Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: pubblico ministero

  • Abusi su un bimbo, prete nei guai

    Abusi su un bimbo, prete nei guai

    di Matteo Tuccini

    VIAREGGIO. Un prete di origine straniera – oggi non più in Versilia – è finito sotto accusa per cinque episodi di presunti abusi sessuali nei confronti di un bambino di poco meno di dieci anni.

    Nell’udienza di martedì 9 in tribunale a Lucca la Procura – l’indagine è affidata al pubblico ministero Antonio Mariotti – ha chiesto il rinvio a giudizio del sacerdote. Nella stessa occasione gli avvocati difensori della famiglia, Cristiano Baronie Debora Ianniello, hanno chiesto che nel procedimento penale venga citata anche la Curia di riferimento del prete, nella persona del priore generale (che sta a Roma). Nell’udienza del 7 giugno il giudice deciderà se mandare a processo l’imputato e se, nel caso, citare anche la Curia stessa per eventuali profili di responsabilità.

    Gli episodi sarebbero avvenuti nel 2014 in un comune che non riveliamo per tutelare il bambino e la sua famiglia.

    In quel periodo il piccolo e sua madre si frequentavano una comunità religiosa, in cui da circa un anno si trovava il prete poi finito sotto accusa. Proprio durante la frequentazione da parte del bambino di questa comunità sarebbero avvenuti gli episodi contestati dalla Procura.

    L’indagine sarebbe scattata in seguito ad alcuni disegni fatti dal piccolo, raffiguranti un uomo in nero e un bambino in posizioni ambigue. I familiari hanno informato i servizi sociali del Comune, e da lì la palla è passata alle forze dell’ordine e alla Procura di Lucca. Che hanno avviato l’inchiesta, emersa pubblicamente a fine 2014.

    Gli inquirenti hanno parlato con il bimbo, poi seguito da un assistente sociale e da uno psicologo. Il bambino avrebbe raccontato degli abusi sessuali commessi dal sacerdote nei suoi confronti. Gli episodi, come detto, sarebbero cinque. Il religioso, dal canto suo, ha sempre negato ogni responsabilità. Anche nel corso dell’incidente probatorio in cui accusa e difesa hanno esaminato ciò che era emerso fino a quel momento. Nel frattempo la Curia di riferimento lo ha trasferito.

    Al termine dell’indagine il sostituto procuratore della repubblica Mariotti ha chiesto il rinvio a giudizio. Nell’udienza del 7 giugno si capirà se da questa vicenda nascerà un processo. Vicenda sulla quale i vertici religiosi da cui il sacerdote dipende non hanno mai rilasciato dichiarazioni, né commenti di alcun tipo.

  • Sui preti che molestano i bambini scusarsi non basta

    Sui preti che molestano i bambini scusarsi non basta

    Basta chiedere scusa senza criticare chi aveva trasferito il parroco palermitano, accusato di violenza sessuale, evitando però di denunciarlo alla magistratura? Me lo chiedo mentre ascolto l’omelia che don Corrado Lorefice, vescovo di Palermo, rivolge nel giorno della Candelora ai consacrati religiosi, una platea composta al novanta per cento di monache anziane. Nell’omelia il vescovo non fa cenno all’ultimo gravissimo fatto, a Palermo almeno altri due casi simili sono arrivati alle cronache. Tre casi per i quali la chiesa di Palermo, così come succede nel vituperato mondo della politica, ha atteso procura e forze dell’ordine senza fare nessun passo verso l’una o le altre. Caro don Corrado, che percorso pensa di proporre alla diocesi che guida affinché la questione possa essere affrontata, magari portando alla luce del sole altri casi adesso ignoti?

    A proposito di luce del sole (il titolo di un film che parla di Puglisi), anche per don Pino la chiesa di Palermo mostrò una netta chiusura dopo il suo omicidio nei confronti di chi indagava, non costituendosi parte civile nel processo e per questo venne pesantemente redarguita dal pubblico ministero. Del resto nel periodo in cui il parroco di Brancaccio veniva minacciato e anche aggredito fisicamente, nessuna richiesta di protezione verso gli organi preposti, partì da Via Matteo Bonello, nelle cui stanze certamente si conoscevano le angustie, via via sempre crescenti in cui don Pino era costretto a dibattersi nella sua solitaria lotta al potere mafioso. Insomma, una chiesa che si rivolge allo Stato quando ci sono da chiedere e mettere dentro finanziamenti e nel momento in cui, vedi l’intervista al Giornale di Sicilia di domenica 31 gennaio al vescovo di Monreale, c’è da difendere la cosiddetta famiglia tradizionale. Definendo, come dichiarato letteralmente dal prelato, un “grave regresso antropologico ” la legge sulle unioni civili in discussione nel parlamento della Repubblica.

    Se proprio si vogliono preservare la tranquillità e la serenità delle famiglie, e soprattutto i bambini, si guardi bene la chiesa siciliana, e non solo questa ovviamente, di non comprometterne la vita quotidiana con comportamenti che cominciano ad essere troppi per essere considerati casi isolati. Da questo punto di vista, caro don Corrado, il suo pur apprezzabile comunicato dopo l’arresto del suo confratello, sembra rimandare ad una richiesta di scuse per un’eccezione. Quando invece bisognerebbe, a nostro avviso, prendere atto che occorre formare meglio e con più oculatezza i propri ministri.

    Cosa non sempre facile, ce ne rendiamo conto, vista la difficoltà nel trovare vocazioni. Allora, più che guardare alle famiglie e sentenziare, senza ben conoscere l’esperienza genitoriale, le chiese locali, e lei

    sicuramente, don Corrado, ne ha le capacità, comincino a guardare le proprie famiglie di fede e capire se non è meglio dare, più che buoni consigli, ottimi esempi di vita. E un buon esempio, don Corrado, potrebbe essere quello di annunciare la volontà di costituirsi parte civile in ogni processo, presente e futuro, che veda implicati presbiteri o religiosi della diocesi di Palermo. Sarebbe un primo concreto modo di passare dalle belle e condivisibili parole ai fatti.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/02/04/news/sui_preti_che_molestano_i_bambini_scusarsi_non_basta-132764557/

  • Pedofilia, chiesto il rinvio a giudizio del prete accusato di abusi sessuali su un minore

    Pedofilia, chiesto il rinvio a giudizio del prete accusato di abusi sessuali su un minore

    VERSILIA – ( di Letizia Tassinari ) – Richiesta di rinvio a giudizio, quella formulata dal Pubblico Ministero Antonio Mariotti, per il religioso accusato di aver abusato sessualmente di un bambino di 12 anni. Una storiaccia, della quale Tgregione.it si era occupata nell’ottobre del 2014. Un fascicolo top secret, coperto dal massimo riserbo, aperto dalla Procura di Lucca dopo che in mano ai servizi sociali che avevano in carica la famiglia, mamma e due bambini, finirono alcuni disegni dove il bambino, presunta vittima d atti di pedofilia, e ospite in un piccolo convento dell’entroterra versiliese, aveva affigurato se stesso innamorato e il prete. Periziato da esperti, nominati sia dal magistrato inquirente, che dalla parte offesa, il minorenne aveva raccontato non solo di morbose attenzioni ma di veri e propri abusi sessuali da parte del prelato, di origini indiane, che identificato aveva però negato ogni addebito.

    Un tema, quello della pedofilia, contro il quale il sommo pontefice ha scelto il pugno duro. In un articolo pubblicato da Tgvaticano.it, testata il cui editore è lo stesso di Tgregione.it, Papa Francesco spiega che secondo alcuni dovrebbe rassicurare il dato che fotografa solo al 2% la percentuale di sacerdoti pedofili ma che invece lui stesso ritiene che si tratta di un dato gravissimo, condannando quanti anche all’interno della Chiesa sanno ma tacciono o magari puniscono all’interno della Chiesa ma senza denunciare il fatto.

    http://www.tgregione.it/cronaca-versilia/pedofilia-chiesto-il-rinvio-a-giudizio-del-prete-accusato-di-abusi-sessuali-su-un-minore/

  • Abusi sessuali sui chierichetti: don Peschiulli condannato a tre anni e otto mesi di carcere

    Abusi sessuali sui chierichetti: don Peschiulli condannato a tre anni e otto mesi di carcere

    E’ stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione con rito abbreviato don Giampiero Peschiulli, sacerdote di Brindisi accusato di atti sessuali su minori. Peschiulli si trova agli arresti domiciliari dallo scorso di maggio, in una comunità di recupero per sacerdoti.
    Il pm, Giuseppe De Nozza, aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per ipotesi di abusi su due chierichetti che frequentavano la parrocchia di Santa Lucia, dove è rimasto a svolgere le funzioni di parroco fino agli ultimi mesi del 2014.
    Peschiulli, 73 anni, era stato smascherato dalla trasmissione Le Iene. L’inviato si era recato in chiesa e aveva cercato di incontrarlo. Il parroco si era però barricato all’interno aveva egli stesso contattato il 112. La notizia era stata riportata sui social network e vi erano stati numerosi commenti che avevano dato impulso alle indagini dei carabinieri di Brindisi. Sull’utenza del parroco erano state anche eseguite intercettazioni telefoniche. L’inchiesta nacque da una serie di commenti comparsi sulle pagine Facebook di Senza Colonne subito dopo il “blitz” delle Iene nella chiesa di Santa Lucia.
    La difesa aveva chiesto l’assoluzione di Don Peschiulli o in subordine il riconoscimento dell’ipotesi di minore gravità, richieste non accolte dal gup Giuseppe Licci che anzi ha maggiorato la pena rispetto a quella richiesta dal pubblico ministero. Il sacerdote ha usufruito della riduzione di un terzo della pena per il rito abbreviato.

  • Doppio processo: atti sessuali prima e dopo i 14 anni di Giada. Don Marino e la ragazza in aula

    Doppio processo: atti sessuali prima e dopo i 14 anni di Giada. Don Marino e la ragazza in aula

    Si sono rivisti oggi in Tribunale dopo 4 anni la giovane Giada Vitale e l’ex parroco di Portocannone, allontanato nel 2012 dopo la denuncia della ragazza di presunti abusi sessuali. “Non sono contenta di vederlo, spero di avere giustizia” il commento della giovane, che oggi ha 19 anni e che avrebbe subito abusi continuati da parte del sacerdote dai 13 ai 16 anni. Il processo aggiornato a luglio, ma martedì prossimo si torna in aula per chiedere il dibattimento anche in relazione al periodo successivo ai 14 anni di Giada. “Anche se la legge dice che dopo quell’età può esserci un consenso, Giada non aveva la maturità per capire quello che stava accadendo”. La difesa porterà una perizia di parte.

    Portocannone. L’accusa è sempre la stessa: atti sessuali con minore. Ma i processi che vedono imputato don Marino Genova, ex parroco di Portocannone, sono due. Uno relativo al periodo in cui Giada Vitale aveva meno di 14 anni, e l’altro relativo agli anni successivi. Oggi – martedì 26 gennaio – nel Tribunale di Larino è stata celebrata la prima udienza dibattimentale del processo principale, che prende in esame i presunti abusi di natura sessuale avvenuti quando la presunta vittima era praticamente una bambina. Prima che un minore compia 14 anni, infatti, non esiste, per la legge, alcun tipo di consenso. Giada Vitale perciò, che ha denunciato il sacerdote quando ha compiuto 17 anni, sarebbe una vittima dell’istinto erotico di un adulto indipendentemente dalle circostanze e dalle modalità dell’approccio.

    All’epoca, quando sarebbe iniziato il rapporto, lei di anni ne aveva tredici e don Marino Genova 55. L’imputato e la vittima si sono visti nell’aula di Tribunale oggi per la prima volta dal 2012, quando cioè il sacerdote era stato allontanato dalla parrocchia di Portocannone per decisione del vescovo della diocesi di Termoli-Larino Gianfranco De Luca, con il quale si era confidato lo stesso prelato, ammettendo i rapporti con Giada.
    Oggi don Marino vive in una struttura alle porte di Roma in regime di clausura per sua scelta. Il Santo Uffizio, il Tribunale Ecclesiastico, lo ha sospeso “a divinis” a tempo indeterminato. Significa che pur restando un sacerdote, pur non avendo svestito l’abito sacro, don Marino non può celebrare la Messa né somministrare i sacramenti e nemmeno incontrare fedeli nel ruolo di prete.
    «Lo rivedo oggi dopo tanto tempo, e non sono contenta» ha commentato lei, senza scendere nei particolari dell’emozione provata, confortata da Nunzia Lattanzio, ex tutore pubblico dei minori che non l’ha persa di vista nemmeno per un giorno «in questi anni difficili e di grande sofferenza», arrivata a Larino per starle accanto e rassicurarla sulla aspettativa di giustizia. Comprensibilmente scossa, Giada Vitale – che oggi ha 19 anni e studia al conservatorio – è stata rappresentata dall’avvocato Lorusso, sostituto del legale di fiducia Arturo Messere che non era presente, nella udienza ricognitiva che ha fissato numero e identità dei testimoni della pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Luca Venturi. Otto le persone chiamate, a partire dal 19 luglio prossimo – data a cui è stata aggiornato il processo – a riferire in aula. Tra di loro c’è anche la stessa Giada Vitale, che qualche anno dopo l’inizio della relazione con il sacerdote, consumata all’insaputa della madre della ragazza, ha scelto di confidarsi con è una parrocchiana e poi con il vescovo, decidendo di denunciare l’accaduto e il comportamento del sacerdote, subito allontanato dalla parrocchia.

    Nel processo che oggi ha preso il via Giada Vitale è parte lesa, come pure si costituirà parte lesa nel procedimento che inizierà il 2 febbraio prossimo, incentrato sui fatti che hanno visto protagonista il sacerdote nel periodo in cui Giada Vitale aveva già compito i 14 anni ma, precisa Nunzia Lattanzio, «non aveva la maturità sufficiente a capire cosa stesse facendo, come hanno dimostrato le perizie cui è stata sottoposta».

    La pubblica accusa aveva chiesto l’archiviazione, sostenendo che non si poteva dimostrare la non consensualità nel periodo in cui Giada aveva tra 14 e 16 anni. La vicenda era stata riaperta con una perizia atta a dimostrare la estrema vulnerabilità della ragazzina anche dopo il compimento del quattordicesimo anno di età, dovuta a gravi lutti familiari e a una situazione personale di grande fragilità. Martedì prossimo in aula verrà dunque portata la documentazione per chiedere il processo sempre per atti sessuale con minore anche in relazione agli anni successivi, considerando che «il consenso ad atti di natura sessuale da parte di un minorenne in questo caso non può essere ravvisato in alcun modo». I due filoni potrebbero essere riuniti in un unico fascicolo.

    La storia di Giada Vitale e di dona Marino Genova è finita anche su media nazionali. Il punto di svolta risale al 2013 quando, tredici mesi dopo lo strano abbandono della casa canonica di Portocannone dell’allora 58enne parroco, era emerso un particolare sconcertante con la denuncia della famiglia della ragazza per abusi sessuali. Tra l’autunno 2013 e la primavera 2014 il sacerdote era stato processato dalla Chiesa e sospeso “a divinis”.

    http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=21203

  • Processo don Marino, ammessi testi e documenti: si torna in aula il 19 luglio

    Processo don Marino, ammessi testi e documenti: si torna in aula il 19 luglio

    TERMOLI. Ha preso il via stamane davanti al collegio(composto di tre giudici donne) dei giudici presieduto da Maria Paola Vezzi, presso il tribunale di Larino, il processo a carico di don Marino Genova, l’ex parroco di Portocannone accusato di presunti abusi sessuali nei confronti dell’allora minorenne Giada.

    Don Marino, difeso dall’avvocato del foro capitolino Ciro Intino, è tuttora sospeso “a divinis” dalla Chiesa cattolica italiana per applicazione delle norme vigenti (fissate da Papa Benedetto XVI) da parte del vescovo della diocesi di Termoli-Larino, monsignor Gianfranco De Luca.

    La cronaca odierna ha visto avviato il processo conl’ammissione di testi e documenti e il rinvio al prossimo 19 luglio del dibattimento con l’ascolto dei primi otto testimoni del Pubblico Ministero. Tra loro, probabilmente, la stessa Giada.

    Stando alle accuse mosse dalla ragazza, don Marinopresente questa mattina in aula, avrebbe sottoposto la presunta vittima ad attenzioni particolari sfociate in veri e propri rapporti sessuali che sarebbero andati avanti da quando la giovane aveva 13 anni fino ai 16 anni.

    Il tutto fino a quando la ragazza non trovò la forza di confidarsi con una parrocchiana che aveva notato in lei degli atteggiamenti strani che, di fatto, dettero il via a tutto l’iter fatto di denuncia, incidente probatorio, la sospensione del prete dal proprio esercizio e l’avvio del processo che già tra qualche giorno, questa volta per un altro aspetto, potrebbe seguire un determinato percorso.

    Nodo della faccenda, infatti, è legato all’età dei presunti abusi perché in sede di udienza preliminare il Gup avevarinviato a giudizio don Marino ma aveva derubricato le presunte violenze che Giada avrebbe subito dai 14 ai 16 anni perché, stando al diritto, la ragazza in sostanza sarebbe potuta essere stata consenziente.

    Una decisione che non trovò d’accordo l’avvocato Arturo Messere, difensore di Giada, che presentò immediata opposizione che sarà dibattuta nel corso dell’udienza davanti al Gip del 2 febbraio prossimo poi l’attesa per l’ascolto dei testimoni, a porte chiuse su richiesta della stessa Giada, fissata per il prossimo 19 luglio.

  • I primi 18 sacerdoti colombiani accusati di pedofilia

    I primi 18 sacerdoti colombiani accusati di pedofilia

    Da Vescovi ai sacerdoti quartiere che hanno concluso con crimini coinvolti abusi sessuali sui bambini. L’ultima Japson Giraldo usato per molestare FB

    Anche se ci sono pochi sacerdoti in Colombia pubblicamente identificato un fenomeno che Papa Francesco riconosce grave non solo per le sue dimensioni, ma anche dal silenzio all’interno della Chiesa cattolica che lo ha circondato.

    Questa è una lista iniziale di sacerdoti accusati, sia disciplinari o giudiziarie, per molestare, abusare, battendo e anche violentato minori. E ‘stato costruito da denunce da parte dei genitori di famiglie colpite, intere comunità indignati e vari media nazionali al momento segnalato un abuso da parte di sacerdoti cattolici, da vescovi a cure semplici città e capoluoghi di distretto, e si è verificato tra il 2001 e il 2015. Si descrive caso per caso e la situazione giuridica è che ogni sacerdote:

    Sacerdote: Jairo Alzate Cardona
    Località: Pereira
    Vittima: Il ragazzo, 10
    Anno: 2011
    Ricorrente: Madre del bambino

    Crime: Il padre di Alzate Cardona era un professore di scuola di El Dorado ed era determinato a punire, non tralasciando pausa, i piccoli di 10 anni. Il sacerdote ha approfittato della chiusura con il ragazzo per baciarlo, toccarlo e costringerlo a fare sesso orale con lui. Il bambino è tornato a casa disgustato per lavarsi la bocca. La madre ha cominciato a notare lo strano comportamento del figlio e molestato un giorno a dirgli la verità. Il ragazzo ha confessato tutto. Era tranquillo per sei mesi perché Alzate Cardona ha minacciato di uccidere sua madre, se avesse parlato.

    Stato del caso: Jairo Alzate Cardona era colpevole hayado il Secondo Tribunale penale Circuit Pereira e condannato a sette anni di carcere.

    Sacerdote: Efraín Rozo
    Località: California, Stati Uniti
    Vittime: due bambini sotto i 14 anni
    Ricorrente: Se stesso
    Anno: 2006

    Crime: A Efraín Rozo 88 anni è diventato il primo sacerdote colombiano a confessare crimini che abusano due bambini sotto i 14 anni in California, Stati Uniti.

    Stato attuale: Il sacerdote è stato assolto.

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    Sacerdote: Adrian Wilson Fraga
    Vallejo. Vittima, ragazza di 12 anni
    Ricorrente:. Il padre di Omar Bolaños ragazza
    Città: Pasto, Nariño

    Criminalità: Sulla base del suo status di prete, Fraga Vallejo ha vinto la fiducia della famiglia e sistematicamente Bolaño ripetutamente violentata la ragazza di 12, lasciandola incinta.

    Situazione Caso: Di fronte accuse di famiglia Bolaño, il sacerdote è stato chiamato a presentarsi spontaneamente al pubblico ministero, ma non ha mai fatto. E ‘stato inoltre invitato tre volte per un esame del sangue è fatto per controllare il suo DNA, ma anche rifiutato. Prima dello scandalo la chiesa ha deciso di trasferirlo alla parrocchia di San José Obrero di Pasto. Data la riluttanza del sacerdote a comparire davanti alle autorità, l’accusa ha inviato un ricercatore ma Fraga Vallejo sfuggito quel pomeriggio. Da allora la sua sorte sono sconosciuti.

    Priest:. Luis Enrique Duque Valencia
    Vittime: due bambini di 7 e 8 anni
    Anno: 2007
    Città: Libano, Tolima

    Crimine: I due bambini erano figli di profughi che erano venuti da Villahermosa per sfuggire alla guerra. Si stabilirono in Libano e Duque Valencia visto una consolazione spirituale per il dolore che affliggeva. Il sacerdote non è solo consigliato, ma far loro essere bambini in parrocchia poche notti. Un paio di fratelli ha lasciato a rimanere nel suo letto dove si spogliava, toccato e costretti ad avere rapporti sessuali. Uno dei bambini ha subito diverse operazioni in quanto in violazione, il sacerdote ha strappato i suoi genitali.

    Caso situazione: nonostante il dioscesis Libano, presieduta da monsignor José Miguel Gomez, cercato di proteggere il sacerdote spostandolo in una chiesa a Ibague, il sacerdote è stato giudicato colpevole da un giudice nel capitale di Tolima e condannato a 18 anni di carcere , sta ancora scontando quella frase.

    Priest:. José Mena Abbey
    Vittime: Ragazza 15 anni
    Anno: 2001

    Criminalità: Lo stupro di un minore di 15 anni nella città di Esteli, Nicaragua.

    Stato del caso: Abbazia di Mena, nato a Choco, è tornato in Colombia dopo aver violentato la ragazza nel 2001. Sei anni dopo fu catturato a Villa Luz de Bogotà. Anche se la giustizia nicaraguense così necessaria per l’estradizione, il governo non poteva fare niente perché non c’è accordo con tale paese.Mena Abbey è attualmente latitante

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    Sacerdote Jose Antonio Zapata
    Vittima: nove anni
    Anno: 2009
    Luogo: città di Juliaca, Puno, Perù

    Criminalità: Il sacerdote colombiano, residente in Perù, violentate un bambino sotto i nove anni con la sindrome di Down.

    Situazione Caso: Siete liberi e che sia scomparsa.

    Sacerdote: Luis Felipe Correa
    Vittima: 11-anno
    Anno: 2012
    Luogo: Pace Ariporo, Casanare

    Criminalità: abusi sessuali, e ripetutamente, un ragazzo di 11 anni. Il sacerdote lo ha pagato soldi per la sua vittima non dirlo a nessuno. Alla fine il ragazzo non resiste e disse a sua madre che l’abuso era oggetto. Il vescovo della diocesi di Yopal vescovo Misael Vacca Ramirez, subito ritirato il sacerdote della sua chiesa.

    Stato del caso: il sacerdote è detenuto in carcere a Yopal.

    Sacerdote: Japson Giraldo
    Vittima: bambino 15 anni
    Località: Soacha
    Anno: 2014

    Ricorrente: collaboratore della stessa chiesa

    Criminalità: Il vescovo della Chiesa Vecchia cristiano cattolico molestato sessualmente, attraverso il tuo account Facebook. Uno dei messaggi inviati al giovane ha detto: “Posso immaginare che si andare al cinema, una discoteca gay e sientiéndome orgogliosi di essere con voi.” ‘Baby’ e ‘pulcino’ sono due dei soprannomi con cui Japson Giraldo molestato il ragazzo. Uno dei suoi più stretti collaboratori resi conto del fatto e lo ha riferito alla giustizia.

    Caso Stato: Per due anni è rimasto libero Japson Giraldo, ma nel gennaio scorso 6 polizia lo ha catturato in Soacha. Sta aspettando la sua condanna.

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    Sacerdote: Pietro Abelardo Ospina
    Località: Philadelphia, Caldas
    Anno: 2008
    Vittima: sotto i 12 anni

    Ricorrente: la stessa vittima,

    Criminalità: stupro e picchiando un braccio per rompere il suo chierichetto, di 12 anni.

    Stato di caso: Quattro mesi dopo aver denunciato il caso, Ospina è stato arrestato. E ‘durato due mesi rinchiusi fino a quando non è stato assolto. La famiglia del bambino appello, e il sacerdote è stato condannato a 21 anni di carcere nel 2012.

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    Mons Fernando Rocha Piñeros
    Vittima: bambino di 9 anni
    Anno: 2007
    Luogo: Bogotá

    Criminalità: Il sacerdote Fernando Rocha Piñeros, a 77 anni, ha guidato la Fondazione Camera dei bambini senzatetto quando fu accusato di toccare un protetto che aveva solo 9 anni.

    Caso di stato: Il sacerdote è stato riconosciuto colpevole e ha ricevuto una condanna di quattro anni che si è riunito a La Picota prigione a Bogotà. Era la prima volta che un vescovo condannato per pedofilia in Colombia.

    Sacerdote: Juan Carlos Patino Arango
    Vittime: due figli di 11 e 9
    anno: 2007
    Località: Houston, Texas.

    Crime: A metà degli anni ’90 il sacerdote colombiano è arrivato alla chiesa di S. Francesco di Sales a Houston e la fiducia della loro comunità ha vinto. Ci ha preso per abusare di due minorenni.

    Caso Stato: Il sacerdote è in fuga dalla giustizia.

    Sacerdote: William de Jesús Mazo
    Anno: 2009
    Luogo: Cali
    Vittime: tre fratelli 10, 11 e 12
    Ricorrente: madre della vittima

    Criminalità: i tre fratelli invitati a passare la notte con lui in canonica. I bambini, deliziato su invito di un messaggero di Dio sulla terra, nessuna resistenza alle intenzioni del sacerdote che l’ha violentata ripetutamente. Per tenere i bambini tranquillo, il padre ha dato loro biciclette, skateboard, letto e mercati settimanali. La madre dei bambini non ritarderebbe a realizzare la verità

    Situazione attuale: E ‘stato giudicato colpevole di questo crimine pagando una penale di 33 anni.

    Sacerdote: Guillermo Jimenez
    Località: Bogota
    vittima 12 anni Bambino
    Ricorrente: Studenti della Scuola clarettiano di Bosa

    Criminalità: Guillermo Jimenez non era solo un sacerdote, ma è stato il rettore della scuola cattolica di Bosa a Bogotá. Uno dei suoi studenti filmato durante la riproduzione di un bambino di 12 anni in classe. Il video è stato trasmesso sul programma giorno settimo.

    Situazione attuale: Dopo lo scandalo è stato rimosso da Bogotà a Medellin dove ha lavorato fino al 2014, nella parrocchia di Gesù di Nazareth. Quando è libero.


    Casi particolari:

    Sacerdote: Joseph Isaac Ramirez
    vittima 14 anni.
    Località: Bogota
    Anno: 2012
    Whistleblower: residenti del quartiere Primavera Bogota

    Criminalità: stupro di sotto dei 14 anni.

    Situazione caso: dopo la comunità di quartiere nel sud di Bogotà ha fatto una mobilitazione intorno alla sua innocenza, il sacerdote è stato assolto, dopo tre anni di essere a La Picota, e oggi viene rilasciato.

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    Sacerdote: Julio Cesar Guarin Sosa
    Vittima: ragazza di 16 anni
    Località: Yuba, California Stati Uniti
    Anno: 2013

    Criminalità: Abuso sessuale di 16 anni

    Caso di stato: Il sacerdote è fuori su cauzione.

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    Sacerdote: Leon Dario Londoño Baena
    Vittima: 14 anni
    Luogo: Thames, Antioquia
    Anno: 2011

    Stato di caso: accuse che sindacalizzati il ​​sacerdote di aver stuprato una ragazza di età compresa tra 14 sono stati respinti. Un giudice, vedendo la forza delle evidenze, un ordine del tribunale emesso contro di lui, ma, fino ad ora, dopo essere stato detenuto per diversi giorni nel 2011, gode di assoluta libertà.

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    Priest: David Solano
    Vittime: 4 bambini dell’orfanotrofio Rocca Di Papa Italia
    Anno: 2003

    Criminalità: Il, molto vicino alle affezioni dei club Inter e Roma il Calcio italiano, nortesantandereano padre la sua permanenza in orfanotrofio Rocca Di Pappa in Italia per aver abusato sessualmente di quattro ragazzi.

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    Sacerdote: Gesù Mantilla Emiro
    Vittima :. ragazza di 11 anni
    Anno: 2010

    Criminalità: Padre Emiro Gesù Mantilla è stato accoltellato a morte da una ragazza di 11 anni che, stanco della stupri sistematici a cui è stata sottoposta, ha deciso di attaccare il prete.

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    Sacerdote: Jaime Vasquez Alonso Bustamante
    Vittima: Giovane 16
    Anno: 2013

    Ricorrente: la vittima

    Stato attuale del caso: Il rappresentante della fotocamera e parroco nega aver abusato sessualmente di una ragazzina di 16 anni e assicura che questi incontri sono stati consensuali

    FONTE http://www.las2orillas.co/primeros-18-sacerdotes-colombianos-acusados-de-pedofilia/#.VqIJfvRpg5I.facebook

  • Abusi sessuali su minori, indagato parroco dopo denuncia di un pediatra

    Abusi sessuali su minori, indagato parroco dopo denuncia di un pediatra

    BRINDISI – I carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Brindisi hanno avviato un’inchiesta, su delega del pubblico ministero Giuseppe De Nozza, per abusi sessuali su minori a carico di don Francesco Caramia, parroco della chiesa San Giustino de Jacobis, al quartiere Bozzano a Brindisi. Venerdì scorso sono stati prelevati computer e altro materiale a disposizione del prete ed eseguite perquisizioni nella sacrestia della parrocchia e nella sua abitazione.

    Tutto il materiale sequestrato tranne un computer è stato restituito al sacerdote poche ore dopo la perquisizione. Secondo quanto si apprende le indagini sarebbero partite in seguito alla denuncia di un pediatra, i fatti su cui si sta cercando di fare chiarezza si sarebbero verificati cinque anni fa. Il sacerdote si è dimesso dall’incarico rivestito, ufficialmente per motivi di salute, questo è quanto ha annunciato un altro prete in chiesa.

    Da quanto spiega il legale del sacerdote, l’avvocato Giancarlo Camassa, don Francesco Caramia si ritiene completamente estraneo ai fatti di cui è accusato. Ha dimostrato piena collaborazione mettendosi a disposizione degli investigatori. Dalla perquisizione eseguita presso la sua abitazione e negli uffici della parrocchia non sarebbe emerso, al momento, materiale compromettente per questo gran parte di quanto prelevato è stato restituito dopo poche ore.

    In tarda serata è giunta una nota della diocesi con le dichiarazioni di monsignor Domenico Caliandro: “L’Arcivescovo di Brindisi ha appreso con  dolore la notizia che un sacerdote della città è indagato per reati molto gravi.  L’interessato  respinge con fermezza l’accusa e ritiene di potersi adeguatamente difendere. Per farlo con maggiore libertà e anche per ragioni di salute, ha subito lasciato la parrocchia in cui svolgeva il suo ministero”, si legge nel comunicato

    “Mons. Caliandro dichiara la sua  fiducia nella magistratura e attende l’esito delle indagini. L’Autorità diocesana, se ha certezza dei delitti, intende agire sempre con determinazione, con la massima considerazione per le  vittime, seguendo la linea dettata da papa Francesco e dai suoi immediati predecessori.  Intanto la Chiesa locale di Brindisi-Ostuni,  nella  sofferenza di questo periodo,  continui umilmente a  lavorare e a pregare, sostenendo il ministero di tanti sacerdoti fedeli, che si spendono generosamente ogni giorno secondo la loro vocazione”.

    http://www.brindisireport.it/cronaca/brindisi-abusi-sessuali-su-minori-indagato-parroco-si-era-dimesso-per-motivi-di-salute.html

  • Brindisi, abusi sessuali su due ragazzini, a processo prete pedofilo

    Brindisi, abusi sessuali su due ragazzini, a processo prete pedofilo

    Sarà giudicato con rito abbreviato don Giampiero Peschiulli, l’ex parroco di una chiesa di Brindisi arrestato e posto ai domiciliari per violenza sessuale su due minorenni. Oggi si è celebrata l’udienza preliminare dinanzi al gup Giuseppe Licci che ha ammesso Peschiulli al rito alternativo che gli consentirà, in caso di condanna, di beneficiare dello sconto di un terzo della pena.

    Si è costituito parte civile solo uno dei due ragazzini che avrebbero subito gli abusi del sacerdote che si trova ancora ristretto in una comunità di recupero destinata anche a sacerdoti. Don Peschiulli, 73 anni, fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare il 20 maggio scorso. Era stato smascherato alla fine del 2014 da un inviato della trasmissione televisiva ‘Le Ienè.

    La clip aveva poi dato impulso alle indagini dei carabinieri, coordinati dal pm Giuseppe De Nozza. L’accusa a carico del prelato è di aver compiuto atti sessuali su due ragazzini con l’aggravante di aver «abusato dell’autorità morale e religiosa connessa all’essere il parroco della chiesa di Santa Lucia». La prossima udienza è fissata a gennaio, quando è prevista la requisitoria del pubblico ministero e l’arringa del difensore, Roberto Cavalera.

    http://www.ilmessaggero.it/primo_piano/cronaca/brindisi_abusi_sessuali_su_ragazzini_processo_prete_pedofilo-1401614.html

  • Don Francesco Zappella; il PM chiede l’archiviazione per una delle vittime

    Don Francesco Zappella; il PM chiede l’archiviazione per una delle vittime

    Il Pubblico Ministero ha chiesto l’archiviazione per una delle presunte vittime di don Francesco Zappella, il giovane uruguayano che nel settembre scorso si era recato in Italia per deporre contro il suo molestatore. Nella richiesta si legge che malgrado l’attendibilità della presunta vittima, sussiste l’improcedibilità per l’intervento dei termini di prescrizione, termini ai quali don Francesco Zappella potrebbe rinunciare e chiarire la sua posizione sulla quale pesa anche una precedente condanna a 1 anno e 2 mesi per reati analoghi, infitta dal tribunale di Pinerolo il 9/5/1991, come scrive il PM nella richiesta di archiviazione “per il delitto di atti di libidine violenti ai danni di due minorenni infraquattordicenni”.

    Restano invece ancora aperte altre due posizioni denunciate, le presunte molestie ai danni di un altro minore, oggi solo 22enne, che potrebbero costare a Zappella l’imputazione di turismo sessuale.

    L’altro possibile capo di imputazione che potrebbe creare fastidi è quello di truffa ai danni di coloro che hanno finanziato per anni la missione di don Francesco Zappella, la quale risulta non essere mai esistita, come confermato da più fonti, una delle quali lo ha anche dichiarato alla Procura Della Repubblica di Savona.

    L’avvocato Sergio Cavaliere che segue “Fernando” ha comunque dato delega all’associazione per un accesso agli atti che sarà effettuato già domani, per valutare meglio la richiesta di danni in sede civile (non prescritta) nei confronti del sacerdote e della diocesi di Albenga, i quali sono già stati messi in mora dal legale.

    La diocesi di Albenga, nel frattempo, fa sapere attraverso un comunicato che accetterà la richiesta di dimissioni da parte del sacerdote Francesco Zappella, dagli incarichi di parroco di Borghetto Santo Spirito e da vice direttore della Caritas Diocesana. Nessun accenno ad una sospensione dal sacerdozio o eventuale processo canonico per i reati già giudicati dall’autorità giudiziaria, anche se si annunciano approfondimenti da parte dell’Autorità Ecclesiastica.

    Francesco Zanardi

    Portavoce Rete L’ABUSO