Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Processo a don Segalini, la Diocesi di Piacenza sarà responsabile civile

    Processo a don Segalini, la Diocesi di Piacenza sarà responsabile civile

    La Diocesi di Piacenza sarà responsabile civile nel processo che si sta svolgendo nei confronti di don Stefano Segalini. Lo ha deciso oggi il collegio dei giudici. Parliamo dell’ex parroco di San Giuseppe, arrestato lo scorso 31 luglio per presunta violenza sessuale su alcuni parrocchiani.

    Secondo le accuse, il sacerdote avrebbe reso incoscienti alcune vittime mediante l’utilizzo di sostanze psicotrope.

    In caso di condanna del sacerdote, dunque, la Diocesi dovrà presentare un risarcimento nei confronti delle parti civili. Per ora, delle otto persone che partecipano al processo, solo una si è costituita parte civile.

    Processo a don Segalini, la Diocesi di Piacenza sarà responsabile civile

  • Gli avvocati di Michele Barone denunciano gli autori de “Le Iene” per calunnia e diffamazione

    Gli avvocati di Michele Barone denunciano gli autori de “Le Iene” per calunnia e diffamazione

    CASERTA – Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa fattoci pervenire dagli avvocati Camillo Irace e Maurizio Zuccaro relativamente al servizio delle “Iene” andato in onda lo scorso 28 aprile 2020: “Nostro malgrado dobbiamo registrare l’ennesima “cattiva” informazione prodotta dalla trasmissione “Le Iene”.

    Ancora UNA VOLTA gli autori di suddetta trasmissione televisiva producono un servizio non veritiero e/o comunque volutamente ambiguo nei confronti di Michele Barone. Il servizio in parola è stata trasmesso sull’emittente Italia Uno nel corso della suddetta trasmissione in data 28/04/2020.

    Il titolo del servizio cita testualmente: Esorcismi e violenze: la condanna di don Barone e l’OMBRA DI ABUSI SESSUALI. Sul punto occorre precisare che, il nostro assistito, lo scorso 7 febbraio al processo di 1° grado presso il Tribunale di S. Maria C. V. (CE) per i fatti che gli venivano contestati, è stato assolto in formula piena dai reati di violenza sessuale perché “il
    fatto non sussiste” sconfessando totalmente tutte le sue accusatrici (le stesse del servizio) e condannato per maltrattamenti e lesioni ai danni della minore “Giada”.

    Il servizio, disattendendo l’ordinanza del medesimo Tribunale che vietava qualsiasi ripresa televisiva delle parti processuali (ad eccezione del collegio) mostrano le immagini del nostro assistito in “gabbia” in attesa della lettura della sentenza.
    Suggestivo – a dir poco – il titolo del servizio (ombra di abusi sessuali) poiché Michele Barone non è stato mai indagato né imputato dall’autorità giudiziaria per reati sessuali nei confronti di minorenni.

    Pertanto, alla luce di quanto trasmesso nell’ultimo servizio, l‘intera ricostruzione dei fatti non è rispondente alla realtà, e persino le testimonianze di “due nuove Maddalene redente sulla via di Damasco”, sono da ritenersi calunniose e diffamatorie.
    Gli artefici di questo ennesimo tritacarne mediatico saranno chiamati a risponderne davanti alle Autorità competenti. F.to Avv. Camillo Irace e Avv. Maurizio Zuccaro”.

    L’articolo Gli avvocati di Michele Barone denunciano gli autori de “Le Iene” per calunnia e diffamazione proviene da BelvedereNews.
    (Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

    Gli avvocati di Michele Barone denunciano gli autori de “Le Iene” per calunnia e diffamazione

  • I diari di Eva, processo suor Mariangela Farè – Contiene i 3 servizi video integrali

    I diari di Eva, processo suor Mariangela Farè – Contiene i 3 servizi video integrali

    I diari di Eva – (1) processo Farè 

    Busto Arsizio: la mattina del 22 giugno 2011 Eva Sacconago, 27 anni, viene trovata impiccata nella propria abitazione.

    Il caso sembra semplice: suicidio. In realtà, immediatamente si scopre che le forze dell’ordine erano a conoscenza di uno strano rapporto tra la ragazza e una suora della Chiesa di Sant’Edoardo, suor Mariangela Faré. Partono le indagini che porteranno all’incriminazione della suora per violenza e molestie sessuali, violenza privata e stalking. La prima puntata racconterà di come tutto sia iniziato all’oratorio quando la ragazza aveva 15 anni e la suora, sua educatrice, 38. La relazione è stata svelata dai diari conservati da Eva, ma contenenti gli scritti a lei indirizzati da suor Mariangela Faré.

    I diari di Eva, processo Farè (I)


    La suora cattiva – (2) Processo Faré

    Siamo sempre nel Tribunale di Busto Arsizio presieduto dalla Dott.ssa Renata Peragallo, e continua il racconto del rapporto tra Eva Sacconago, quindici anni, e suor Mariangela Faré, trentotto. Dopo che i genitori di Eva, leggendo i diari della figlia avevano scoperto questa relazione malata, la suora era stata allontanata dall’oratorio di Sant’Edoardo e inviata in un convento di Catania con la scusa che doveva terminare gli studi di teologia. Suor Faré ritornerà al nord quando ormai Eva è maggiorenne, e la relazione riprende regolarmente. Anche se l’accusa riconosce che Eva era maggiorenne, ritiene che si possa e si debba parlare di violenza sessuale continuata, in quanto la ragazza era in condizione di inferiorità psichica. Ma c’è di più. Perché ad un certo punto Eva sembra subire con fastidio la presenza e le incursioni di suor Faré nella sua vita, incursioni che diventano sempre più insistenti e soffocanti. E’ da questo momento che nascono le ulteriori incriminazioni di violenza e molestie sessuali, violenza privata e stalking. Eva, anche dopo il rientro della suora, aveva continuato a frequentare l’oratorio di Sant’Edoardo, dove aveva costruito un gruppo che occupava totalmente la sua vita, e aveva incontrato don Alessandro Bonura che era diventato un valido sostegno per la sua anima. Ma tutto questo aveva fatto sempre di più ingelosire, infuriare e incattivire suor Mariangela Faré.

    La suora cattiva, Processo Faré (II)


    L’oratorio dei veleni – (3) Processo Faré

    Termina il processo celebrato nel Tribunale di Busto Arsizio, presieduto dalla Dott.ssa Renata Peragallo, che vede suor Mariangela Faré imputata di violenza sessuale continuata, molestie sessuali e stalking, reati tutti commesse ai danni di Eva Sacconago, suicidatasi il 22 giugno del 2011. La perdita di questa ragazza, figlia unica, ha gettato i genitori in uno sconforto e in un buio senza speranza. Prima di rifugiarsi nel terribile gesto, Eva con l’aiuto di don Alessandro Bonura aveva tentato di liberarsi dall’abbraccio mortale di suor Faré, denunciando le violenze subite. Ma ancora una volta, secondo l’accusa, la suora era riuscita ad esercitare la sua influenza negativa sulla ragazza costringendola a ritrattare. Eva si sente sempre più sola, chiusa in una gabbia da cui non riesce a liberarsi. Ed è proprio in questo momento che delle chiacchiere velenose vengono diffuse nell’oratorio di Sant’Edoardo e provocano l’allontanamento di don Bonura, quello che era stato il suo sostegno nell’ultimo periodo della sua breve vita. Rete L’ABUSO

    L’oratorio dei veleni, Processo Faré (III)

  • Mauro Inzoli ha lasciato il carcere di Bollate. Limentani: ‘è stato affidato ai servizi sociali’

    Mauro Inzoli ha lasciato il carcere di Bollate. Limentani: ‘è stato affidato ai servizi sociali’

    Ieri, mercoledì 1 aprile, Mauro Inzoli ha lasciato il carcere di Bollate presso il quale era detenuto dal 7 aprile 2018, giorno in cui si era consegnato spontaneamente dopo la condanna in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 4 anni, 7 mesi e 10 giorni di reclusione per abusi su minori con l’aggravante dell’abuso di autorità. Come spiega uno dei difensori dell’ex parroco della Ss. Trinità di Crema, l’avvocato Corrado Limentani, “Inzoli è stato scarcerato in quanto gli è stato concesso il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali”.

    Leader di Comunione e Liberazione

    Mauro Inzoli, leader di Comunione e Liberazione, presidente del Banco Alimentare, rettore del liceo linguistico W. Shakespeare di Crema, aveva ricevuto anche la carica di monsignore. Nel marzo del 2018 la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza emessa il 21 settembre 2017 dalla Corte d’appello di Brescia. Molti casi sono caduti in prescrizione, mentre sono stati accertati otto casi di violenza sessuale avvenuti tra il 2004 e il 2008. Due su ragazzini con meno di 14 anni. Le altre vittime avevano meno di 16 anni. I fatti erano accaduti nell’ufficio in cui il sacerdote svolgeva gli esercizi spirituali e nei luoghi di villeggiatura in cui organizzava fine settimana e soggiorni estivi.

    Prescrizione e sconto di pena
    Nel maggio 2017 la riduzione allo stato laicale disposta da papa Francesco e ufficializzata dal vescovo di Crema Daniele Gianotti. La vicenda processuale è nata durante il mandato del vescovo Oscar Cantoni, poi trasferito a Como. A settembre l’esito dell’appello in sede penale con lo sconto di pena, poiché tra gli abusi denunciati due casi sarebbero caduti in prescrizione. Oltre a ciò la difesa dell’ex sacerdote ha sottolineato il principio ne bis in idem, in base al quale la persona non può essere condannata due volte per lo stesso reato. Il riferimento è al primo procedimento svolto dal tribunale ecclesiastico. La Cassazione ha confermato la sentenza d’Appello rigettando l’istanza della difesa.

    https://www.cremaonline.it/cronaca/02-04-2020_Inzoli+uscito+dal+carcere:+’%C3%A8+affidato+ai+servizi+sociali’/

  • Prete condannato per abusi torna a celebrare la messa

    Prete condannato per abusi torna a celebrare la messa

    Borghetto (Sv) – La Cassazione ha inflitto a don Massaferro una pena di 7 anni e 8 mesi per violenza su una chierichetta di 11 anni. Ma è di nuovo sull’altare

    di Marco Franchi

    “Quel prete era stato condannato per violenza sessuale nei confronti di una chierichetta di undici anni e adesso dice di nuovo messa”. Don Lu, così veniva chiamato dai parrocchiani Luciano Massaferro, è tornato sull’altare della chiesa di Sant’Antonio da Padova a Borghetto. La sua presenza non è passata inosservata in una diocesi, quella di Albenga, che in passato era stata definita ‘refugium peccatorum’ dei sacerdoti pedofili.

    “Un giorno a messa ci siamo trovati davanti proprio lui, don Lu”, racconta un parrocchiano. Aggiunge: “All’inizio non credevamo ai nostri occhi, invece ha continuato a venire. Ci hanno detto che era stato scelto come vice parroco perché il titolare è malato”.

    Il volto di don Massaferro (55 anni) da queste parti lo conoscono tutti. Sono passati quasi dieci anni da quando l’ex parroco di Alassio venne accusato dal pm savonese Giovanni Battista Ferro di aver avuto rapporti sessuali con una chierichetta minorenne.

    Il pm Ferro nelle sue conclusioni contestava tre episodi riferiti dalla bambina di undici anni. Nel primo la piccola aveva raccontato che, mentre era in moto con il sacerdote per benedire le case, don Massaferro le avrebbe detto di essere nudo sotto la tonaca e le avrebbe chiesto di toccargli il pene. In seguito il sacerdote, disse la bimba, l’avrebbe portata in un capanno dove si sarebbe spogliato nudo davanti a lei chiedendole di toccarlo. Lo stesso sacerdote, secondo l’accusa, avrebbe poi toccato la minore.

    Un’esperienza che avrebbe provocato nella minore un trauma molto profondo. Arrivò una condanna definitiva a 7 anni e 8 mesi.

    Dopo l’inchiesta della magistratura, nel 2013 fu avviato un processo ecclesiastico. “La Congregazione per la Dottrina della Fede” riferiscono fonti della curia di Albenga, “lo affidò al Tribunale ecclesiastico di Genova”. I giudici della Curia di Angelo Bagnasco nel febbraio 2018 arrivarono a una conclusione opposta rispetto a quella della magistratura italiana: assoluzione. Il testo della sentenza ecclesiastica stabiliva che don Massaferro “deve essere completamente riabilitato in quanto non consta che egli abbia commesso i delitti a lui ascritti”.

    Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso che da anni denuncia i casi di pedofilia, usa parole severe: “Già eravamo rimasti stupiti quando, dopo la condanna da parte della Cassazione, era poi arrivata l’assoluzione del tribunale della Chiesa di Genova. A noi risulta che non abbiano sentito la vittima. Adesso scopriamo anche che don Massaferro celebra di nuovo messa, nella stessa diocesi dove sono avvenuti i fatti. Cosa penseranno i familiari della vittima?”, si chiede Zanardi. E sottolinea: “Si era detto di voler cambiare corso, ma i fedeli parlano di una piena restaurazione con messe talvolta celebrate in latino, con il sacerdote rivolto verso l’altare che dà le spalle ai fedeli e l’ostia che non viene più data in mano. Proprio il contrario di quello che chiede Francesco”.

    Guglielmo Borghetti è il vescovo di Albenga. Nel 2016 proprio papa Francesco lo aveva inviato qui dopo i ripetuti scandali che avevano toccato la diocesi: c’era stato anche il caso del seminario che era stato praticamente sciolto. Oltre alla questione, il Fatto ne aveva scritto, che diversi sacerdoti condannati per pedofilia nella altre regioni di Italia si erano rifugiati a vivere proprio ad Albenga e dintorni.

    Borghetti commenta così il ritorno sull’altare di don Lu: “Il sacerdote ha pagato tutto il suo debito con la giustizia italiana, è stato anche in carcere ed è interdetto dai pubblici uffici. Non sarà nominato parroco. Però la Chiesa nel suo ambito è sovrana e c’è stata anche l’assoluzione da parte del Tribunale Ecclesiastico che è molto severo. Bisogna seguire anche la ragione e non solo l’emotività: don Massaferro può dire messa”. Borghetti aggiunge: “Don Luciano non ha una chiesa fissa. In questi mesi si è prestato, con molta disponibilità, a celebrare ovunque mancasse un prete”.

    IL FATTO QUOTIDIANO del 5-3-2020
    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/03/05/prete-condannato-per-abusi-torna-a-celebrare-la-messa/5726170/

  • Condannato a sette anni e otto mesi, don Massaferro torna in servizio

    Condannato a sette anni e otto mesi, don Massaferro torna in servizio

    Nei tre gradi di giudizio, i magistrati non hanno avuto dubbi: Luciano Massaferro, «don Lu» per i fedeli, è colpevole di violenza sessuale su una chierichetta di 11 anni. La corte suprema, a luglio 2012, conferma la pena: sette anni e otto mesi, interdizione perpetua dai pubblici uffici e 200 mila euro di risarcimento alla vittima.

    Per la chiesa invece, che lo ha processato in assenza della vittima e poi assolto da ogni accusa, il parroco molestatore può tornare a dire messa.

    Neppure il vescovo Borghetti, che teoricamente era stato mandato proprio da papa Francesco per fare pulizia, alla fine non ha preso alcun provvedimento, anzi lo ha riabilitato; la scusa è l’innocenza – malgrado la condanna penale definitiva – emersa durante il processo canonico.

    Don Lu oggi dice tranquillamente messa, inoltre pare una restaurazione: Messe celebrate a volte in latino, non più rivolti verso il pubblico ma di schiena, rivolto sempre all’altare, l’ostia non più data in mano (come voluto da anni), ma messa direttamente in bocca (peraltro nonostante le restrizioni da coronavirus).

    Francesco Zanardi

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2020/03/05/borghetto-quando-i-fedeli-esigono-una-chiesa-sporca-e-vescovo-li-accontenta-prontamente/

  • Non luogo a procedere per padre Giovanni Salonia

    Non luogo a procedere per padre Giovanni Salonia

    La querela presentata cinque anni dopo la fine della terapia di psicanalisi

    Ragusa – Non luogo a procedere per padre Giovanni Salonia, il frate cappuccino ragusano, psicanalista di fama, accusato di violenza sessuale da una suora. Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Roma Daniela Camarico D’Auria.

    Salonia era stato nominato vescovo ausiliare dall’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice. Ma, dopo un dossier contro di lui arrivato in Vaticano, il frate ha rinunciato anche se la commissione pontificia che ha valutato le accuse le ha definite come “un emotivo florilegio di pettegolezzi e calunnie”.

    Papa Francesco, il 15 settembre del 2018 lo volle incontrare nella sua visita a Palermo.

    Una suora, che era stata sua paziente nel periodo fra il 2009 e 2013 lo denunciò, sostendo di aver subito abusi sessuali. Ma l’accusa non ha retto. La difesa, sostenuta dagli avvocati Pierpaolo Dell’Anno e Antonio Di Pasquale, ha puntato sulla tardività della querela, presentata nel 2018, ben cinque anni dopo la fine della terapia.

    https://www.ragusanews.com/2020/02/29/giudiziaria/non-luogo-a-procedere-per-padre-giovanni-salonia/106238

  • Violentata dall’ex parroco, “Voglio la verità sul processo ecclesiastico”. Diocesi e Vaticano non rispondono

    Violentata dall’ex parroco, “Voglio la verità sul processo ecclesiastico”. Diocesi e Vaticano non rispondono

    Giada Vitale, abusata da don Marino Genova, chiede il fascicolo del Tribunale Ecclesiastico dopo l’abolizione del segreto da parte di Papa Francesco. L’istanza risale a dicembre ma finora non ci sono state risposte

    La difesa della giovane Giada Vitale, abusata dall’ex parroco di Portocannone, valuta se impugnare il provvedimento col quale il Gip di Larino chiude a un secondo processo a carico del sacerdote per gli atti sessuali dopo il quattordicesimo anno (altro…)

  • Don Pascal Manca: in carcere per violenza sui minori/ “Li drogava e poi ne abusava”

    Don Pascal Manca: in carcere per violenza sui minori/ “Li drogava e poi ne abusava”

    E’ stato condannato a otto anni di carcere con le gravissime accuse di violenza sessuale su minori, don Pascal Manca, un sacerdote di 47 anni originario di Nuraminis, nella provincia di Sud Sardegna.

    La condanna è stata confermata in Cassazione, e dall’inchiesta è emerso l’agghiacciante modus operandi dello stesso prelato, che utilizzava i sonniferi, sciolti nelle bevande, per approfittare dei ragazzini.

    “Don Pascal – le motivazioni dei giudici come si legge su l’Unione Sarda – mischiava i pesanti sedativi nelle bibite che poi offriva ai ragazzi convocati nella casa parrocchiale per segrete riunioni: quando avevano sete per i minorenni non c’era mai acqua, ma soltanto bevande allungate a loro insaputa con sonnifero incolore e insapore”.

    Storie Italiane programma di Rai Uno, ha intervistato la madre di una delle vittime degli abusi: “Ci siamo accorti quasi subito di questa situazione, e già dal secondo incontro l’abbiamo portato in ospedale. Mio figlio tornava a casa completamente drogato dalla canonica”.

    DON PASCAL MANCA, “MIO FIGLIO AVEVA 13/14 ANNI…”

    La donna ha poi continuato: “Si incontrava con il prete per fare le ore di religione per ricevere i sacramenti. I ragazzini venivano adescati, invitati a pranzo, invitati a casa, avevano contatti frequenti con il sacerdote. Al momento dei fatti aveva 13/14 anni mio figlio, sono passati circa 4 anni. Noi lo mandavano con molta serenità in quanto ci fidavamo da lui”. Una volta che i ragazzini erano addormentati, il prete ne approfittava, abusandone. Non contento, mandava loro dei messaggi pornografici col tentativo di indurli a compiere degli atti sessuali. “L’ex parroco di Mandas e Villamar – hanno aggiunto a riguardo i giudici – era solito mandare messaggi a sfondo sessuale anche a numerosi adulti, era una sua pratica molto frequente”. “Quando ho visto che mio figlio non stava bene – ha proseguito il racconto la donna – ho immediatamente contattato il medico e la seconda volta siamo andati al pronto soccorso, dove però è stato rimandato a casa un po’ frettolosamente, nonostante lui stesse molto male. Gli abusi con mio figlio non si sono propriamente verificati in quanto, essendo molto grosso, la dose di sonniferi non riusciva ad addormentarlo completamente. I bambini coinvolti – ha aggiunto – sono tantissimi, il sacerdote cercava bimbi problematici o figli di famiglie problematiche. Al secondo incontro chiesi che mio figlio rimanesse poco con lui perchè avevamo già capito qualcosa, ma lui minimizzò la cosa”.

    Don Pascal Manca: in carcere per violenza sui minori/ “Li drogava e poi ne abusava”

  • Abusi dal prete, gip archivia: “Era consenziente”. Giada: “Ha vinto potere della Chiesa”

    Abusi dal prete, gip archivia: “Era consenziente”. Giada: “Ha vinto potere della Chiesa”

    Don Marino Genova, ex parroco di Portocannone, non sarà processato per gli approcci sessuali avuto con Giada Vitale dopo il compimento del 14esimo anno di età. Il GIP di Larino, Rosaria Vecchi, infatti, (altro…)