Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Rete L’ABUSO

  • Vittime prete pedofilo, appello al Papa

    Vittime prete pedofilo, appello al Papa

    Nuovo sit in davanti al Duomo di Napoli della ‘Rete l’Abuso’

    http://www.ansa.it/campania/notizie/2018/04/08/vittime-prete-pedofilo-appello-al-papa_71f3d088-1f08-4ad9-8fd7-470eb5a979f3.html
  • “Quel prete mi ha rovinato la vita”: la protesta estrema delle vittime di pedofilia, che raccontano

    “Quel prete mi ha rovinato la vita”: la protesta estrema delle vittime di pedofilia, che raccontano

    “Dovevo andare a casa sua per questioni religiose, ma succedeva tutt’altro”. E questo tutt’altro è difficilissimo da pronunciare.

    Giuseppe Scognamiglio (nome di fantasia) è uno dei giovani che accusa Don Silverio Mura, il prete di Ponticelli che avrebbe abusato di diversi ragazzini, all’epoca minorenni, per anni.

    Poi c’è il caso di don Maurizio Palmieri, che avrebbe abusato di un altro ragazzino quando era in seminario. Ma i due religiosi sono ancora al loro posto: per chiedere giustizia e contro l’omertà intorno alla pedofilia clericale si è tenuto un sit in di protesta davanti al Duomo di Napoli, promosso dall’associazione Rete L’Abuso di Francesco Zanardi. 

    Una mobilitazione che rientra nelle iniziative internazionali del programma Italy #ChurchToo, ideata per supportare la causa delle vittime napoletane dei due preti che chiedono al cardinale Sepe e alla Curia semplicemente di rendere noto “a che punto è la loro pratica”, ovvero quali sono le azioni intraprese dalla Chiesa nei confronti dei due prelati. 

  • “Quel prete mi ha rovinato la vita”: la protesta estrema delle vittime di pedofilia, che raccontano gli abusi davanti al Duomo di Napoli

    “Quel prete mi ha rovinato la vita”: la protesta estrema delle vittime di pedofilia, che raccontano gli abusi davanti al Duomo di Napoli

    “Dovevo andare a casa sua per questioni religiose, ma succedeva tutt’altro”. E questo tutt’altro è difficilissimo da pronunciare. Giuseppe Scognamiglio (nome di fantasia) è uno dei giovani che accusa Don Silverio Mura, il prete di Ponticelli che avrebbe abusato di diversi ragazzini, all’epoca minorenni, per anni. Poi c’è il caso di don Maurizio Palmieri, che avrebbe abusato di un altro ragazzino quando era in seminario. Ma i due religiosi sono ancora al loro posto: per chiedere giustizia e contro l’omertà intorno alla pedofilia clericale si è tenuto un sit in di protesta davanti al Duomo di Napoli, promosso dall’associazione Rete L’Abuso di Francesco Zanardi. Una mobilitazione che rientra nelle iniziative internazionali del programma Italy #ChurchToo, ideata per supportare la causa delle vittime napoletane dei due preti che chiedono al cardinale Sepe e alla Curia semplicemente di rendere noto “a che punto è la loro pratica”, ovvero quali sono le azioni intraprese dalla Chiesa nei confronti dei due prelati.

     

    https://youmedia.fanpage.it/video/aa/Wsj74uSwmGtWmXvL

  • Napoli, in piazza le vittime dei preti pedofili: «Intervenga Papa Francesco»

    Napoli, in piazza le vittime dei preti pedofili: «Intervenga Papa Francesco»

    Hanno spiegato anche oggi le loro ragioni contro «la pedofilia clericale» davanti al Duomo di Napoli, dopo la manifestazione di ieri, esponenti della’rete l’Abuso e giovani con la maschera di Anonymous appellandosi a Papa Francesco. Uno dei quattro manifestanti, tutti col volto coperto, che ha denunciato di aver subito abusi da un prete della Diocesi partenopea nel 1989 quando aveva 13 anni, si rivolge al Papa: «Faccio un appello a Papa Francesco – dice all’Ansa – ascolti le nostre grida di sofferenza, di dolore. Vorrei incontrarlo per dirgli di quali nefandezze si sono resi protagonisti alcuni preti, in particolare quello che ha cambiato per sempre la mia vita…».

    In un crescendo di emozioni, tra lo sguardo di fedeli e turisti che raccolgono i volantini, il giovane accusa anche l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, responsabile, a suo dire, «di omissione e indifferenza» rispetto alle denunce: «Non vogliamo altre promesse, vogliamo i fatti; consegni i fascicoli sui preti pedofili alla magistratura». «È mai possibile che chi denuncia un prete pedofilo deve avere paura?» si chiede.

    Il sacerdote chiamato in causa dalla rete l’Abuso sarebbe stato visto di recente in provincia di Pavia. I quattro – due ragazze e i due giovani che hanno denunciato abusi – sono stati accompagnati da Francesco Zanardi, presidente delle Rete l’Abuso, che annuncia una diffida alla Congregazione per la Dottrina della fede riguardante il cardinale Sepe. «Domani diffideremo formalmente alla Congregazione il cardinale Sepe nella speranza che il Vaticano si dissoci da questa umiliante e vergognosa vicenda». A parere di Zanardi, Sepe sarebbe responsabile di insabbiamenti, quindi non può essere lui «a rendere giustziia alle vittime, è francamente inaccettabile».

    Ieri la Curia è intervenuta sulla vicenda del sacerdote napoletano accusato di aver commesso presunti abusi sessuali. Ha fatto sapere che il Santo Padre «ha deciso la riapertura del caso, incaricando la Congregazione Dottrina della Fede di procedere a tutti gli adempimenti, per cui, poco prima della Pasqua, alla Diocesi di Napoli è stato affidato il compito di effettuare l’indagine previa, che il cardinale arcivescovo ha immediatamente avviata ed è, quindi, in atto»

    https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/napoli_protesta_vittime_preti_pedofili_appello_papa-3656113.html

  • NAPOLI: Le vittime non ci stanno e diffidano il cardinale Sepe alla Congregazione per la Dottrina della Fede

    NAPOLI: Le vittime non ci stanno e diffidano il cardinale Sepe alla Congregazione per la Dottrina della Fede

    Il Cardinale Crescenzio Sepe è imputato nel procedimento presso la Santa Sede, procedimento che vede insabbiati da otto anni ormai i casi di don Silverio Mura e don Maurizio Palmieri. Come può essere anche colui che indaga?

    Il comunicato stampa rilasciato oggi dalla Diocesi di Napoli suona davvero come l’anticipo dell’ennesima presa in giro alle vittime che, al primo giorno del sit-in di protesta davanti al Duomo di Napoli per gli insabbiamenti commessi proprio dal Cardinale napoletano, apprendono dai mezzi di informazione che il grande insabbiatore, Crescenzio Sepe, sarebbe ancora una volta colui che dovrà rendere giustizia alle vittime.

    Una buffonata oltraggiosa e ridicola che offende tutti, dalle vittime alla stessa Chiesa.

    Crescenzio Sepe: la cui Diocesi è attualmente imputata nel processo penale per diffamazione aggravata ai danni della vittima Diego Esposito, denunciato formalmente dalle vittime anche alla Santa Sede nel settembre 2016 per aver insabbiato il caso Mura nel 2011, nel 2014 e ancora nel 2018. Giusto un mese fa si è scoperto che il prete sotto indagine – Silverio Mura – anziché essere indagato, esercitava addirittura sotto falso nome a Montù Beccaria. Apprendere oggi che sia ancora lui, dopo queste incivili barbarie, che dovrebbe rendere giustizia alle vittime, è francamente inaccettabile.

    Lunedì diffideremo formalmente alla CDF il Cardinale Crescenzio Sepe, nella speranza che il Vaticano si dissoci da questa umiliante e vergognosa vicenda e come è stato per il caso di Milano che vede coinvolto monsignor Mario Delpini, chiederemo l’affidamento dell’indagine canonica ad un tribunale extradiocesano.

    Francesco Zanardi
    Presidente della Rete L’ABUSO

  • Curia di Napoli: “E’ stato riaperto il caso del sacerdordote accusato di pedofilia”

    Curia di Napoli: “E’ stato riaperto il caso del sacerdordote accusato di pedofilia”

    E’ stato riaperto, per decisione di Papa Francesco, il caso relativo al sacerdote della Diocesi di Napoli accusato di pedofilia e l’indagine avviata dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, è in atto. Lo ricorda una nota della Curia arcivescovile di Napoli, nel giorno in cui, all’esterno del Duomo di Napoli, si è svolto un sit-in di protesta patrocinato dall’associazione Rete L’Abuso per chiedere conto dell’esito dei procedimenti canonici nei confronti dei preti accusati di violenza su minori.

     

    “Già lo scorso anno – spiega la nota – dalla Cancelleria diocesana venne precisato che la Congregazione Dottrina della Fede, alla quale la Diocesi di Napoli aveva rimesso tutta la documentazione relativa all’istruttoria fatta in loco, ‘nel 2016 riteneva non essere emersi gli elementi sufficienti per avviare un processo penale a carico’ del sacerdote in questione”.

    All’inizio di quest’anno, dopo una denuncia fatta da un’altra persona direttamente alla Santa Sede, “il Santo Padre – prosegue la nota – ha deciso la riapertura del caso, incaricando la Congregazione Dottrina della Fede di procedere a tutti gli adempimenti, per cui, poco prima della Pasqua, alla Diocesi di Napoli è stato affidato il compito di effettuare l’indagine previa, che il cardinale arcivescovo ha immediatamente avviata ed è, quindi, in atto”. Una volta completata tale indagine, conclude la nota, “verrà tutto rimesso per competenza alla stessa Congregazione Dottrina della Fede per le valutazioni e determinazioni”

    http://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/04/07/news/curia_di_napoli_riaperto_il_caso_del_sacerdordote_accusato_di_pedofilia-193245682/?refresh_ce#gallery-slider=193232398

  • Vittime prete pedofilo, sit in a Napoli

    Vittime prete pedofilo, sit in a Napoli

    (ANSA) – NAPOLI, 7 APR – “Perché il cardinale Sepe non fa sentire la sua voce? Dove si trova il prete autore degli abusi?” hanno detto oggi esponenti della ‘Rete l’Abuso’ dinanzi alla cattedrale di Napoli per fare un volantinaggio tra i fedeli che proseguirà anche domani sul tema delle violenze subite da un presunto prete pedofilo napoletano. Tra di loro Diego Esposito (nome di fantasia) che aveva il volto coperto da una maschera di Anonimus (come altri due) e che ha denunciato di aver subito nel 1989, quando aveva 13 anni, abusi sessuali da un sacerdote a Ponticelli. Questione che, sotto il profilo penale è coperta da prescrizione ma che Diego vuole che non finisca nel dimenticatoio. Ha intrapreso una causa civile ma attende dalla Chiesa un provvedimento che “faccia giustizia, che butti fuori questo prete, come ha detto più volte il Papa”. “Quella vicenda mi ha stravolto la vita” ha detto ancora Diego che ha puntato l’indice anche contro il cardinale Sepe che, a suo dire, non avrebbe imposto alcun restrizione al sacerdote.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/04/07/vittime-prete-pedofilo-sit-in-a-napoli_8b4fb25f-ba93-40f8-814b-a0de26cf9e10.html

  • Sit-in contro abusi su minori al Duomo di Napoli, una delle vittime: “Mi hanno rovinato”, speciale

    Sit-in contro abusi su minori al Duomo di Napoli, una delle vittime: “Mi hanno rovinato”, speciale

    (Agenzia Vista) Napoli, 07 aprile 2018
    Sit-in contro abusi su minori al Duomo di Napoli, una delle vittime: “Mi hanno rovinato”, speciale
    La Rete l’Abuso ha promosso un sit-in davanti al sagrato del Duomo per protestare contro gli abusi sui minori, con particolare riferimento alle indagini che vedono coinvolti alcuni parroci delle diocesi di Napoli e altre città italiane. Tra i partecipanti al sit-in il portavoce della Rete l’Abuso, Francesco Zanardi, una delle vittime, Giuseppe Scognamiglio, e il consigliere della Regione Campania per i Verdi, Francesco Borrelli. AltrimondiNews
    Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

    http://www.agenziavista.it/tempo-reale/2018/209848_sit-in-contro-abusi-su-minori-al-duomo-di-napoli-una-delle-vittime-mi-hanno-rovinato-speciale/

  • Vittime abusi, sit-in al duomo di Napoli

    Vittime abusi, sit-in al duomo di Napoli

    7-8 aprile,’per chiedere conto a Sepe di provvedimenti canonici’

    http://www.ansa.it/campania/notizie/2018/04/03/vittime-abusi-sit-in-al-duomo-di-napoli_87875fce-d2dc-4240-8b07-9743c94c7527.html
  • Presunti abusi in gita da parte di un prete: la denuncia arriva 16 anni dopo

    Presunti abusi in gita da parte di un prete: la denuncia arriva 16 anni dopo

    „A raccogliere la testimonianza del 30enne è stata la Rete L’ABUSO, mentre la Procura sta indagando per fare luce sulla vicenda che si sarebbe verificata intorno alla metà degli anni ’90”

    Solamente oggi ha trovato la forza per denunciare ciò che avrebbe subito nella metà degli anni ’90, quando nel corso di una gita estiva con la parrocchia in una villa del veronese avrebbe subito abusi da un prete, e ora toccherà alla Procura fare luce su questa vicenda.

    È stata la Rete L’ABUSO a raccogliere la testimonianza della vittima (indicata come Giorgio, nome di fantasia), che quella notte si sarebbe recata nella camera del religioso insieme ad un amico. 

    Dal racconto della vittima emerge che il prete era piuttosto chiacchierato tant’è che quando abbiamo verificato le testimonianze fornite dalla presunta vittima, è emerso, proprio da una di quelle persone che in quella gita erano i responsabili dei ragazzi, il ricordo chiaro proprio di quella sera. La prima risposta che da il testimone appena gli viene fatto il nome del prete è “ il maniaco? ”, poi racconta che ci fu un’accesa discussione quando il prete comunicò allo staff che i due ragazzi avrebbero dormito con il prete, lui si oppose, ma poi intervennero altre due persone dello staff e finirono a dormire con il prete. Ricorda che la mattina successiva Giorgio e il suo amico erano “sconvolti”.

    Sempre secondo l’associazione, Giorgio avrebbe portato con sé le problematiche dell’episodio avvenuto quando aveva 14 anni e, al loro riemergere dopo la nascita di suo figlio, ha deciso di affrontare il prete.

    Qui il racconto si fa quasi rocambolesco perché dopo quella visita nella quale Giorgio non cercava nulla di più che l’ammissione del prete, viene convocato dai carabinieri e scopre che il prete lo ha querelato.

    Sarà dunque la Procura ad indagare sul caso per cercare di stabilire se ci sia o meno un fondo di verità. 

     

    http://www.veronasera.it/cronaca/presunti-abusi-prete-gita-denuncia-14-anni-dopo-23-marzo-2018.html