Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Puglia

  • «Sesso con l’immigrato» Nardò, parroco a giudizio

    «Sesso con l’immigrato» Nardò, parroco a giudizio

    LECCE – La Procura ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del parroco di Nardò accusato di violenza sessuale per aver palpeggiato un marocchino. Il sostituto procuratore Stefania Mininni ritiene di aver acquisito elementi sufficienti a carico di don Quintino De Lorenzis, 34enne, di Alliste, che dal primo luglio del 2010 è alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò. La richiesta di rinvio a giudizio non è una condanna anticipata. E, adesso, sarà il gup che dovrà verificare se sussistano a carico dell’imputato elementi idonei a sostenere un’accusa in giudizio.

    Il marocchino sostiene di essere stato molestato dal parroco al quale si era rivolto per chiedere cibo e vestiario. L’episodio, secondo quanto raccontato dal marocchino, risale al 14 ottobre scorso.

    Tutti i particolari sull’edizione di Quotidiano Lecce oggi in edicola

    Martedì 06 Settembre 2011 – 23:50 Ultimo aggiornamento: Mercoledì 07 Settembre – 10:50

    www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=162162&sez=LECCE

  • le stuprò per “guarirle”: chiesti 4 anni

    le stuprò per “guarirle”: chiesti 4 anni

    MILANO – Chiesta la condanna a 4 anni di carcere Antonio Morello, il 69enne che tra il 1999 e il 2002 avrebbe violentato due donne inducendole a credere che l’unico modo per superare i disturbi derivati da inesistenti molestie sessuali subite da piccole fosse quello di sottoporsi a una terapia individuale con lui in veste di “maestro” della psico-setta “The sacred path”.

    La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero Brunella Sardoni ai giudici della quinta sezione penale e a essa si è associato l’avvocato Marco Marzari, legale di una delle due presunte vittime che si è costituita parte civile. Il dibattimento, che potrebbe già concludersi nel pomeriggio con la sentenza, deriva dallo stralcio della posizione di una delle dieci persone a processo a Bari, dove la setta aveva la sede operativa, con l’accusa di aver organizzato in tutta Italia numerosi seminari a pagamento, facendo credere ai partecipanti affetti da cancro o Aids di poter risolvere i loro problemi con il metodo Arkeon ideato da Vito Moccia.

    A Milano Morello è accusato di aver condizionato psicologicamente le vittime con la falsa autorità derivante dalla qualifica di “maestro” all’interno della setta, convincendole di essere state da bambine vittime di pedofilia e che per superare il trauma dovevano sottoporsi a una terapia particolare.

    Quindi, con l’aggravante di aver abusato della loro condizione di inferiorità fisica, le avrebbe costrette a subire atti sessuali nella propria abitazione. In un’altra occasione, si leggeva nella richiesta di custodia cautelare avanzata a suo tempo a Bari, si sarebbe reso responsabile anche di uno stupro di gruppo. Questa contestazione, però, non è stata trasmessa a Milano e figura nel procedimento barese come violenza privata.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…morello-867742/

  • Toccamenti in chiesa, condannato a 2 anni prete salesiano

    Toccamenti in chiesa, condannato a 2 anni prete salesiano

    venerdì 13 maggio 2011 14:3:33

    FOGGIA – E’ stato condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione per violenza sessuale don Nicolangelo Rossi, il prete salesiano di 79 anni originario di Pesco Sannita (in provincia di Benevento). I fatti risalgono al 2006, quando quattro bambine raccontarono di essere state toccate nelle parti intime dal viceparroco della chiesa del Sacro Cuore Gesù di Foggia nel confessionale. Il giudice monocratico del tribunale di Foggia, Antonio Diella, ha accolto in parte le richieste del pm Vincenzo Bafundi che aveva chiesto una condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione, così come gli avvocati delle famiglie delle bambine Michele Vaira, Michele Sodrio e Sergio Cangelli. (Fg/02)

    www.ilgrecale.it/news/2011/toccamen…esiano-3796.asp

  • Molestie a bambine Chiesti 4 anni e 6 mesi di condanna per sacerdote

    Molestie a bambine Chiesti 4 anni e 6 mesi di condanna per sacerdote

    FOGGIA – La Procura chiede la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione di don Nicolangelo Rossi, 79 anni, originario di Pesco Sannita (in provincia di Benevento), l’ex vice parroco del «Sacro Cuore» accusato di atti sessuali su quattro bambine che sarebbero state molestate dall’anziano sacerdote, nell’estate 2006, mentre si confessavano nella chiesa al rione Candelaro.

    Il pm Vincenzo Maria Bafundi ha parlato per oltre un’ora ieri mattina nella lunga udienza celebratasi a porte chiuse davanti al gup Antonio Diella, in quanto la difesa ha optato per il processo abbreviato condizionato alla trascrizione di un colloquio registrato tra i genitori di una delle presunte vittime ed un altro sacerdote, all’insaputa di quest’ultimo. L’udienza, iniziata poco dopo le 9, è proseguita sino alle 13.30 con requisitoria del pm e arringhe degli avvocati di parte civile Michele Sodrio, Michele Vaira, Sergio Cangelli, Antonio Bove e Antonio Leonardo, che tutelano gli interessi delle 4 minorenni e dei loro genitori e che hanno chiesto la condanna del prete e risarcimento per circa oltre 500mila euro complessivi (degli interventi delle parti civili riferiamo a parte, ndr).

    L’udienza è stata rinviata a marzo per dar spazio alla difesa, con gli avv. Franco e Donatella Ventarola che solleciteranno l’assoluzione del sacerdote: come si può credere – sarà uno degli argomenti difensivi – che quattro ragazzine siano state molestate durante la confessione in una chiesa molto affollata in quell’estate del 2006 perchè la Parrocchia aveva organizzato i giochi estivi, e nessuno se ne sia reso conto? Don Rossi, che da tempo non vive più a Foggia, anche ieri non era presente in aula.

    Il sacerdote si dice innocente: per questa vicenda fu arrestato nel maggio 2007 dagli agenti della sezione reati contro la persona della squadra mobile, posto ai domiciliari dove rimase per quattro mesi quando il gip lo rimise in libertà. Il pm, considerata l’età e lo stato d’incensuratezza del sacerdote, ha chiesto al gup di concedere all’imputato le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante di aver abusato della suo funzione di ministro del culto e del fatto che le minorenni gli erano state affidate.

    Parlando per oltre un’ora il pm Bafundi, che coordinò le indagini della polizia e nell’aprile di un anno fa chiese il rinvio a giudizio del sacerdote, ha ripercorso le tappe dell’inchiesta e si è soffermato sul racconto delle quattro vittime, ribadito nel giugno 2007 nel corso dell’incidente probatorio svoltosi davanti a tutte le parti processuali interessate: in quella circostanza le minorenni ribadirono d’essere state toccate mentre si confessavano al «Sacro cuore» con don Nicolangelo. Dichiarazioni convergenti quelle delle vittime – ha ricordato il pm – e che escludono la possibilità che si siano accordate per calunniare il sacerdote, nei confronti del quale peraltro non avevano motivi di rancore. Bisogna credere alle bambine – ha detto il pm chiedendo la condanna del sacerdote – perchè i loro sono racconti spontanei, convergenti e riscontrati dalle indagini della squadra mobile. Quali riscontri? Le reazioni immediate delle ragazzine subito dopo essere state molestate nel confessionale, confermate da alcuni testi. E che le minorenni non abbiano inventato nulla, lo dimostra anche – nell’ottica accusatoria – la consulenza psicologica alla quale furono sottoposte durante le indagini preliminari proprio su ordine della Procura, con gli psicologi che hanno confermato l’attendibilità delle vittime.
    15 Febbraio 2011

    www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…1&IDCategoria=1

    Durissimo attacco delle parte civili: «Don Nicola non merita attenuanti»
    Ha parlato anche di «congiura del silenzio» l’avv. Michele Sodrio, legale di parte civile per una delle quattro bambine che sarebbero state molestate da don Nicolangelo Rossi, nel chiedere ieri mattina la condanna del sacerdote e un risarcimento di 250mila euro: 200mila euro per la bambina, 50mila per i genitori. A dire del legale altri sapevano nella chiesa del «Sacro cuore» dei comportamenti dell’imputato, prim’ancora che le denunce delle bambine e l’indagine di Procura e squadra mobile portasse all’arresto del sacerdote. Per l’avv. Sodrio, contrariamente a quanto sostenuto dal pm, don Nicolangelo Rossi non merita la concessione delle attenuanti generiche «perchè i fatti sono gravissimi: parliamo di bambine molestate da un sacerdote al quale erano state affidate per confessarsi».

    La parte civile concorda invece col pm nel rimarcare l’attendibilità delle vittime: dichiarazioni convergenti, spontanee, ribadite nell’incidente probatorio. Nel motivare la richiesta di danni così alta, l’avv. Sodrio ha parlato dei danni psicologici subiti dalla bambina tuttora turbata, tanto da avere difficoltà a dormire. L’avv. Michele Vaira, il legale della bambina la cui denuncia diede il via all’inchiesta giudiziaria, ha anticipato che l’eventuale risarcimento (non ha quantificato i danni) verrà devoluto in beneficenza, come annunciato sin dal primo momento dai genitori della bambina che per primi presentarono denuncia in Procura. In arringa l’avv. Vaira, per chiedere la condanna di don Nicolangelo Rossi, si è soffermato a lungo su quanto dichiarato da un altro sacerdote della parrocchia del «Sacro cuore».

    A pubblico ministero e difensori che lo interrogarono nel corso delle indagini, il testimone escluse di aver mai sentito voci imbarazzanti sul conto del vice parroco; ma quando parlò con i genitori della bambina molestata (registrarono il colloquio all’insaputa del prete, registrazione entrata negli atti processuali) il testimone – ha rimarcato l’avv. Vaira – disse bel altro, confermò di aver sentito voci su don Nicolangelo; d’aver informato i superiori; e che li avrebbe subito avvertiti di quella denuncia. Per l’avv. Vaira il sacerdote («è il nostro miglior teste d’accusa») diceva la verità quando parlava con i genitori della vittima: se così non fosse, perchè mai avrebbe dovuto confermare ai genitori della bambina che circolavano voci imbarazzanti sul collega?

    Il legale nei prossimi giorni depositerà anche una memoria difensiva per ribadire la richiesta di condanna del prete e chiedere che non gli vengano concesse le attenuanti generiche: «ha negato l’evidenza delle prove, non ha mai chiesto scusa, non merita attenuanti» dice l’avv. Vaira alla «Gazzetta». Sia Sodrio che Vaira ribadiscono che, in caso di condanna del sacerdote, avvieranno subito una causa civile contro l’Opera don Bosco dei salesiani di Roma e la parrocchia Sacro Cuore per chiedere loro il risarcimento danni, quali «datori» di lavoro del prete.
    15 Febbraio 2011

    www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…DNotizia=404419

    Le tappe. Dalla denuncia al processo
    9 agosto 2006 I genitori di una bambina presentano un esposto in Procura, denunciando che la figlia è stata molestata da un prete mentre la confessava nella chiesa del «Sacro Cuore».

    11 maggio 2007 Don Nicolangelo Rossi, ex vice parroco della chiesa foggiana, arrestato a Taranto dalla squadra mobile foggiana su ordinanza del gip che lo manda ai domiciliari per atti sessuali su minorenni in un istituto salesiano della Campania: il prete respinge le accuse.

    17 giugno 2007 Incidente probatorio in Tribunale per interrogare le 4 presunte vittime: confermano d’essere state toccate dall’indagato.

    24 settembre 2007 Il gip rimette in libertà don Nicolangelo Rossi, imponendogli l’obbligo di dimora a Vico Equense.

    Giugno 2008 Revocato anche l’obbligo di dimora.

    6 aprile 2010 Dopo quasi quattro anni di indagini e una consulenza psicologica per verificare l’attendibilità delle presunte vittime, il pm Vincenzo Maria Bafundi chiede il rinvio a giudizio di don Rossi per atti sessuali su 4 minorenni.

    19 maggio 2010 Inizia l’udienza preliminare davanti al gup Antonio Diella, subito rinviata. Si costituiscono parte civile contro il sacerdote le 4 bambine e i loro genitori.

    30 giugno 2010 La difesa di don Rossi annuncia che chiederà il processo abbreviato davanti allo stesso gup.

    21 luglio 2010 Le parti civili chiedono di poter citare nel giudizio in corso, ai solo fini della responsabilità civile, Opera don Bosco e parrocchia Sacro cuore quali «datori di lavoro» dell’imputato; la difesa si oppone.

    22 settembre 2010 Il gup accoglie la richiesta delle parti civili di citare salesiani e parrocchia.

    7 febbraio 2011 Opera don Bosco e Sacro Cuore estromesse dal processo su richiesta del loro legale: non poterono partecipare all’incidente probatorio quando si formò la prova. Per la parte civile è importante comunque la decisione del gip di poterle citarle in giudizio: preannunciano l’avvio di una causa civile contro Salesiani e sacro Cuore.

    14 febbario 2011 Il pm chiede 4 anni e 6 mesi per don Rossi; richiesta di condanna ribadita anche dai legali delle 4 bambine che sarebbero state molestate.
    15 Febbraio 2011

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…DNotizia=404420

  • TONACHE NELLA BUFERA – “Accuse tutte da provare”. La curia fa appello perché non si faccia scempio delle persone coinvolte nell’indagine

    TONACHE NELLA BUFERA – “Accuse tutte da provare”. La curia fa appello perché non si faccia scempio delle persone coinvolte nell’indagine

    Mercoledì 19 Gennaio 2011 01:29

    NARDO’ – Diciamo che il proverbio “la prudenza non è mai troppa” non si attaglia molto a PdM. Questa volta, però, bisogna andare con i piedi di piombo. Per prima cosa diciamo che, da quel che sappiamo al momento, stiamo parlando di una denuncia di parte, sicuramente da parte di un cittadino in condizione di subordinazione (un extracomunitario con, pare, problemi con i permessi di soggiorno) sulla quale c’è l’impalcatura delle indagini dei carabinieri che hanno individuato il sacerdote come artefice delle presunte molestie. In sostanza stiamo, più o meno, alla “parola mia contro la tua”. E nemmeno, visto che il sacerdote non ha presentato una controquerela così come non lo ha fatto la curia vescovile. Quindi, in teoria, sarebbe sbagliato anche solo dare la notizia circostanziata dell’accaduto. E’ ovvio che, trattandosi di un tema “caldo” e di un pastore di anime, c’è una certa elasticità dal punto di vista mediatico. Una flessibilità che, come molti avranno visto, ha spinto le telecamere delle tivù a raggiungere Nardò per intervistare i fedeli al di fuori dei portoni della chiesa di Nardò.

    I fedeli, infatti, erano impegnati nella celebrazione delle “Quarantore” quando, arrivata la tivù, si è preferito chiudere la chiesa e mandare tutti gli oranti a casa. Pare proprio su decisione del vescovo della diocesi. Dunque, ricapitoliamo: c’è solo una denuncia di parte; quasi sicuramente anche un’iscrizione nel registro degli indagati.
    Il processo, dunque, se ci sarà (e non è detto per nulla) è lontanissimo, così come una possibile condanna in primo grado. Nulla, praticamente, rispetto ad altre situazione (messe a paragone) che hanno portato i giudici a condannare, in primo grado, un sacerdote che aveva “sgarrato” con un minorenne.
    Il sentore è che si tratti di una bolla di sapone considerando, inoltre, che il denunciante è anche maggiorenne ma, mi ripeto, la questione è sulla scrivania di un magistrato noto per la sua serietà.
    Per cui la nostra prudenza appare, questa volta, ampiamente giustificata pur considerando le responsabilità e il ruolo che riveste un sacerdote nell’esercizio, costante, della sua opera pastorale.
    La verità vera è che, a volte, chi opera nel mondo dell’informazione pare essere addetto ai pulsanti del tritacarne e quasi incapace di attivare quelle risorse morali valide per fare fronte alle gustose fughe di notizie che giungono da ogni dove. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di ritagliare il tempo per ragionarci su ma non tutti hanno voglia di restare svegli fino alle tre di notte per farlo. Pazienza.
    Ora la nota della curia vescovile.

    Dichiarazione della Curia vescovile circa la notizia di un’indagine a carico di un sacerdote della Diocesi di Nardò-Gallipoli

    La notizia di un’indagine a carico di un sacerdote della Diocesi di Nardò-Gallipoli, apparsa sugli organi di stampa, addolora profondamente il Vescovo Mons. Domenico Caliandro e l’intera comunità ecclesiale. Mentre si esprime piena fiducia nell’opera della Magistratura, è viva speranza della Diocesi che i presunti fatti accaduti siano presto e pienamente chiariti. Allo stesso tempo la Curia Vescovile informa che è stato avviato un accertamento canonico, volto a individuare eventuali responsabilità, in piena sintonia con le disposizioni ecclesiastiche. Tali disposizioni hanno a cuore la tutela di chi è realmente vittima di abusi da parte di ministri della Chiesa cattolica, i quali hanno il dovere di una testimonianza incontrovertibile nei confronti dei fedeli.
    Non essendo mai pervenuta a questa Curia vescovile alcuna segnalazione o denuncia da parte di fedeli, circa eventuali comportamenti disdicevoli o immorali a carico del sacerdote indicato dagli organi di stampa, ci auguriamo che gli accertamenti della Magistratura possano dimostrare la totale estraneità del presbitero e riportare serenità nella comunità parrocchiale, che è stata gravemente turbata dalla presenza invasiva di telecamere e operatori della stampa.
    Data la delicatezza della materia e il grave tenore delle accuse, ancora tutte da provare, la Curia Vescovile fa appello a coloro che hanno responsabilità nelle comunicazioni sociali a tutelare la dignità delle persone coinvolte, specialmente di coloro che si trovano accusati di una colpa tanto grave, senza aver avuto ancora la possibilità di presentare le proprie difese nelle sedi opportune.
    Alla Chiesa di Nardò-Gallipoli, il Vescovo Mons. Caliandro chiede l’aiuto e il conforto della preghiera.

    http://www.portadimare.it/cronaca/2544-ton…e-nellindagine/

  • Parroco di Nardò accusato di violenza sessuale

    Parroco di Nardò accusato di violenza sessuale

    18 gennaio 2011 di Andrea Morrone

    La vittima, un ragazzo di 26 anni di nazionalità marocchina, avrebbe indicato proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore degli abusi

    C’é stupore e incredulità tra i fedeli e i cittadini di Nardò dopo le accuse di violenza sessuale rivolte a un parroco della diocesi neretina. I fatti, secondo quanto si è appreso, risarebbero allo scorso 15 ottobre, ma sarebbero emersi solo negli ultimi giorni.

    La vittima, un ragazzo di 26 anni di nazionalità marocchina, avrebbe sporto prima una denuncia contro ignoti, e poi avrebbe indicato proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore delle violenze. Saranno ora le indagini condotte dai carabinieri della locale stazione a far luce su una vicenda che ha suscitato scalpore.

    Era stato il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Domenico Caliandro, a sancire la nomina a parroco del prelato 36enne nello scorso giugno.

    Una nomina comunque già molto chiacchierata, dopo che il precedente parroco era stato trasferito, in qualità di missionario fidei donum, in una diocesi in Albania per un periodo di sei anni.

    Proprio la diocesi di Nardò-Gallipoli, infatti, una delle più importanti della Puglia con una popolazione di oltre 200mila abitanti, 70 parrocchie e 143 preti, era stato al centro di numerosi scandali, con ben quattro sacerdoti coinvolti in presunte storie di molestie e vicende a sfondo sessuale.

    Increduli i frequentatori della parrocchia alla periferia di Nardò, dove il nuova sacerdote è molto amato e seguito dai suoi fedeli. Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore della repubblica Stefania Mininni, che coordina le indagini per accertare eventuali responsabilità del sacerdote, che dovrà difendersi da questa pesante e infamante accusa.

    www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=14051

    Il Vescovo accoglie dal rev. sac. Giuseppe Alemanno la rinuncia all’ufficio di Parroco della Parrocchia San Gerardo Maiella in Nardò e lo affida in qualità di presbitero fidei donum alla Diocesi di Lezhe (Albania) per il periodo di sei anni.

    Il Vescovo nomina il rev. sac. Quintino De Lorenzis Parroco della Parrocchia San Gerardo Maiella in Nardò, ad novennium, sollevandolo al contempo dall’ufficio di Padre spirituale del Seminario diocesano.

  • MAROCCHINO DENUNCIA GIOVANE PRETE: “HA ABUSATO DI ME”

    MAROCCHINO DENUNCIA GIOVANE PRETE: “HA ABUSATO DI ME”

    [18/01/2011]

    La diocesi di Nardò ancora nella bufera. Uno scandalo a luci rosse ha infatti travolto un giovane parroco del distretto. L’indagine della Procura sulla scorta di una denuncia di un extracomunitario
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    NARDO’ – La diocesi di Nardò ancora nella bufera. Uno scandalo a luci rosse ha infatti travolto un giovane parroco del distretto neretino. Il suo nome, adesso, compare sul registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale, anche se l’inchiesta in un primo momento venne avviata contro ignoti. Una vicenda molto delicata e non ancora del tutto chiara, che è stata sottoposta all’attenzione del pubblico ministero Stefania Mininni.

    Secondo l’accusa, pare che il prelato, 34enne, abbia molestato un cittadino di nazionalità marocchina di 26 anni. L’episodio risale allo scorso 15 ottobre. L’inchiesta penale è partita in seguito alla denuncia della presunta vittima, che dopo qualche tempo presentò una formale querela nella caserma dei carabinieri di Nardò. Nella denuncia, il giovane ha raccontato di aver ricevuto carezze piuttosto invadenti da parte del prete.

    Pare che l’ecclesiastico lo stesse aiutando a cambiarsi i vestiti: è plausibile ritenere che il giovane usufruisse di qualche servizio di carità offerto dalla parrocchia. E proprio in questo frangente, le mani del prete sarebbero scivolate lì dove non dovevano. Almeno, questo è il racconto fatto dal giovane straniero. Sulla vicenda, vista la delicatezza della questione, vige il massimo riserbo. Toccherà infatti alle indagini capire se le accuse siano fondate oppure soltanto frutto di un equivoco.
    Linda Cappello

    www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=25091

    Ancora problemi per la diocesi di Nardò: una denuncia contro un giovane sacerdote

    NARDO’ – Ancora fango contro la diocesi di Nardò Gallipoli.

    Un giovane prete poco più che trentenne non di origine neritina ma appartenente alla diocesi è stato denunciato da un giovanissimo di origine africana, non minorenne. Il sacerdote compare sul registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale anche se l’inchiesta prende le mosse da una denuncia contro ignoti. Sono state le accurate indagini dei carabinieri, successivamente, a risalire all’identità del sacerdote. Si occupa della vicenda il pubblico ministero Stefania Mininni.
    Secondo l’accusa il 15 ottobre un giovane nordafricano residente a Nardò avrebbe ricevuto attenzioni un po’ morbose da parte del sacerdote mentre lo aiutava a cambiarsi d’abito. Staremo a vedere come finirà anche questa storia che, essendo proprio all’inizio, è suscettibile di ulteriori e anche radicali approfondimenti.

    www.portadimare.it/cronaca/2540-anc…ovane-sacerdote

     

  • Processo a prete pedofilo per molestie istituto dei salesiani chiamato in causa

    Processo a prete pedofilo per molestie istituto dei salesiani chiamato in causa

    La parrocchia del Sacro Cuore di Foggia e l’Istituto nazionale dei Salesiani di Roma saranno citati come responsabili civili nel processo che si sta svolgendo a Foggia e che vede imputato un prete accusato di abusi sessuali nei confronti di quattro ragazzine

    FOGGIA – La parrocchia del Sacro Cuore di Foggia e l’Istituto nazionale dei Salesiani di Roma saranno citati come responsabili civili nel processo che si sta svolgendo a Foggia e che vede imputato un prete accusato di abusi sessuali.

    Secondo l’accusa il sacerdote, un salesiano di 79 anni, nel 2006, quando era vice parroco al Sacro Cuore di Foggia avrebbe molestato 4 ragazzine che si confessavano con lui. Il sacerdote si è sempre dichiarato innocente ed estraneo ai fatti.

    Questa mattina il gip del tribunale di Foggia, Antonio Diella, ha autorizzato le parti civili a chiamare in causa come responsabili civili, per il risarcimento dei danni, la parrocchia foggiana e l’Istituto dei Salesiani di Roma, rappresentato dal rettore generale. Nei prossimi giorni i legali di parte civile citeranno in giudizio la parrocchia e l’Istituto Salesiano, i cui rappresentanti potrebbero essere in aula il 24 novembre, alla ripresa del processo.
    (22 settembre 2010)

    http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/09/22/news/molestie_a_ragazzine_da_prete_pedofilo_istituto_dei_salesiani_chiamato_in_causa-7321484/

  • Avrebbe molestato bambine, arrestato sacerdote

    Avrebbe molestato bambine, arrestato sacerdote

    FOGGIA, sabato 12 maggio 2007 – ORE 12.37
    Avrebbe molestato bambine, arrestato sacerdote

    Avrebbe molestato alcune bambine quando si andavano a confessare da lui. Un sacerdote della parrocchia Sacro Cuore, don Nicola Rossi, 75 anni, originario della provincia di Benevento, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. L’uomo si trova ora ai domiciliari in un istituto dei salesiani in Campania. L’arresto, disposto dal gip del Tribunale di Foggia Rita Curci, su richiesta del pm Vincenzo Bafundi, è stato eseguito ieri a Taranto dove il sacerdote si era trasferito da un po’ di tempo. I fatti risalirebbero al 2006. Le indagini sono partite dalla denuncia di alcune bambine che hanno raccontato di aver ricevuto attenzioni moleste dal sacerdote, durante il corso di catechismo per la prima comunione. Una bambina in particolare avrebbe raccontato in lacrime alla madre cosa sarebbe avvenuto nel confessionale. E’ scattata la denuncia, le indagini, poi altri casi, a lungo vagliati dagli inquirenti con il supporto di assistenti sociali. Una brutta storia. Don Nicola era molto conosciuto non solo in parrocchia ma anche nell’intera città. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo, soprattutto in parrocchia. Una parrocchia di frontiera conosciuta proprio per il suo servizio ai minori, tanti dei quali sottratti alla strada con l’opera dell’oratorio.

    Daniela Zazzara

  • ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    Molestie nel confessionale, slitta di un mese l’udienza al sacerdote
    Il gup deve anche pronunciarsi sull’istanza difensiva di citare l’Arcidiocesi

    E’ destinata a saltare l’udienza preliminare prevista per mercoledì 19 maggio al sacerdote don Nicolangelo Rossi, 79 anni originario di Benevento, accusato di aver molestato quattro ragazzine nel confessionale, mentre le confessava nell’estate del 2006 nella chiesa del «Sacro Cuore» al rione Candelaro. Il prete, che per questa vicenda fu anche arrestato dalla squadra mobile nel maggio del 2007 e posto ai domiciliari dove rimase quattro mesi, si dice innocente.

    Il gup che deve celebrare l’udienza preliminare Antonio Diella – è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta della Procura di rinviare a giudizio il prete per atti sessuali su 4minorenni e su quella di proscioglimento avanzata dalla difesa – sarà impegnato nei prossimi giorni in un corso a Roma del Consiglio superiore della magistratura, da qui la necessità di rinviare l’udienza. Se ne riparlerà a giugno, anche se la data non è stata ancora decisa.

    Nelle more dell’udienza preliminare, il gup dovrà anche decidere sull’istanza dell’avv. Mi – chele Sodrio , legale di parte civile per i genitori di una delle quattro presunte vittime del sacerdote. Il legale si costituirà in udienza contro don Nicolangelo Rossi, e su questo non ci sono problemi; ma ha anche chiesto al gip di essere autorizzato a citare in giudizio come responsabili ci vili, ai fini del risarcimento danni, sia l’Arcidiocesi di Foggia, sia l’istituto superiore dei Salesiani quali «datori di lavoro» dell’imputato.


    Gran parte delle notizie contenute in questo articolo non sarebbe stato possibile pubblicarle qualora fosse già entrato in vigore il cosiddetto «disegno di legge Alfano sulle intercettazioni» che nell’attuale versione proibisce la diffusione del contenuto, anche per riassunto, di qualunque atto giudiziario.

    http://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it….&view=ZW50aXR5