Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • La Chiesa vetero-cattolica nella bufera, sospeso un prete per presunti abusi

    La Chiesa vetero-cattolica nella bufera, sospeso un prete per presunti abusi

    Il caso risale agli anni ’70 ma l’allora adolescente, ha deciso di parlare solo oggi

    La chiesa vetero-cattolica nei Paesi Bassi ha sospeso un altro prete coinvolto in uno scandalo di abusi sui minori; questa volta si tratta di un religioso, che negli anni ’70 avrebbe abusato di un adolescente.

    All’inizio di questo mese la chiesa aveva sospeso un pastore arrestato in Cambogia e accusato di possedere materiale pedopornografico. I funzionari ecclesiastici, pur consapevoli delle sue tendenze sessuali, gli avevano permesso di continuare come prete a condizione venisse monitorato da vicino.

    Nel nuovo caso, un operatore sociale di Amsterdam di 58 anni ha raccontato al Volkskrant di aver subito abusi dal pastore mentre era sotto la sua protezione. Nonostante la denuncia contro l’uomo, il pastore non venne sospeso. Al contrario, gli venne vietato di entrare in contatto con bambini.

    Il vescovo Dirk-Jan Schoon ha annunciato che la chiesa riconosce di non aver fatto abbastanza; Schoon ha anche esortato altre vittime a farsi avanti. Il termine Chiesa vetero-cattolica risale agli anni ’50 quando fu utilizzato da gruppi in disaccordo con la chiesa cattolica romana.

    La Chiesa vetero-cattolica nella bufera, sospeso un prete per presunti abusi

  • FILM – Non Abusare //  il comandamento negato nella Chiesa di Francesco

    FILM – Non Abusare // il comandamento negato nella Chiesa di Francesco

    Per chi non l’ha visto ed è interessato al tema, nella pagina No abusarás potrà trovare non solo il documentario ma anche tutte le informazioni sulla pedofilia ecclesiastica in Argentina e il sistema di insabbiamento progettato dal Vaticano.

  • Prostituzione minorile, il parroco don Felice La Rosa a processo

    Prostituzione minorile, il parroco don Felice La Rosa a processo

    L’indagine risale allo scorso novembre. Il sacerdote avrebbe pagato una somma di denaro per le prestazioni sessuali di un 15enne

    Salta il filtro dell’udienza preliminare e va all’immediato don Felice La Rosa, 42 anni, ex parroco di Zungri, sospeso dal vescovo Luigi Renzo, dopo che questi, insieme ad altri due indagati, è stato accusato di prostituzione minorile. L’indagine della Squadra mobile, coordinata dalla Procura di Catanzaro, che ha consentito di svelare un giro di prostituzione minorile, risale a novembre 2016. Don La Rosa è stato arrestato dalla polizia assieme ad altre due persone, un cittadino bulgaro, M.I., e un pensionato, F.A, di Briatico. Secondo gli inquirenti, il bulgaro avrebbe offerto per denaro al pensionato e al sacerdote le prestazioni sessuali di un 15enne, anch’egli straniero.

    L’inchiesta. L’operazione, battezzata “Settimo Cerchio”, è scaturita da una serie di intercettazioni attuate nell’ambito delle indagini sull’omicidio del 45enne Francesco Fiorillo, con precedenti per reati connessi alla droga, avvenuto nel dicembre 2015 nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, i cui autori non sono stati identificati. Dalle conversazioni delle persone vicine alla vittima è incidentalmente affiorata la trattativa compromettente: il sacerdote e il pensionato avrebbero accettato di pagare 50 euro per le prestazioni sessuali del 15enne. La somma sarebbe quindi stata ripartita tra il minore e il bulgaro, nella misura di 20 euro per il ragazzo e 30 per l’intermediario. E l’indagine va comunque avanti perché altri minori sarebbero rimasti avvolti in una sordida trama sviluppatasi fra Briatico, Vibo Valentia e Mileto.

    http://www.zoom24.it/2017/04/21/prostituzione-il-parroco-don-felice-la-rosa-a-processo-47513/

  • PIETRAMELARA – Abusi sessuali in chiesa, Don Pasqualino fa il “pentito” e attacca i carabinieri

    PIETRAMELARA – Abusi sessuali in chiesa, Don Pasqualino fa il “pentito” e attacca i carabinieri

    PIETRAMELARA – Abusi sessuali in chiesa, Don Pasqualino fa il “pentito” e attacca i carabinieri: Pietro è innocente. Eppure pochi mesi prima – in documenti ufficiali – affermava il contrario.  Lo scandalo degli abusi sessuali fra chierichetti nella sagrestia della chiesa di San Rocco si amplifica con nuovi dettagli. Il protagonista, questa volta è il parroco del paese, Don Pasqualino De Robbio, pietramelarese doc, per lunghi anni pastore delle anime di Vairano Patenora e vice vescovo della diocesi di Teano Calvi. Leggendo gli atti del procedimento e ascoltando le parole del parroco, quelle pronunciate davanti a numerosi fedeli durante la messa della domenica delle palme, sembra quasi che il parroco stia “giocando” a fare il “pentito” sconfessando ciò che lui stesso aveva detto pochi mesi prima.
    Infatti, durante la messa per la ricorrenza delle Palme, Don Pasqualino avrebbe difeso – con forza – il suo chierichetto anziano, Pietro Argenziano. Una difesa sentita, fino a spingersi ad attaccare le forze dell’ordine che hanno condotto le indagini: i carabinieri sbagliano, le accuse contro Pietro sono tutte false, tutte bugie.
    Questo, in estrema sintesi, il concetto espresso dal parroco. Lo stesso prete che pochi mesi prima, sentito sulla vicenda dai carabinieri, aveva sostenuto esattamente il contrario. Aveva dichiarato (in sintesi)  che era stato costretto ad allontanare Pietro dalla Catechesi dopo aver saputo le “lamentele” di alcuni ragazzi che accusavo il 35enne di averli molestati. Ma Don Pasqualino sarebbe andato oltre sottoscrivendo – durante l’interrogatorio come persona informata sui fatti –  che anche altri ragazzini si erano allontanati dalla chiesa, probabilmente perché infastiditi dalla presenza di Pietro. A questo punto i fedeli e i cittadini di Pietramelara si domandano le ragioni che hanno spinto il parroco a cambiare idea. Quando, Don Pasqualino ha mentito? Durante l’interrogatorio? Oppure durante la messa quando ha difeso l’indagato? Come stanno realmente le cose?

    PIETRAMELARA – Abusi sessuali in chiesa, Don Pasqualino fa il “pentito” e attacca i carabinieri

  • Giallo al Provolo: «Rubati documenti»

    Giallo al Provolo: «Rubati documenti»

    Abusi sui sordomuti al Provolo: l’inchiesta sulle violenze che 67 ex alunni della sede veronese denunciano di aver subìto per anni da alcuni dei religiosi che operavano nella struttura, adesso si tinge di giallo. La settimana scorsa, infatti, i responsabili dell’Istituto per sordomuti di Verona hanno depositato all’ex Mastino una querela per furto. E intanto su Facebook compare una misteriosa rivendicazione con tanto di video (vedi foto) del furto.

    La settimana scorsa, infatti, i responsabili dell’Istituto per sordomuti di Verona hanno depositato all’ex Mastino una querela per furto. Alla magistratura scaligera, con tale denuncia, si chiede di indagare sui responsabili di una misteriosa «sparizione» dall’interno della sede di documenti inerenti proprio la vicenda degli abusi.

    A questo punto la procura scaligera, che da gennaio ha riaperto l’inchiesta sulle presunte violenze sulla scorta degli esposti presentati dall’associazione Rete L’Abuso, ha immediatamente deciso di intervenire ordinando l’acquisizione di documenti utili alle indagini e l’audizione di persone informate sui fatti.

    Tra le carte che sarebbero state «rubate» dalla sede del Provolo, potrebbe esserci anche l’originale della pagella che un ex alunno, Gianni Bisoli di Sirmione,denuncia che sarebbe stata falsificata modificandone le date. Non è finita qui: agli atti della magistratura di Verona, infatti, è finita anche l’inquietante rivendicazione del furto messo a segno al Provolo postata (dove ha catalizzato già centinaia di visualizzazioni) da tale Leonardo L. su Facebook con tanto di foto e video con le scene della sua incursione in «diretta». Tutto materiale che, in queste ore,viene passato con attenzione al vaglio dagli inquirenti.

    All’inizio di questa settimana, per la precisione lunedì, inoltre, sia Bisoli che Francesco Zanardi, presidente di Rete L’Abuso, si sono recati insieme alla sede dell’Istituto Provolo per ritirare l’originale di quella presunta pagella contraffatta: «Erano le 16 quando ci siamo presentati agli uffici di Stradone Provolo, dove abbiamo suonato il campanello raccontano -. Qualcuno viene alla porta, osserva dallo spioncino e vedendo noi, richiude senza neppure domandare cosa vogliamo. Questo accade per due volte di seguito, inutili i nostri tentativi per poter parlare con qualcuno dell’Istituto e dopo 15 minuti di attesa ci siamo trovati costretti a chiedere l’intervento dei carabinieri».

    A quel punto, prosegue la loro esposizione su quanto avvenuto lunedì al Provolo, «giungendo sul posto e presentandosi all’entrata dell’Istituto, ai carabinieri è immediatamente stato aperto e un sacerdote ci ha garantito che l’intera documentazione richiesta da Bisoli gli sarà consegnata previa sua richiesta scritta. Così l’indomani, martedì, la richiesta scritta viene prontamente inviata al Provolo e ora siamo appunto in attesa che ci consegnino le carte che stiamo aspettando e che da anni non riusciamo a visionare nonostante sia nostro diritto poterlo fare». E se quella tanto sospirata pagella fosse stata rubata nel corso del furto appena denunciato dai responsabili del Provolo?

    «In effetti due giorni fa, mercoledì, abbiamo appreso che l’Istituto per Sordomuti Provolo, in seguito al ricevimento della raccomandata inviata da Bisoli, ha denunciato di avere subito un furto – conferma Zanardi – Intuiamo che possa mancare della documentazione, se così fosse, saremmo curiosi di conoscere se a mancare sia proprio la documentazione richiesta dall’ex alunno».

    Un giallo nel giallo.

    https://www.pressreader.com/search?query=abusi%20al%20provolo&languages=it&hideSimilar=0

  • PUNITO A SEGUITO DELLE DENUNCE SU QUANTO AVVIENE ALL’INTERNO DELLA CHIESA

    PUNITO A SEGUITO DELLE DENUNCE SU QUANTO AVVIENE ALL’INTERNO DELLA CHIESA

    Don Andrea Giordano ritorna a fare il sacerdote

    Per quanto ne sappiamo è stato l’unico sacerdote sospeso dalla Curia diocesana in tempi recenti. Ora però, dopo aver scontato la punizione inflittagli dal vescovo la scorsa estate, è ritornato a pieno titolo a essere un componente della chiesa biellese. Il soggetto è don Andrea Giordano, molto conosciuto in città per aver preso i voti ormai non più giovanissimo, dopo una normale esistenza caratterizzata da un’attività da libero professionista – che tuttora conduce – ma soprattutto da una famiglia allietata dalla presenza di prole.
    Non sappiamo come don Andrea Giordano abbia trascorso spiritualmente questo lungo periodo ma certamente non ha smesso di alimentare il suo blog dal quale aveva lanciato alla gerarchia quelle accuse che gli erano costate la sospensione stessa. Com’è altrettanto noto infatti, da anni il sacerdote ha aperto uno spazio virtuale con un nome che è tutto un programma (“chiesacontrocorrente”) attraverso il quale in numerose occasioni ha tuonato contro la gerarchia ecclesiastica locale.
    Tanto per fare qualche esempio, fu proprio lui a coniare il termine “la piazza del faraone” (non è difficile indovinare chi sia il “faraone”) a proposito del rifacimento di piazza Duomo ritenendo che i soldi necessari per l’intervento – una cifra superiore al milione di euro – sarebbero stati spesi meglio in opere per combattere povertà e situazioni di disagio.
    Lasciato praticamente solo anche dalla maggioranza dei confratelli, nel corso del sacerdozio è rimasto pure senza parrocchia, improvvisamente toltagli. Dunque sempre più isolato ma non per questo meno battagliero e desideroso di andare avanti per la strada intrapresa.
    Il sacerdote è diventato oggetto di cronaca con la sua pubblica denuncia dell’esistenza di un confratello condannato per reati di pedofilia mentre si trovava in missione in un Paese dell’America Latina. La notizia, scritta sul blog, fu immediatamente ripresa dagli organi di informazione con tutte le successive forti polemiche.
    La sospensione gli fu notificata ad agosto e lui ovviamente ne diede immediata notizia: «E’ ufficiale e provato – scrisse in quella occasione don Giordano – nella diocesi di Biella, il vescovo Gabriele Mana ha accolto, protetto e nascosto un prete pedofilo condannato dalla giustizia brasiliana, gli ha affidato un incarico in diocesi ma non lo ha sanzionato o sospeso mentre sospende un prete solo reo di raccontare il marcio del sistema».

    http://www.laprovinciadibiella.it/pages/don-andrea-giordano-ritornafaresacerdote-22359.html

  • Catechista accusato di abusi su minori, si cercano altre vittime

    Catechista accusato di abusi su minori, si cercano altre vittime

    La Procura di Palermo ipotizza che Benedetto Salemi, arrestato il mese scorso a Termini per presunte violenze sessuali su una ragazzina di 11 anni, possa aver violentato altri adolescenti.

    Conosceva tanti ragazzini, non solo perché a Termini Imerese per diversi anni è stato catechista alla chiesa Madre, ma anche perché, sempre lì, è contitolare di una cartolibreria, molto frequentata dai più giovani. E’ per questo che la Procura di Palermo ipotizza che Benedetto Salemi, 44 anni, arrestato lo scorso 3 febbraio per presunti abusi su una ragazzina di 11 anni, possa aver violentato altri adolescenti. Le indagini del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Federica La Chioma si stanno muovendo adesso proprio in questa direzione.

    Salemi avrebbe conosciuto la presunta vittima proprio perché frequentava la sua cartolibreria. Le avrebbe proposto di darle ripetizioni scolastiche gratuite per aiutarla negli studi. Lei e la sua famiglia avrebbero accettato e così la ragazzina sarebbe andata più volte a casa dell’indagato. L’estate scorsa, però – secondo la ricostruzione dell’accusa – l’uomo avrebbe costretto la giovane a spogliarsi, l’avrebbe toccata e l’avrebbe anche ripresa con il cellulare. Un’ipotesi che Salemi, durante l’interrogatorio di garanzia, ha respinto: ha ammesso di conoscere la ragazza, di averle dato lezioni, ma ha negato fermamente di aver abusato di lei.

    Salemi ha precedenti specifici: è già stato condannato nel 2003 dal tribunale di Termini per detenzione di materiale pedopornografico e nel 2007 dai giudici di Siracusa per lo stesso reato. Inoltre è attualmente sotto processo, sempre a Termini, anche per presunti abusi sessuali a danno di alcuni ragazzini. L’inchiesta più recente era nata dopo che Salemi era stato fermato dalla polizia mentre era sul suo scooter senza casco assieme alla ragazza: visti i suoi precedenti, i poliziotti si erano insospettiti. All’uomo era stato sequestrato il cellulare, sul quale sarebbe stato ritrovato materiale pedopornografico, e la ragazzina era stata sentita dagli investigatori. Non senza difficoltà avrebbe raccontato dei presunti abusi subiti. Avrebbe anche spiegato che per lei Salemi sarebbe stato “un’opportunità”, la possibilità cioè di studiare e magari di assicurarsi un futuro migliore in una realtà come quella di Termini.

    Salemi è anche accusato di adescamento di minori: secondo i pm, infatti, sarebbe stato molto abile non solo con la ragazzina, ma anche con la sua famiglia, in particolare dando saltuariamente un aiuto economico alla madre della presunta vittima. Adesso gli inquirenti indagano per scoprire se oltre alla giovane, l’indagato possa aver abusato di altri ragazzini.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/pedofilia-arrestato-catechista-benedetto-salemi-termini-imerese-indagini.html

     

  • Le Iene puntata di ieri 5 marzo: video inchiesta su abusi e pedofilia nella chiesa

    Le Iene puntata di ieri 5 marzo: video inchiesta su abusi e pedofilia nella chiesa

    Le Iene puntata del 5 marzo 2017: video inchiesta sugli abusi sessuali nella chiesa. La commissione del Papa sta davvero combattendo la pedofilia?

    Ieri, 5 marzo, è andata in onda una nuova puntata de Le Iene, il programma di Italia Uno che si occupa di inchieste e approfondimento dell’attualità con reportage sulla situazione italiana e internazionale. Tra i tanti servizi proposti ne è emerso uno in particolare che farà sicuramente scalpore e tratta di un argomento molto dibattuto, quello sugli abusi sessuali e pedofilia nella chiesa.  

    L’inchiesta

    Il servizio de Le Iene sulla pedofilia nella Chiesa è stato curato da Pablo Trincia, il quale ha parlato del ruolo del Vaticano e della sua volontà nel voler davvero combattere la pedofilia. Secondo l’indagine de Le Iene, la commissione del Papa non si sarebbe finora occupata come dovrebbe per combattere questa piaga sociale. In particolare, l’inviato del programma ha intervistato alcune persone che anni fa, quando erano bambini, avrebbero subito abusi, tra cui una donna irlandese che  avrebbe subito molestie da parte di alcuni sacerdoti.

    Pablo Trincia, recatosi a chiedere spiegazioni a chi di dovere, non avrebbe ricevuto le risposte sperate. A distanza di 4 anni dall’inizio del pontificato di Papa Francesco, la lotta contro la pedofilia nella Chiesa mostrerebbe dunque alcuni punti oscuri, come mostrato nell’inchiesta svolta da Le Iene. Basti pensare che alcuni cardinali promossi al C9 avrebbero insabbiato e protetto alcuni sacerdoti pedofili. Per vedere il video integrale del servizio de le Iene potete collegarvi al sito ufficiale del programma.

  • Re-intitolare il viale Luigi Cadorna a chi?

    Re-intitolare il viale Luigi Cadorna a chi?

    Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato di Raffaella Mauceri e le sue osservazioni sulla re-intitolazione di Viale Luigi Cadorna in Viale papa Wojtyla.

    A proposito del viale Luigi Cadorna, apprendo dall’articolo a firma di Salvatore Maiorca pubblicato su Libertà del 26 febbraio, che la circoscrizione di S. Lucia ha inoltrato una petizione al Comune di Siracusa per cambiare la denominazione del viale.

    Condivido pienamente l’iniziativa perché è inaudito che nella nostra città si onori la memoria di un criminale come Luigi Cadorna. Non posso umanamente condividere, invece, la proposta della citata Circoscrizione sul personaggio cui re-intitolare il viale in questione: papa Wojtyla. E mi spiego.

    Mai prima d’ora, la chiesa cattolica ha sollevato l’indignazione di milioni di italiani stante che a loro volta hanno sollevato il pesante velario dietro il quale sono stati accuratamente nascosti non soltanto gli orrendi crimini commessi nel corso della sua storia bimillenaria, ma anche e soprattutto la dilagante pedofilia clericale portata in superficie da quella (piccola) parte dei media coraggiosa cui sta a cuore la verità. Una verità tanto spaventosa quanto scabrosa e infinitamente scandalosa: migliaia e migliaia di bambine e bambini “uccisi” nel corpo e nell’anima, marchiati a fuoco dagli abusi sessuali e mai guariti da un male troppo grande, troppo profondo e assolutamente inguaribile se non, a volte, con il suicidio.

    Ormai tutti lo sanno. Tutti lo sappiamo e non possiamo far finta di nulla senza renderci complici di questi orrendi reati che nemmeno Gesù Cristo perdonava: “Chi di voi tocca uno di questi fanciulli – diceva – meglio sarà per lui che si metta una pietra al collo e si butti in mare”.

    Tutti i papi invece hanno coperto e protetto i pedofili per non dire di quelli che lo sono stati essi stessi. Addirittura ad alcuni hanno fatto fare carriera. Come ha fatto Bergoglio con tre dei 12 ultimi ordinati cardinali, tutti e tre celebri pedofili e protettori di pedofili.

    Ne deriva che mai prima d’ora, nella storia, la chiesa cattolica è stata sotto il fuoco incrociato delle vittime che non sono più disposte a subire in silenzio, della stampa che sbatte i pedofili in prima pagina, dei tribunali che li processano, degli specialisti che smentiscono il presunto disturbo mentale, e perfino di una parte della stessa chiesa che, tramite i suoi studiosi/teologi/filosofi, prende le distanze dalla morbida e generica definizione di “atti impuri” riferita al gravissimo reato della pedofilia, e tutti insieme inchiodano il Vaticano alle sue responsabilità.

    Insomma, il momento storico non è dei migliori per intitolare una via ad un papa. Al contrario, provocherebbe una vibrata protesta stante che Wojtyla non ha fatto accezione alla regola adottata da tutti gli altri papi: proteggere i mostruosi pedofili con la tonaca che spietatamente e vigliaccamente hanno abusato tante, troppe vittime piccole e indifese. E continuano. A loro, piuttosto, a questi bambini andrebbe intitolata la via ex-cadorna: Viale dei bambini vittime di pedofilia.

    “La pedofilia – scrive Federico Tulli, giornalista autore di “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” – non è un vizio, la pedofilia non è un atto di lussuria, la pedofilia non è un peccato e tanto meno un delitto contro la morale o un’offesa alla castità come dice il Catechismo. La pedofilia è un crimine violentissimo contro persone inermi”.

    Raffaella Mauceri

  • Ponticelli, prete pedofilo. La vittima: «altri bambini abusati, ma c’è omertà dalla Curia»

    Ponticelli, prete pedofilo. La vittima: «altri bambini abusati, ma c’è omertà dalla Curia»

    Capelli neri, occhi scuri e corporatura massiccia. «Ho messo su più di 10 chili da quando è venuta fuori questa storia. Non ne posso più. Sono distrutto». Quando arriva, a bordo di una Punto, mostra tutti i segni del suo stato d’animo Diego. Il nome è di fantasia. Anche se da largo Donnaregina qualcuno ha ben pensato, circa due settimane fa, di rendere nota la vera identità di Diego. «Attraverso i legali della Rete L’Abuso guidata da Francesco Zanardi – spiega – abbiamo già denunciato la Curia. Per me è stata un’ennesima sofferenza». Diego oggi ha 41 anni, è padre di tre figli ed è nonno. Quando arriva in via Fratelli Grimm, parcheggia l’auto davanti alla pasticceria La Rocca e in pochi attimi si rinnova tutto il suo dolore nel ripercorrere le macabre tappe di quella terribile vicenda. «Ecco, vedi – indica – lui abitava lì, dove ora ci sono quei teloni alle finestre. Viveva con la mamma e con una sorella che poi morì. Ma ormai non c’è più nessuno». Lo sguardo dell’ex bambino di 12 anni diventa scuro quando ritorna al passato. Un passato con cui deve fare i conti tutti i giorni. «Sono appena tornato dalla visita con lo psicologo – spiega – ma ogni volta ne esco devastato. E’ terribile e ricordare ogni volta è come tornare indietro nel tempo e rivivere tutto». Nel 2010, quando è partita la denuncia contro il presunto prete pedofilo, don S. M., ex docente di religione alla scuola media Borsi 2 di Ponticelli, Diego ha rivisto dopo tanti anni il suo aguzzino. «Ebbi il coraggio di affrontarlo – dice – e registrai un video che poi ho dato il consenso a mandare in onda a “Chi l’ha visto?” su Rai 3. Quando gli dissi che stavo male per colpa sua e di ciò che mi aveva fatto lui mi parlò del diavolo e mi disse di non buttare via i miei soldi andando dai medici. Non ha mai negato. Mi sarei aspettato che, di fronte alla mia rivelazione, saltasse dalla sedia. Invece rimase impassibile». Trema mentre parla Diego. E soffre al pensiero che anche altri bambini siano stati abusati da quel prete con gli occhiali, «ma non denunciano per paura, come un mio coetaneo che un giorno mi toccò nelle parti intime e io capii che aveva subito anche lui le molestie. Ma c’è omertà soprattutto da parte della Curia, che sa e resta in silenzio». E il pensiero di Diego corre inevitabilmente a quel sacerdote che, secondo le ultime segnalazioni giunte alla Rete L’Abuso, si sarebbe ritirato a vita privata in un convento vicino Perugia.

    GIULIANA COVELLA

    http://www.metropolisweb.it/news/ponticelli-prete-pedofilo-la-vittima-altri-bambini-abusati-ma-c-omert-dalla-curia/26087.html