Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: pubblico ministero

  • Brindisi; Nuova condanna per don Francesco Legrottaglie. Già condannato per abusi su 2 ragazzine, fu spedito missionario in Congo.

    Brindisi; Nuova condanna per don Francesco Legrottaglie. Già condannato per abusi su 2 ragazzine, fu spedito missionario in Congo.

    BRINDISI – È stato condannato a una pena di quattro anni di reclusione, al termine di un processo con rito abbreviato, il prete 67enne di Ostuni (Brindisi), imputato per possesso di materiale pedopornografico.

    A emettere la sentenza il giudice per le udienze preliminari di Lecce che ha condiviso le richieste del pubblico ministero. Secondo quanto accertato dalla polizia postale di Brindisi, nel computer del sacerdote c’erano 2’500 file illegali. Furono trovati e sequestrati dalla polizia nel corso di una perquisizione compiuta a novembre in casa del religioso, che fu arrestato in flagranza e posto ai domiciliari (dove si trova tuttora).

    Il prete era già stato condannato in via definitiva agli inizi degli anni 2000 per una vicenda del 1991, un episodio qualificato come “atti di libidine violenta” ai danni di due ragazzine per cui gli fu comminata una pena (sospesa) di un anno e dieci mesi. Nel 2010 era stato designato cappellano dell’ospedale Perrino di Brindisi. L’uomo è inoltre stato condannato all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, all’interdizione in perpetuo da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, di ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate da minori.

    http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/154917/brindisi-prete-condannato-a-quattro-anni-per-pedopornografia

     

  • Immagini pedopornografiche in cartelle con nomi dei Santi, chiesta condanna a 4 anni per un prete

    Immagini pedopornografiche in cartelle con nomi dei Santi, chiesta condanna a 4 anni per un prete

    È stato trovato lo scorso anno in possesso di circa 3mila immagini e video dal contenuto pedopornografico e la Procura di Lecce ha chiesto la condanna a 4 anni per un prete di Ostuni. Il pubblico ministero, Paola Guglielmi ha invocato la richiesta di colpevolezza nei confronti di Francesco Legrottaglie, 67 anni, nel processo in abbreviato innanzi al gup Simona Panzera.

    L’uomo risponde di detenzione di materiale pedopornografico “aggravato” dall’ingente quantità. L’udienza è stata aggiornata al 9 maggio quando verrà emessa la sentenza, dopo eventuali repliche del pm. Oggi, infatti, ha discusso anche il difensore di Legrottaglie, l’avvocato Domenico Tanzarella.

    Nel corso di una perquisizione presso l’abitazione del sacerdote, avvenuta il 25 novembre scorso, gli investigatori hanno sequestrato svariati file pedopornografici. L’arresto è stato eseguito, in flagranza di reato, dagli agenti della polizia postale di Brindisi, una volta informato il pm di turno della procura di Brindisi Milto Stefano De Nozza.

    Vennero trovati numerose foto e video che ritraevano minori completamente nudi o immortalati in atti sessuali espliciti. I file sono stati rintracciati all’interno di tre hard disk del suo computer e nella scheda di una telecamera. Alcuni di questi file, sono stati scoperti, nonostante fossero stati occultati all’interno di cartelle con nomi di santi.

    Secondo l’accusa, il prete si sarebbe posto in contatto “virtuale” con numerosi ragazzini e “puntando” di nascosto la webcam, sarebbe riuscito a registrare video chat attive senza farsi riconoscere.

    Francesco Legrottaglie, fu già condannato nel 1992, quando era cappellano militare a Bari, per atti di libidine violenta su due ragazzine. Dopo essere stato cappellano nell’ospedale Perrino di Brindisi e missionario in Congo, negli ultimi tempi era stato assegnato ad una parrocchia di Ostuni.

    http://www.leccenews24.it/cronaca/immagini-pedopornografiche-nascoste-in-cartelle-con-nomi-dei-santi-chiesta-condanna-a-4-anni-per-un-prete.htm

  • Violenza sessuale su minori, Il pm: “processate don Pascal Manca”

    Violenza sessuale su minori, Il pm: “processate don Pascal Manca”

     Chiusa l’inchiesta, adesso don Pascal Manca rischia il processo: il pubblico ministero Liliana Ledda ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex parroco di Villamar e Mandas finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale su minori e attualmente ai domiciliari nel convento dei Cappuccini di Pula, in località Is Molas. Si attende ora che venga fissata la data dell’udienza preliminare.

    Nel frattempo, non è cambiato il capo d’imputazione nonostante dagli accertamenti sui telefoni del prete è emerso che avrebbe inviato immagini pornografiche anche sul cellulare di altri due minorenni della zona di Terralba.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/04/30/violenza_sessuale_su_minori_il_pm_processate_don_pascal_manca-68-492932.html

  • ABUSI: Chiederanno in appello gli arresti domiciliari in‬ Calchaquí per il prete Monzón

    ABUSI: Chiederanno in appello gli arresti domiciliari in‬ Calchaquí per il prete Monzón

    Il titolare del Ministero Pubblico dell’Accusa, Dr. Julio de Olazabal è andato a Reconquista ed ha concesso una conferenza stampa.  Sul caso del prete Néstor Monzón, il Pubblico Ministero Regionale Eladio García ha annunciato che appellerá la decisione del Giudice Berzano di mantenere la detenzione preventiva nella Casa Parrocchiale di Calchaquí, a causa della vicinanza alla cittá di Reconquista. Sul secondo minore del quale ci sono indizi che anch’egli ha sofferto abusi insieme alla sua cuginetta, entrambi di 3 anni, il pubblico ministero Rubén Martínez ha chiarito che anche se il prete non ha insistito sull’azione penale, ma ha ripetuto che, al non farlo, lo fará il Pubblico Ministero dell’ Accusa perchè è a conoscenza dei fatti.

    Il Pubblico Ministero De Olazabal arriva al nord santafesino

    Il capo di tutti i pubblici ministeri della provincia arriva alla cittá di Reconquista per seguire da vicino i casi che hanno messo la cittá sulla prima pagina nazionale.

    Tre casi di abusi sessuali seguiti hanno posto la cittá di Reconquista al centro dell’attenzione di tutto il paese, principalmente per il caso del sacerdote Néstor Monzón.

    Il capo dei pubblici ministeri arriverá a Reconquista nella mattinata e poi, a mezzogiorno si terrá una conferenza stampa dove risponderà ai dubbi dei giornalisti sulle indagini.

    Vale la pena menzionare che nelle ultime ore vari funzionari ed istituzioni sono state convocate dal Ministro del Governo Pablo Farías per essere messo al corrente di tutti i fatti denunciati ma, principalmente, per cercare alternative di lavoro che aiutino ad abbassare le cifre che, secondo alcune istituzioni, sono al di sopra della media nazionale.

    Fonte: Reconquista .com.ar

  • Don Pascal, chiusa l’inchiesta: “Sedava le vittime per costringerle a subire atti sessuali”

    Don Pascal, chiusa l’inchiesta: “Sedava le vittime per costringerle a subire atti sessuali”

    Dopo aver messo le vittime «in condizioni di incapacità» dandogli da bere «bevande mescolate con farmaci» dagli «effetti sedativi-ipnotici», «le costringeva a subire atti sessuali». Le accuse contro don Pascal Manca hanno adesso contorni ben definiti, e da qualche giorno sono tutte racchiuse in un capo d’imputazione.

    Il pubblico ministero Liliana Ledda ha chiuso l’inchiesta sull’ex parroco di Mandas e Villamar finito in carcere per violenza sessuale e attualmente ai domiciliari in un convento dei frati Cappuccini a Pula, in località Is Molas.Quattro gli episodi contestati.

    Il religioso è accusato anche di aver mandato sms e video porno a due minori.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/04/14/don_pascal_chiusa_l_inchiesta_sedava_le_vittime_per_costringerle-68-487844.html

  • Filmini hard tra minori: indagato un prete per il possesso di un video

    Filmini hard tra minori: indagato un prete per il possesso di un video

    LECCE – Spunta il nome di un prete nell’inchiesta sui video hard girati e condivisi da alcuni minorenni. Il pubblico ministero Maria Vallefuoco ha iscritto il sacerdote nel registro degli indagati sulla scorta delle indagini condotte dalla Procura dei Minori. L’accusa è di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Gli accertamenti sono in corso per accertare con esattezza il ruolo ricoperto dal prete. L’indagine si è però allargata e ha investito un rappresentante della chiesa. Il prete non è l’unico adulto coinvolto nell’inchiesta. Ci sarebbe anche un altro nome. E altri potrebbero aggiungersi a breve.

    L’inchiesta sui filmini hard riserva così inediti risvolti. Nei giorni scorsi il procuratore capo Maria Cristina Rizzo e il pubblico ministero Anna Carbonara hanno inviato un’informativa alla Procura ordinaria dopo una serie di indagini lunghe e articolate. Nel filone parallelo (affidato alla procura dei Minori) compaio otto nomi (molti residenti a Trepuzzi) nel registro degli indagati. Hanno condiviso e fatto girare i filmati in cui compare un’amica di soli 16 anni residente a Lecce in scene di sesso. I ragazzini sono stati ascoltati dagli inquirenti. Quasi tutti hanno confessato i rapporti con l’ “amichetta”. Solo un minore si è avvalso della facoltà di non rispondere.

    In questo intricato mosaico mancano ancora diversi tasselli. Chi ha inserito il video hard su un noto sito porno? I sospetti ricadono su una persona maggiorenne. Lo scandalo hard è venuto a galla dopo un servizio televisivo andato in onda su un’emittente locale. E’ stato così scoperto un vero e proprio giro di video hot finiti sugli smarthpone tramite WhatsApp che riprendevano ragazzini mentre facevano sesso con una loro coetanea. Poche settimane fa, la giovane è stata ascoltata dagli inquirenti. Ha confessato di aver girato i video e di averlo fatto “perché attraversava un periodo difficile”.

    Nel prosieguo dell’indagine sono stati ascoltati anche 19 testimoni “come persone informate dei fatti”. L’inchiesta della Procura ha scoperto un vero e proprio giro di video a luci rosse tra minori, transitato – stando agli ultimi sviluppi investigativi – anche nelle mani di un sacerdote.

    Francesco Oliva 

     http://www.corrieresalentino.it/2016/04/filmini-hard-tra-minori-indagato-un-prete-per-il-possesso-di-un-video/

     

  • “Violentato dai preti dell’orfanotrofio”. La difesa del pr arrestato per pedofilia

    “Violentato dai preti dell’orfanotrofio”. La difesa del pr arrestato per pedofilia

    Chiesto il giudizio immediato per Claudio Nucci

    “Quello di cui è accusato Claudio Nucci lo ha subito da bambino”. E’ Gianluca De Bonis, legale del pr della Roma Bene arrestato con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e di detenzione di materiale pedopornografico, ha lanciare l’accusa dai microfoni di Radio Cusano. “Ha subito violenze. Da bambino è stato ricoverato per aver subito violenze carnali dai preti dai quali si trovava, perché era figlio di ignoti. Aveva subito delle violenze carnali dai preti che lo ospitavano. Questo è documentabile ed è agli atti della struttura sanitaria che lo ha accolto e che ad oggi non posso ancora rivelare”.

    Il pubblico ministero, sulla base degli elementi raccolti, ha chiesto il giudizio immediato per Claudio Nucci: 56anni, organizzatore di feste, incontri e serate, secondo l’accusa adescava minori anche a scuola: studenti di 14 e 16 anni comprati per una felpa, un biglietto per un evento sportivo, la promessa di un lavoro intrigante: molte delle vittime di Nucci vivevano a Roma Nord, zona dove lo stesso pierre organizzava le sue feste. Ma il suo legale smentisce in parte questa ricostruzione: “Non era un Pr, aveva una attività di intermediazione immobiliare e poi frequentava anche un certo tipo di ambiente. Non era un Pr, millantava di avere molte conoscenze, ma non era assolutamente un Pr. Al momento i casi che gli vengono addebitati, senza nulla togliere alla gravità dei fatti, sono tre. A dar via alle indagini è stato lo zio di un ragazzo. Quello di cui viene accusato lo ha subito pesantemente lui nella sua infanzia. Ciò non vuol dire che questo dovrebbe portare a diminuire le eventuali sue responsabilità, ma lo porta in qualche modo a non capirne fino in fondo la illiceità. Nucci è da molto tempo sottoposto ad un trattamento psichiatrico, con un dottore che ne ha evidenziato le problematiche e le patologie psicologiche. Si parla di un’altra persona con la quale al telefono si vantava e che potrebbe essere in qualche modo coinvolta nelle indagini? Escludo categoricamente che quest’altra persona possa essere coinvolta”.
    http://www.affaritaliani.it/roma/violentato-dai-preti-orfanotrofio-la-difesa-del-pr-arrestato-per-pedofilia-414483.html
  • Se a violentare  è un prete,  paga la Diocesi

    Se a violentare è un prete, paga la Diocesi

    Se un sacerdote si macchia di una violenza sessuale, a pagare i danni alle vittime deve pensarci il vescovo. È la decisione – in penale, sarebbe la prima in Italia – presa dal tribunale di Vicenza, che l’altra mattina ha sciolto le riserve ed ha accolto la richiesta degli avvocati di due ragazzine e della loro mamma, che sostengono di essere state molestate sessualmente da un ex parroco. Il collegio presieduto da De Stefano (giudici Garbo e Velo) ha quindi ritenuto che possa essere chiamata al processo come responsabile civile la Diocesi.

    IL CASO. In tribunale a Vicenza, davanti al collegio e al pubblico ministero Floris, è in corso il processo a carico di don Giovanni (per tutti Gianni) Baccega, 81 anni, originario di Fontaniva, che oggi vive a Crespano del Grappa. Secondo l’accusa, fra il 2007 e il 2008 avrebbe allungato morbosamente le mani su due sorelle, di 13 e 15 anni, figlie di un vecchio amico, mentre era amministratore parrocchiale a Sant’Antonio del Pasubio. Don Gianni, assistito dall’avv. (…)

    Leggi l’articolo integrale sul giornale in edicola
    Diego Neri
    http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/vicenza/se-a-violentare-%C3%A8-un-prete-paga-la-diocesi-1.4712680
  • Bimbi maltrattati a scuola, chiesti 3 anni per la suora

    Bimbi maltrattati a scuola, chiesti 3 anni per la suora

    La religiosa era l’insegnante cui erano affidati i piccoli

    A soli 6 anni soffrivano di un «disturbo post traumatico da stress». Secondo la procura di Roma non si tratta di un caso. Gli inquirenti ritengono infatti che quel trauma, capace di creare problemi psicologici ai due bimbi, si sarebbe verificato all’interno della scuola paritaria d’infanzia dove tutti i giorni, i genitori delle vittime, accompagnavano i loro figli. Si trattava di un istituto religioso e la persona che gli inquirenti considerano essere l’artefice dei numerosi maltrattamenti inflitti ai piccoli, era proprio la persona che avrebbe dovuto occuparsi di loro, un’insegnante, una suora di origini asiatiche. Per questo motivo, ieri, il sostituto procuratore Silvia Santucci, ha richiesto che la religiosa, venga condannata a scontare 3 anni di reclusione perché accusata di aver maltrattato i due bambini. Contestualmente il pubblico ministero ha chiesto alla corte di assolvere la suora, per «insufficenza di prove», dall’accusa di abusi sessuali su minori. La vicenda sarebbe accaduta tra il settembre del 2008 e l’estate del 2009. In quel periodo l’imputata, una donna di 39 anni, lavorava presso un istituto religioso che sorge vicino via della Pisana, a Roma. Anche due gemelli frequentavano la stessa scuola. Ma il periodo più spensierato della loro vita, si era presto trasformato in un incubo. La procura di Roma sostiene infatti che la donna «sottoponeva i minori – si legge nel capo d’imputazione – a quotidiane violenze sia fisiche che psicologiche». Non si trattava di un metodo d’insegnamento severo perché le violenze contestate dai magistrati sarebbero consistite nello «sculacciarli, nel percuoterli, nello sgridarli – continua l’atto a disposizione della procura – mettendoli anche per punizione all’interno della scatola di “Houdini”». Il risultato dei maltrattamenti è descritto negli atti: «provocando (ai bambini ndr) una malattia nel corpo e nella mente consistita in “disturbo post traumatico da stress”»”. Sono questi i motivi che hanno indotto gli inquirenti a richiedere la condanna della religiosa. E alla donna è andata anche bene visto che, data l’assenza di prove certe, la procura ha sollecitato l’assoluzione per quanto riguarda il secondo capo d’imputazione: violenza sessuale. L’imputata infatti, era stata rinviata a giudizio anche perché il pubblico ministero sospettava che «in tempi diversi ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso – recitano gli atti – nella sua qualità di insegnante (….) ed abusando della stessa, costringeva i gemelli di 6 anni, affidati per ragioni di educazione e cura alla sua custodia, a subire atti sessuali». In particolare, oltre a palpeggiarli, avrebbe fatto sdraiare i bambini a terra nudi, durante l’ora di ginnastica, e li avrebbe molestati con un pennarello. Per queste accuse la procura ha chiesto l’assoluzione. Adesso la palla passa ai giudici che, nelle prossime settimane, emetteranno la sentenza.

    Andrea Ossino

    http://www.iltempo.it/roma-capitale/2016/02/24/bimbi-maltrattati-all-asilo-chiesti-3-anni-alla-suora-1.1512415

  • Prostituzione minorile,  le prime ammissioni del parroco «Soffro per le famiglie dei ragazzi»

    Prostituzione minorile, le prime ammissioni del parroco «Soffro per le famiglie dei ragazzi»

    Interrogato dal gip don Diego Rota ha parlato di «profonda angoscia». L’ipotesi del patteggiamento. Anche altri indagati confermano gli incontri con i giovanissimi. Non si esprimono invece gli avvocati del vigile Egidio Bosio, in servizio a Boltiere

    Un interrogatorio di venti minuti, poi un breve scambio di opinioni con i suoi avvocati, Roberto Bruni e Alessandro Zonca, e l’allontanamento dal tribunale, scegliendo il retro, mentre i legali incontravano la stampa e i fotografi. Di fronte al giudice delle indagini preliminari di Brescia Alessandra Sabatucci, sono arrivate le prime ammissioni di don Diego Rota, 45 anni, parroco di Solza fino a mercoledì, quando gli è stata notificata la misura degli arresti domiciliari poi resa nota in serata da un comunicato della Curia di Bergamo. L’accusa, per il sacerdote e altre 10 persone agli arresti, di cui quattro bergamasche, è di prostituzione minorile, con una pena edittale prevista da 1 a 6 anni di reclusione.

    «Il nostro assistito ha collaborato rispondendo alle domande del gip — ha dichiarato l’avvocato Bruni all’uscita dal tribunale di Brescia —. Don Diego Rota prova grande angoscia per tutta questa vicenda». Parole che il parroco stesso ha rivolto al magistrato, prima di rispondere alle domande: «Provo profonda angoscia per tutta questa vicenda e in particolare per le famiglie dei ragazzi minorenni coinvolti». L’interrogatorio non sarebbe sceso troppo nello specifico dei sette episodi, o meglio dei sette incontri con due minorenni in occasioni diverse, contestati al sacerdote. Ma da parte dell’indagato ci sarebbe stata una sostanziale conferma del quadro accusatorio, un riscontro nemmeno troppo sfumato sui contenuti dell’inchiesta del pubblico ministero Ambrogio Cassiani e dei carabinieri.

    Il domicilio per gli arresti è intanto cambiato: don Diego Rota, di Colognola, non sta più nella casa della parrocchia di Solza dove ha svolto il suo ministero dal 2012 fino a settimana scorsa. È stato sostituito da un amministratore parrocchiale e anche la Curia ha ritenuto opportuno che la misura cautelare non venga scontata in quella stessa sede. Quanto alla strategia difensiva, è ancora presto per averne certezza, ma vista l’impostazione di ieri di fronte al gip, è verosimile che il sacerdote voglia riflettere su un patteggiamento.

    Per lui e per altri indagati sarebbe la strada più rapida per uscire da una vicenda delicata che fa scalpore e attrae attenzione mediatica. Un altro degli undici accusati, Pierluigi Rossi, 49 anni, di Bergamo, assistito dall’avvocato Luigi Villa, ieri ha sostanzialmente confermato gli incontri con i ragazzini nella zona di Seriate, che gli vengono contestati nella misura cautelare. Il gruppo di minori è il fulcro dell’inchiesta: dopo la denuncia partita dalla mamma di un componente del gruppo, nell’estate del 2014, gli altri amici sono stati ascoltati dai carabinieri e dal pubblico ministero, citando uno a uno tutte le persone finite sotto inchiesta. Collaborativi, ieri di fronte al giudice, anche Francesco Bellone, di Muggiò, 46 anni, Sergio Madureri, parmense di 59 anni e Renato Messina, di Vigevano, 52 anni. Restano invece avvolte dalla massima riservatezza le dichiarazioni di Egidio Bosio, vigile a Boltiere ed ex guardia di un istituto di vigilanza: «Evitiamo qualsiasi commento», ha dichiarato ieri il suo avvocato Matteo Anzalone, che lo assiste con la collega Eleonora Radaelli. Mentre Claudio Tonoli — già indagato per lesioni aggravate in un’altra inchiesta in cui gli si contesta di aver cercato rapporti sessuali non protetti nonostante la consapevolezza di aver contratto l’Hiv — ha respinto le contestazioni: «Mai avuto rapporti con quei ragazzi, c’è stato solo lo scambio di alcuni messaggi tramite WhatsApp».

    http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/16_febbraio_16/prostituzione-minorile-prime-ammissioni-parroco-soffro-le-famiglie-ragazzi-660f4706-d486-11e5-8855-fe9a1275bf2e.shtml