipendente sugli abusi sessuali dei seminaristi, inclusi i presunti crimini di McCarrick e la rete di funzionari della chiesa che ha coperto la sua condotta illecita.

    Come soci di McCarrick, cardinali Farrell e Wuerl si trovano ad affrontare le domande valide su ciò che sapevano di cattiva condotta di McCarrick. Sebbene i presunti abusi ai bambini da parte di McCarrick sono stati resi pubblici solo di recente, il suo comportamento predatorio nei confronti di seminaristi era un segreto di Pulcinella nella chiesa cattolica americana; è stato pubblicamente discusso e documentato on-line per anni. Nel 2005 e nel 2007, le diocesi del New Jersey pagati due risarcimenti alle sue vittime adulte. [Vedere questa utile linea temporale .] Sia Farrell che Wuerl negano di aver saputo della condotta illecita di McCarrick, ma le loro affermazioni sono state contestate dai commentatori cattolici ed esperti (vedere gli articoli 1 , 2 e 3 ).

    Kevin Farrell era vicario generale della McCarrick nella DC dell’arcidiocesi di Washington, ed a quanto riferito il suo protetto. Secondo un editorialista del National Review, una pubblicazione statunitense di stampo conservatore, “Farrell ha condiviso un appartamento con McCarrick per sei anni, anni in cui i risarcimenti venivano pagati nel New Jersey per i misfatti di McCarrick.” Farrell dice che non è vero che lui e McCarrick vivevano insieme.

    Il cardinale Wuerl è succeduto a McCarrick come Arcivescovo di Washington DC nel 2006, nel periodo in cui le diocesi del New Jersey si stavano sistemando con le vittime di McCarrick. Su una questione separata ma altrettanto grave: come vescovo di Pittsburgh 1988-2006, quando migliaia di  vittime degli Stati Uniti stavano segnalando il loro abuso alle diocesi, Wuerl non ha mai reso pubblico un elenco degli autori di reati, a differenza di più di 30 altri vescovi degli Stati Uniti e superiori religiosi. Si prevede che un rapporto della giuria, che sarà pubblicato la prossima settimana, indicherà  circa 90 preti accusati di Pittsburgh, molti dei quali sicuramente sono stati segnalati a Wuerl.

    Articoli correlati circa McCarrick e la sua rete:

    La verità su Cardinal McCarrick: La Chiesa cattolica ha bisogno di un’inchiesta in quello che i colleghi del cardinale pederasta sapevano, e quando , da Ross Douthat, New York Times, 25 luglio 2018

    Ultimi membri recensione di bordo: un’inchiesta indipendente sugli abusi seminarista necessari , da Heidi Schlumpf, National Catholic Reporter, 7 agosto 2018

    Il Cardinal McCarrick: tutti sapevano , da Rod Dreher, l’American Conservative (blog), 20 giugno 2018

    McCarrick, i Vescovi e Unanswered Question s, di JD Flynn, Catholic News Agency attraverso il National Catholic Register, 24 Luglio 2018

    Rete del cardinale McCarrick , da Rod Dreher, l’American Conservative, 20 luglio 2018

    Episcopale Beg per una politica chiara contro il Male , da Michael Dougherty Brendan, National Review, 26 luglio 2018

    Intervistare il cardinale Wuerl su McCarrick: Impossibile WTOP e gli altri fare di meglio? da Julia Duin, Get Religione blog, 30 luglio 2018

    Editoriale: vescovi dell’America non dovrebbero essere indagando uno di loro , New York Post, 9 agosto 2018

    Rivelazioni di US abusi sessuali cardinale forzeranno la mano del papa, da Nicole Winfield, Associated Press, 21 luglio 2018

    Timeline sulla vita, ministero, denunce di abusi Arcivescovile McCarrick mosse contro di lui , dal Catholic News Service via Catholic Register, 9 ago 2018

    Articoli correlati su Maradiaga:

    Papa Francesco Dimissioni del Vescovo honduregno accusati di abusi sessuali , National Catholic Register, da Edward Pentin, 20 Luglio, 2018

    Habla La Viuda estafada: “Maradiaga sabe todo lo que hace el obispo Pineda ” [La vedova condannato parla: “Maradiaga sa tutto ciò che il vescovo Pineda fa”], Criterio, 12 giugno 2018

    Gli ex seminaristi sostengono gravi illeciti sessuali da honduregno Vescovo Pineda , National Catholic Register, 4 marzo 2018

    Cardinale Maradiaga accusato di cattiva gestione finanziaria , Catholic News Agency 17 Dic 2017

    (traduzione Lettera aperta all’Arcivescovo Martin di Dublino):

    Lettera aperta all’Arcivescovo Martin di Dublino a nome dei sopravvissuti globali degli abusi sessuali del clero

    Dott.ssa Denise Buchanan – contact@ecaglobal.org – Sopravvissuto giamaicano, membro del Consiglio ECA Peter Isely – peterisely@gmail.com – Sopravvissuto degli Stati Uniti, membro fondatore della ECA e portavoce Fernando Brierley – fbrierley@gmail.com – Sopravvissuto cileno, membro fondatore della ECA

    10 agosto 2018

    Caro Arcivescovo Martin,

    Ending Clergy Abuse (ECAglobal.org) ti sta facendo appello a nome dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero di tutto il mondo.

    Siamo un’organizzazione che parla a nome dei sopravvissuti di diverse parti del mondo in cui si può trovare la Chiesa cattolica.

    I sopravvissuti all’abuso del clero formano insieme una comunità globale di dolore e solidarietà, memoria e testimonianza. Parlano in tutte le lingue della terra; sono di ogni colore della pelle; sono di tutte le età. Sono maschi e femmine; sono di diversi orientamenti sessuali; provengono da luoghi di privilegio e povertà. Ciò che condividono è che ognuno di loro è stato preso come un bambino dalla chiesa in un luogo di afflizione sessuale. Molti di loro sono ancora silenziosi e noi cerchiamo di essere la loro voce.

    ECAGlobal.org è grato per il fatto che insiste sul fatto che Papa Francesco debba affrontare la questione degli abusi sessuali del clero mentre si trova nel vostro paese. Ci sono tre cose che puoi chiedere al Papa prima di arrivare in Irlanda per dimostrare che non tollererà nulla o qualcuno connesso al suo viaggio che congeda, silenzia o mina l’esperienza delle sofferenze dei superstiti irlandesi e la loro continua lotta per la giustizia.

    Vi esortiamo, Arcivescovo, a chiedere al Papa di:

    1. Ordinare che tre cardinali che affrontano gravi domande e proteste pubbliche riguardo alla protezione dei vescovi fratelli che hanno commesso abusi sessuali siano rimossi dai loro ruoli di spicco nel WMOF. Dovrebbero essere investigati invece. I tre sono il cardinale Óscar Maradiaga dell’Honduras e i cardinali Kevin Farrell e Donald Wuerl degli Stati Uniti (vedi sotto).
    2. Riconosci e incontra pubblicamente i capi sopravvissuti dell’Irlanda durante la sua visita.
    3. Annuncia che il prossimo WMOF sarà dedicato all’impatto e alla prevenzione della violenza sessuale, in particolare della violenza sessuale del clero, sulle famiglie.

    In primo luogo, qualsiasi vescovo che copra un altro vescovo non dovrebbe essere considerato di fiducia per salvaguardare le famiglie cattoliche, e ancor meno per predicare al mondo la sacra e intrinseca dignità e significato della vita familiare. Siamo profondamente turbati dal fatto che tre cardinali che potrebbero aver protetto i vescovi violenti abusati (vedi sotto) stanno svolgendo ruoli significativi nel World Meeting of Families. I tre cardinali sono il cardinale Óscar Maradiaga dell’Honduras e i cardinali Kevin Farrell e Donald Wuerl degli Stati Uniti. Maradiaga sta conducendo un importante workshop presso WMOF. Farrell è un celebrante principale e un homilist. Wuerl è un oratore principale. Siamo stupiti di fronte al recente voto del Papa di cambiare la cultura di abuso e insabbiamento della chiesa, che questi cardinali non hanno già volontariamente abbandonato i loro ruoli di spicco nel WMOF.

    In secondo luogo, gli incontri privati ​​con sopravvissuti anonimi sono sempre benvenuti se condotti correttamente, ma non possono sostituire un dialogo pubblico con i leader sopravvissuti su come affrontare la crisi in Irlanda e nel mondo.

    In terzo luogo, la violenza sessuale è un’epidemia nel mondo moderno. La chiesa non può pretendere di affrontarla a meno che non affronti la violenza sessuale che è stata e viene perpetrata all’interno dei suoi meccanismi strutturali globali. Tali conversazioni oneste e difficili sono perfettamente posizionate nel prossimo WMOF.

    La sofferenza dei sopravvissuti irlandesi ha spostato il mondo e lo farà di nuovo, quando il Papa visiterà il tuo paese. Queste tre azioni di Francesco prima del suo arrivo, sollecitate da voi, onoreranno i loro sforzi storici e valorosi e daranno loro una misura del rispetto e della gratitudine che meritano.

    Cordialmente,

    Ending Clergy Abuse (ECA)

    contact@ecaglobal.org

    Membri fondatori della ECA

    Barbara Blaine (deceduta) – Stati Uniti

    Lieve Halsberghe – Belgio

    Evelyn Korkmaz – Canada

    Catalina Venegas – Cile

    Fernando Brierley – Cile

    José Andrés Murillo – Cile

    Juan Carlos Claret Pool – Cile

    Benjamin Kitobo – Congo

    Sara Oviedo – Ecuador

    Alexandre Hezez – Francia

    François Devaux – Francia

    Nadia Debbache – Francia

    Matthias Katsch – Germania

    Francesco Zanardi – Italia

    Simone Padovani – Italia

    Denise Buchanan – Giamaica

    Adalberto Méndez – Messico

    Alberto Athie – Messico

    Marek Lisińki – Polonia

    Miguel Hurtado – Spagna

    Jacques Nuoffer – Svizzera

    Jean-Marie Fürbringer – Svizzera

    Peter Saunders – Regno Unito

    George Mead – Stati Uniti

    Peter Isely – Stati Uniti

    Timothy Law – Stati Uniti

    INFORMAZIONI

    A luglio, lo stretto collaboratore del Cardinale Maradiaga e il vescovo ausiliare in Honduras, il vescovo Juan Jose Pineda, è stato rimosso a causa dei seminaristi che abusavano sessualmente. Secondo i rapporti, il comportamento di Pineda era di vecchia data e ben noto ai funzionari della chiesa, incluso Maradiaga. Maradiaga sta anche affrontando accuse di cattiva condotta finanziaria.

    Negli Stati Uniti, l’ex cardinale Arcivescovo Theodore McCarrick è stato recentemente rimosso dal ministero e dal Collegio cardinalizio. È stato accusato di aver abusato sessualmente di almeno due minorenni e di molestare e abusare sessualmente di seminaristi e giovani sacerdoti. Le rivelazioni hanno portato a richieste da parte di importanti cattolici per un’inchiesta indipendente sull’abuso sessuale dei seminaristi, inclusi i presunti crimini di McCarrick e la rete di funzionari ecclesiastici che hanno coperto la sua azione illecita.

    Come soci di McCarrick, i cardinali Farrell e Wuerl stanno affrontando domande valide su quello che sapevano della cattiva condotta di McCarrick. Sebbene i presunti assalti di bambini di McCarrick siano stati resi pubblici solo di recente, il suo comportamento predatorio nei confronti dei seminaristi era un segreto aperto nella chiesa cattolica americana; è stato discusso pubblicamente e documentato online per anni. Nel 2005 e nel 2007, le diocesi del New Jersey hanno pagato due insediamenti alle sue vittime adulte. [Vedi questa timeline utile.] Sia Farrell che Wuerl negano di aver saputo della trasgressione di McCarrick, ma le loro affermazioni sono state contestate da commentatori ed esperti cattolici (vedi articoli 1, 2 e 3).

    Kevin Farrell era vicario generale di McCarrick nell’arcidiocesi di Washington DC e, a quanto riferito, era il suo protetto. Secondo un editorialista della National Review, una pubblicazione conservatrice basata negli Stati Uniti, “Farrell ha condiviso un appartamento con McCarrick per sei anni, anni in cui gli insediamenti venivano pagati nel New Jersey per le misfatte di McCarrick.” Farrell dice che non è vero che lui e McCarrick vivevano insieme.

    Il cardinale Wuerl è succeduto a McCarrick come arcivescovo di Washington DC nel 2006, nel periodo in cui le diocesi del New Jersey si stavano sistemando con le vittime di McCarrick. Su una questione separata ma ugualmente seria: come vescovo di Pittsburgh dal 1988 al 2006, quando migliaia di vittime degli Stati Uniti riportavano i loro abusi sulle diocesi, Wuerl non ha mai reso pubblico un elenco di criminali, a differenza di oltre 30 altri vescovi e superiori religiosi statunitensi. Si prevede che un rapporto della giuria che sarà rilasciato la prossima settimana indicherà circa 90 preti di Pittsburgh accusati, molti dei quali sicuramente riferiti a Wuerl.

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    McCarrick, i Vescovi e Unanswered Question s, di JD Flynn, Catholic News Agency attraverso il National Catholic Register, 24 Luglio 2018

    Rete del cardinale McCarrick , da Rod Dreher, l’American Conservative, 20 luglio 2018

    Episcopale Beg per una politica chiara contro il Male , da Michael Dougherty Brendan, National Review, 26 luglio 2018

    Intervistare il cardinale Wuerl su McCarrick: Impossibile WTOP e gli altri fare di meglio? da Julia Duin, Get Religione blog, 30 luglio 2018

    Editoriale: vescovi dell’America non dovrebbero essere indagando uno di loro , New York Post, 9 agosto 2018

    Rivelazioni di US abusi sessuali cardinale forzeranno la mano del papa, da Nicole Winfield, Associated Press, 21 luglio 2018

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    Gli ex seminaristi sostengono gravi illeciti sessuali da honduregno Vescovo Pineda , National Catholic Register, 4 marzo 2018

    Cardinale Maradiaga accusato di cattiva gestione finanziaria , Catholic News Agency 17 Dic 2017

  • Una bomba sul Vaticano: denunciato per abusi il cardinale ex arcivescovo di Washington

    Una bomba sul Vaticano: denunciato per abusi il cardinale ex arcivescovo di Washington

    NEW YORK-ADISTA. «Zio Ted»: con questo nome era familiarmente chiamato, dalla famiglia di James (il nome completo della vittima non è noto), colui che poi diventerà la stella del firmamento episcopale statunitense, il card. Theodore McCarrick, oggi 88enne, il più importante prelato ad essere accusato di abusi sessuali e pedofilia, rimosso dal proprio ministero (v. Adista Notizie n. 24/18). All’inizio di luglio, dopo aver appreso delle accuse «credibili e sostanziate» contro McCarrick di un uomo abusato 50 anni fa (da chierichetto, 16enne), James, che ora ha 60 anni, ha capito di non essere solo e si è deciso a parlare, sporgendo il 16 luglio denuncia alla polizia in Virginia, dove attualmente vive. La sua storia, raccontata dal New York Times (19/7), è agghiacciante.

    “Zio Ted”

    James aveva 11 anni quando il predatore, di famiglia a casa sua (era il migliore amico dello zio, e James era stato il primo bambino ad essere battezzato da lui, fresco di ordinazione, nel 1958), si era infilato nella sua camera da letto per cambiarsi il costume da bagno e gli aveva ordinato di farsi guardare, nudo. «Vedi, siamo fatti nello stesso modo, va tutto bene », gli aveva detto, spogliandosi a sua volta. Quello fu il primo di numerosissimi altri episodi. James fu abusato per circa 20 anni. Cercò di confidarlo a suo padre, ma il prete era talmente amato nella sua famiglia e considerato talmente irreprensibile, che la semplice idea risultò non credibile. Anzi, il fatto stesso di essere stato battezzato da lui rese lo stretto rapporto, sotto gli occhi di tutti, quasi un privilegio, come conferma la sorella Karen: «Ci veniva spiegato che Jimmy era speciale per padre McCarrick per il fatto che era stato il suo primo battesimo. Ho sempre pensato a lui come allo zio Teddy. Era come gli altri zii, parte della nostra vita».

    Ma gli abusi ormai erano cominciati e si sarebbero ripetuti moltissime volte nel corso degli anni, senza mai peraltro arrivare a rapporti sessuali completi ma fermandosi alla masturbazione: nessun gesto di affetto, nessun bacio, pura meccanica. James aveva vissuto con difficoltà il trasferimento della sua famiglia sulla West Coast e McCarrick, che andava a trovarli spesso, era sempre molto vicino al ragazzo, aiutandolo a inserirsi nella nuova scuola. A 13 anni, questi fu toccato dal prete, e la cosa continuò in parcheggi e luoghi appartati; a 15 James venne ubriacato con vodka in un ristorante di San Francisco e poi fu portato nell’hotel dove McCarrick soggiornava. «Ero assolutamente disgustato e terrorizzato – ricorda James –, avevo paura, che cosa avevo fatto?». A 16-17 anni, in un campeggio con altri ragazzi nello Stato di New York (descritto anche da altre vittime, che vissero la stessa esperienza), nuovamente venne abusato, costretto a dormirgli nudo accanto. Gli incontri proseguirono anche quando il ragazzo si arruolò in Marina e venne mandato prima a Chicago, poi in California: McCarrick andava a trovarlo e lo presentava al jet set come suo “nipote”.

    Una carriera inarrestabile

    Quando James lasciò l’esercito e tornò nella East Coast, nel 1980, nel frattempo McCarrick aveva cominciato la sua inarrestabile carriera sotto il pontificato wojtyiliano, prima come ausiliare di New York (1977- 81), poi come ordinario a Metuchen, New Jersey (1981-86), prima di diventare arcivescovo della importante diocesi di Newark (con più di un milione di abitanti, 1986-2000) e infine di Washington (2000- 2006), quando poi fu fatto cardinale e diventò uno dei porporati più potenti a livello globale. Nel 1986 fece un viaggio in Polonia e fu eletto presidente della commissione dei vescovi Usa per l’aiuto alle Chiese dell’Europa centro-orientale, per la migrazione e la politica internazionale; nel 1988 incontrò Fidel Castro. È proprio nei primi anni ’80 che James comincia a crollare: beve e si droga, anche se, nel 1985, tenta di staccarsi dal vescovo sposandosi. Nel 1989, quando va a chiedere a McCarrick del denaro e questi glielo rifiuta, ponendo fine alla relazione, James, invece di provare sollievo, sprofonda: «È finita, mi ha buttato via», si dice. Il suo matrimonio fallisce e nel 1991 tenta il suicidio. La disintossicazione che intraprende, per fortuna, ha successo. Comincia a parlare con qualcuno (anche con alcuni terapisti) di quanto ha subìto, ma in famiglia nessuno è disposto a credergli: lo zio amico di McCarrick gli consiglia di portarsi il segreto nella tomba. Ora, però, James è deciso ad andare avanti nella denuncia anche per aiutare altre vittime. Il rapporto che ha consegnato alla polizia, ha spiegato il suo avvocato, sarà inoltrato al dipartimento che si occupa di reati sessuali a San Francisco, nel New Jersey e a New York.

    Non solo bambini

    Ancora una volta, la Chiesa era, almeno in parte, al corrente di quanto avveniva. Interviste e documenti ottenuti dal New York Times dimostrano infatti come la gerarchia della Chiesa fosse da decenni a conoscenza almeno degli abusi sessuali perpetrati da McCarrick contro seminaristi adulti. Tra il 1994 e il 2008, alcuni seminaristi si rivolsero ai vescovi statunitensi, al nunzio pontificio e anche a papa Benedetto XVI per denunciare abusi di cui McCarrick si era reso responsabile. Sono stati anche pagati segretamente, dalle due diocesi del New Jersey in cui il vescovo aveva esercitato il suo ministero, risarcimenti a un ex prete, Robert Ciolek, nel 2005 (80mila dollari, senza ammissione di colpa né possibilità di parlare all’esterno), che ha denunciato molestie risalenti agli anni ’80, quando McCarrick era già vescovo, e a un altro ex seminarista, che nel 2007, in seguito ad analoghe denunce, ricevette dalla Chiesa 100mila dollari. Ciolek, allora ventenne, aveva già vissuto un abuso sessuale a scuola e si era confidato con McCarrick: «Avevo fiducia in lui, lo ammiravo. Non potevo immaginare che avesse altro in mente se non il mio bene». Nel frattempo McCarrick si segnalava come uno tra i prelati più fermi nel sostenere la nuova politica episcopale di tolleranza zero nei confronti dei preti pedofili.

    Secondo quanto ha raccontato Ciolek, McCarrick portava alcuni seminaristi e giovani preti a trascorrere il weekend in una piccola casa al mare a Sea Girt, nel New Jersey, che aveva fatto comprare alla diocesi nel 1984. Dopo cene e fiumi di birra, ne sceglieva uno, che avrebbe trascorso la notte con lui. I seminaristi erano lusingati dal fatto di ricevere queste attenzioni, ma allo stesso tempo disgustati: nessuno ambiva a essere scelto, ricorda Ciolek, oggi 57enne. Con lui, McCarrick non si spinse mai a carezze «al di sotto della vita». Anche qui, nessun gesto di affetto.

    Ciolek, oggi avvocato, nel 2004, dopo aver fatto un percorso di counselling, si decise a sporgere denuncia. Nel 2005 ottenne il risarcimento dalle diocesi di Metuchen, Trenton e Newark.

    La prima denuncia documentata, però, arrivò al nuovo vescovo di Metuchen, mons. Edward T. Hughes, al più tardi nel 1994. Il prete che la presentò si autodenunciava: gli abusi subiti per mano di McCarrick negli anni ’80, con il trauma sessuale ed emotivo connesso, lo avevano portato a sua volta a comportamenti inappropriati nei confronti di due quindicenni. Il prete venne mandato in terapia in un’altra diocesi, ma nessuna misura venne presa contro McCarrick, che anzi nel 1995 ospitò a Newark papa Woytyla e celebrò con lui una messa. Il prete abusato da McCarrick, invece, nel 2004, fu costretto – in base alle nuove linee di tolleranza zero nel frattempo entrate in vigore e a causa di quella confessione di anni prima prima – a rinunciare al proprio ministero. Nel 2007 riceverà un risarcimento di 100mila dollari.

    Nel 1999 Ciolek fu convocato da colui che era stato il segretario di McCarrick a Metuchen per sapere se intendeva fare una denuncia formale contro la diocesi; rispose di no e l’uomo espresse sollievo. Qualche mese dopo McCarrick fu nominato arcivescovo di Washington e ricevette la porpora cardinalizia.

    Un altro Maciel?

    Ma la cosa più grave è che il Vaticano fu informato del comportamento di McCarrick, e non fece nulla. P. Boniface Ramsey, docente risultaal Seminario della Seton Hall University di Newark dal 1986 al 1996, che aveva raccolto le confidenze dei seminaristi sui weekend di abusi al mare con McCarrick, ne parlò infatti con il nunzio papale mons. Gabriel Montalvo e, su incoraggiamento di questi, inviò una lettera in Vaticano. Non ricevette mai risposta. L’astro di McCarrick raggiungeva il suo massimo fulgore nella Chiesa wojtyliana: come fund-raiser, da presidente della Papal Foundation – organismo nato nel 1988 come grande collettore di denaro che la Chiesa Usa voleva destinare al papa – versò nelle casse vaticane milioni di dollari. Ma Wojtyla, pur consapevole delle denunce contro il prelato, si comportò con lui esattamente come con l’altro grande finanziatore vaticano e suo grande amico, il fondatore dei Legionari di Cristo, il pedofilo Marcial Maciel Degollado: ignorando le accuse di cui era oggetto. Nel 2006, McCarrick andò in pensione, proprio al compimento dei 75 anni.

    Ma Ramsey continuò a allertare il Vaticano. Nel 2008 tornò alla carica con l’arcivescovo di New York card. Edward Egan, che però lo liquidò rapidamente. E nel 2015 parlò con il card. Sean O’Malley, della Commissione pontificia per la Tutela dei minori. Anche in questo caso, nessun risultato: «Ho lanciato allarmi per 30 anni e non sono arrivato da nessuna parte», ha detto.

    Anche un ex prete, Richard Sipe, esperto nel campo degli abusi sessuali, si rivolse al Vaticano. Nel 2008 scrisse a papa Ratzinger, riferendo delle “gite” di McCarrick con i seminaristi al mare, «ampiamente note da decenni». E se è vero, come è stato notato da alcuni, che molestie a un adulto da parte di un superiore non sono considerate esplicitamente come un crimine dal Diritto canonico, vi è però un canone che punisce l’abuso di potere ecclesiastico: ma non è mai stato applicato a McCarrick.

    Di certo, la denuncia di abusi perpetrati su adulti – ulteriore risvolto della stessa piaga – è in crescita, forse in conseguenza del movimento #Metoo, secondo quanto riferisce p. Hans Zollner, a capo della Task Force contro gli abusi su minori della Pontificia Università Gregoriana e uno dei massimi esperti sulla questione (New York Times, 16/7). La rete di preti e religiosi Catholic Whistleblowers ha chiesto di recente ai vescovi statunitensi di estendere la categoria delle vittime agli adulti, anch’essi vittime di quello stesso abuso di potere che è all’origine del fenomeno degli abusi sessuali nella Chiesa. Nel frattempo, se non altro, Ciolek ha ricevuto le scuse del card. Joe Tobin di Newark e del vescovo di Metuchen mons. James F. Checchio. Ed è stato esonerato dall’obbligo di non parlare.

    https://www.adista.it/articolo/59269

  • L’ITALIA DEFERITA ALL’ONU PER I PRETI PEDOFILI

    L’ITALIA DEFERITA ALL’ONU PER I PRETI PEDOFILI

    “Favoreggiamento della pedofilia clericale per motivi di realpolitik e di diplomazia con il Vaticano”.

    Per l’Italia all’Onu da tempo è stato aperto un fascicolo che, se dovesse tradursi in un’accusa formale, rischierebbe di coprirci di ridicolo oltre che metterci in enorme imbarazzo. E questo con buona pace della campagna di immagine anti preti pedofili a suo tempo avviata da Papa Francesco. Tutto questo accade a causa delle reiterate denunce della “Rete L’Abuso”, una onlus di oltre 500 ex vittime di abusi sessuali da parte di preti in Italia, nonché di altre organizzazioni similari che già da tempo esistono all’estero. Particolarmente quelle che sono state costituite in Paesi come Usa, Messico, Francia, Congo, Cile, Canada, Svizzera, Belgio, Polonia, Germania, Spagna, Inghilterra, Equador, Argentina. Tutte riunite tra il 4 e l’8 giugno scorso in gran segreto a Bernex (Francia) per mettere a punto le strategie diplomatiche contro il Vaticano. E, pare, anche contro l’Italia stessa. Accusata di aver avuto un ruolo di copertura e favoreggiamento verso la “pedofilia clericale”.

    Nel febbraio del 2018, l’associazione di cui sopra, tramite il proprio avvocato Mario Caligiuri, aveva diffidato il Governo italiano per una serie di gravi omissioni nella ratifica di convenzioni internazionali; diffida che aveva inviato anche al Comitato Onu per la tutela del fanciullo. Nella seduta di inizio giugno le Nazioni Unite hanno confermato l’apertura di una indagine di verifica nei confronti dello Stato italiano, che proseguirà per tutto l’anno 2018 e che vedrà il suo report finale il 18 gennaio 2019. Proprio ai primi di giugno inoltre Francesco Zanardi, presidente della “Rete L’Abuso”, era stato ricevuto presso le Nazioni Unite di Ginevra insieme ad altri rappresentanti delle suddette associazioni di sopravvissuti arrivate da tutto il mondo. Più precisamente è stato sentito dai funzionari della commissione Crc (Children Right Connection) e aveva confermato le accuse alla base dell’apertura del fascicolo sul “caso italiano”.

    Uno degli episodi più spinosi documentati da Zanardi riguarderebbe la presunta “continuità della linea omissiva della Santa Sede”. Condotta evidenziata in un report riguardante la vicenda di don Mauro Galli, che dimostrerebbe la continuità dei tradizionali insabbiamenti delle denunce e la promozione degli insabbiatori. Sembra infatti – secondo le accuse depositate dalla “Rete L’Abuso” e rilanciate in un comunicato stampa – che i due protagonisti, monsignor Mario Delpini e il collega Pierantonio Tremolada, malgrado la Santa Sede sia stata da tempo messa al corrente delle accuse ben argomentate di omissione in vigilando nei loro confronti, nel luglio 2017, anziché essere puniti secondo gli assunti della campagna comunicativa di pretesa tolleranza zero avviata da Papa Francesco, sarebbero stati entrambi promossi. Il primo a capo della diocesi più grande al mondo, quella di Milano, il secondo in quella di Brescia.

    Per l’Italia il capitolo spinoso è quello secondo il quale, “per motivi di diplomazia con il Vaticano”, spesso le autorità competenti avrebbero chiuso un occhio. Non tanto sui fatti di pedofilia e sui loro protagonisti, ma su chi li avrebbe coperti dall’alto delle proprie cariche arcivescovili all’interno della Chiesa. Una brutta gatta da pelare in sede Onu anche per il nostro ministro degli Esteri.

    http://www.opinione.it/societa/2018/07/17/rocco-schiavone_italia-onu-fascicolo-favoreggiamento-pedofilia-clericale-rete-abuso-papa-francesco/

  • Nasce ECA, l’associazione internazionale di cui è partner anche la Rete L’ABUSO

    Nasce ECA, l’associazione internazionale di cui è partner anche la Rete L’ABUSO

    Dal 4 all’8 di giugno si sono riuniti in un meeting a Bernex (Francia) i rappresentanti delle associazioni di tutto il mondo tra cui anche il Presidente della Rete L’ABUSO Francesco Zanardi. Il meeting aveva l’obbiettivo di creare un’associazione globale che connettesse tra loro le diverse realtà associative nazionali per permettere una una maggiore incisività nel contraso alla pedofilia clericale.

    Poche ore fa, in una conferenza stampa che si è tenuta a Ginevra i rappresentanti di 15 paesi in 4 continenti hanno annunciato la nascita di ECA Ending Clerical Abuse, un’istituzione a livello mondiale che pochi giorni fa, il 5 giugno si è presentata e accreditata anche alle Nazioni Unite.

    Tra i fondatori e i partner di ECA troviamo Adalberto Méndez López e Alberto Athie – Mexico, Alexandre Hezez, Françoise Devaux, Aymeri Suarez-Pazos, Jacques Nuoffer, Nadia Debbache – France, Anne Barret Doyle,, George Mead, Peter Isely, Timothy Law- USA, Benjamin Kitobo – Congo, Catalina Venegas, Jaime Concha, José Andrés Murillo, Juan Carlos Claret Pool – Cile, Denise Buchanan – Jamaica, Evelyn Korkmaz – Canada, Francesco Zanardi – Italia, Jean-Marie Fürbringer – Switzerland, Lieve Halsberghe – Belgium, Marek Lisinki, Michal Czykmicha – Polonia, Matthias Katsch – Germani, Miguel Hutado – Spagna, Nadia Debbache – Francia, Peter Saunders – Inghilterra, Sara Oviedo – Equador.

    Gli attivisti si sono presentati al mondo con questo video.

    Incontro dei partners di ECA con il rappresentante dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite Gianni Magazeni.