Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: seminario

  • «Io le volevo bene»

    «Io le volevo bene»

    Sì, era più grande di 10 anni di quella ragazzina, ma ne era innamorato. E pensava che quella relazione affettiva, pur con tutte le anomalie del caso, fosse lecita e in qualche modo paritetica. L’invio di immagini pornografiche? Per quanto incredibile possa sembrare, non avrebbe ravvisato nessun profilo di illiceità.

    Comparso ieri pomeriggio, lunedì 19 luglio, dinanzi al gip del Tribunale di Milano Alessandra Clemente per l’interrogatorio di garanzia, il 26enne ex seminarista, fino al gennaio scorso aiuto del parroco e addetto alla gestione dell’oratorio a Cuggiono, ha scelto di rispondere alle domande, finendo per abbozzare quella che già ora appare come la sua linea difensiva.

    Accompagnato dall’avvocato Mario Zanchetti, l’ex aspirante sacerdote si è difeso senza negare l’accaduto, ma escludendone la connotazione illecita. Lo aveva già fatto in un precedente interrogatorio con l’autorità giudiziaria. Una linea difensiva esplicitata con tutte le cautele del caso, senza voler urtare la sensibilità della vittima, che va evidentemente a scontrarsi contro la posizione intransigente adottata da Diocesi di Milano e dalla parrocchia cuggionese.

    Appena è emersa, lo scorso mese di gennaio, l’ipotesi di abusi sessuali a carico del seminarista, che frequentava il primo anno di teologia al seminario di Venegono Inferiore, la Diocesi aveva provveduto a sospendere il suo percorso formativo seminaristico e la parrocchia si era rivolta ai genitori della ragazza informandoli dell’accaduto e del loro diritto di adire alle vie legali. Gravato da venerdì scorso dalla misura del divieto di avvicinamento alla ragazza, all’oratorio, alla parrocchia e alla scuola frequentato dalla ragazza, l’indagato, dopo la cacciata da Venegono, avrebbe iniziato a lavorare come operaio in una località lontana dall’Alto Milanese.

    Luca Testoni Gualdoni Leonardo

    https://www.prealpina.it/pages/cuggiono-lex-seminarista-io-le-volevo-bene-253537.html

  • Trasparenza e collaborazione

    Trasparenza e collaborazione

    Parrocchia San Giorgio Martire – Cuggiono

    Comunicato del consiglio Pastorale sulla vicenda dell’ex-seminarista

     

    Con grande sofferenza per quanto accaduto, dopo esserci trovati insieme e confrontati, condividiamo alcune riflessioni sulla vicenda dell’ex-seminarista cuggionese, onde evitare notizie senza fondamento, frutto di fantasia oppure, peggio ancora, false.

    1. Il primo sentimento è di profondo dispiacere per quanto avvenuto e di grande vicinanza umana e spirituale alle persone coinvolte in questa faticosa vicenda, in particolare ai genitori ed ai due giovani, così duramente segnati. Comprendiamo il loro dolore, lo sentiamo molto nostro e preghiamo per loro.
    2. Avute le primissime informazioni (a metà gennaio ’21) su questa triste vicenda, avvenuta inizialmente solo sui social, tra dicembre ’20 e gennaio ’21, il parroco ha tempestivamente (nel giro di poche ore) informato di quanto accaduto i genitori della minorenne coinvolta. Su consiglio dell’avvocato della Curia, ha suggerito loro di sporgere denuncia. Chi parla di omertà della Chiesa o di coperture, in questa vicenda, o non è bene informato o mente. La parrocchia ha agito senza indugi, con fermezza e con chiarezza, avendo come scopo la tutela della minore. La discrezione ed il riserbo mantenuti in questi mesi sono stati assolutamente dovuti e motivati dalla privacy della ragazza e dal buon prosieguo delle indagini.
    3. Il giovane è stato immediatamente espulso dal seminario, con la richiesta tassativa di astenersi da qualsiasi tipo di contatto con minori, di persona o sui social. Inoltre doveva trasferirsi, nel giro di pochissimi giorni, in un comune fuori provincia.
    4. Il parroco aveva manifestato a suo tempo le sue perplessità all’ingresso in seminario sia all’interessato che alla guida spirituale, che lo seguiva fuori del seminario. Tuttavia era difficile immaginare che si potesse giungere ad azioni tanto sconsiderate.
    5. Subito dopo l’espulsione del giovane dal seminario sarebbe avvenuto, non all’interno di ambienti parrocchiali, un ulteriore fatto inappropriato (saranno i giudici a valutare la cosa); avutane conoscenza il parroco ha subito, di nuovo, avvisato di persona i genitori della minorenne, che si sono decisi per la denuncia.
    6. Ribadiamo, perché non ci siano incertezze sulla cosa: nessuno dei fatti ipotizzati è avvenuto in oratorio o comunque in ambienti parrocchiali
    7. Il parroco e diversi collaboratori parrocchiali si sono resi disponibili e sono stati interrogati dagli inquirenti, nel corso delle indagini, manifestando la più ampia collaborazione con le forze dell’ordine.
    8. Il giovane in questione non è mai stato responsabile dell’oratorio, nel modo più assoluto e categorico; l’estate scorsa, come da prassi per i seminaristi, ha trascorso alcune settimane a Cuggiono, dove ha seguito un piccolo gruppo di 8 ragazzini, nell’oratorio estivo ’20; come pure non ha mai avuto compiti educativi in parrocchia e non è mai stato collaboratore del parroco, se non con mansioni marginali, meramente organizzative/tecniche.
    9. Il giovane in questione era seminarista diocesano e non va confuso con l’altro giovane seminarista della parrocchia, che si sta serenamente e seriamente formando nello studentato domenicano.

    don Angelo e il Consiglio pastorale leonardo gualdoni

    Trasparenza e collaborazione

  • Abusi sessuali, ex seminarista indagato: la ragazzina è finita in ospedale

    Abusi sessuali, ex seminarista indagato: la ragazzina è finita in ospedale

    di ANDREA GIANNI – Milano, 17 luglio 2021 – Era incaricato di seguire i ragazzi come educatore, e durante le attività in parrocchia ha conosciuto quella ragazzina di 15 anni che poi sarebbe diventata la sua vittima. Abusi sessuali, approfittando di un momento di difficoltà che la giovane stava attraversando, con conseguenze fisiche e psicologiche tali da portare al ricovero in ospedale della minorenne. Il presunto responsabile delle violenze è un ex seminarista di 26 anni, molto conosciuto nella zona e attivo nell’ambiente della parrocchia e dell’oratorio di Cuggiono, dove per un periodo ha seguito il suo percorso di formazione come aiuto del parroco. Nei suoi confronti è stata emessa una misura dell’obbligo di allontanamento e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla sua giovane vittima. In questo caso l’oratorio, la parrocchia e la scuola del paese. A firmare il provvedimento è stato il giudice per le indagini preliminari di Milano Alessandra Clemente, che ha rigettato la richiesta di arresto avanzata dal pm Alessia Menegazzo.

    Da quanto si è saputo l’ex seminarista (espulso dal Seminario di Venegono non appena sono emerse le ipotesi di reato), incaricato di seguire i giovani come educatore, nei mesi scorsi, approfittando delle insicurezze della ragazzina legate all’adolescenza e della sua fragilità, ha cominciato con l’invio insistente di messaggini, molti dei quali con i canali social, per poi andare oltre. La scoperta delle violenze e degli abusi è avvenuta dopo che la 15enne è finita in ospedale, dove è rimasta ricoverata per parecchie settimane a causa delle gravi conseguenze psicologiche e fisiche per quello che era stata costretta a subire.

    Lì, pian piano, la giovane vittima ha preso coraggio e ha raccontato quel che era accaduto, dando il via alle indagini coordinate dalla Procura di Milano. Immediatamente il seminarista è stato trasferito in una località lontana dall’oratorio dove gli è stata notificata la misura disposta dal giudice con le accuse di violenza sessuale aggravata e produzione di materiale pedopornografico. Lunedì si terrà l’interrogatorio di garanzia, e il 26enne avrà la possibilità di fornire la propria versione dei fatti.

    Un episodio che ancora una volta accende un faro su presunti abusi sessuali commessi in ambienti legati alle parrocchie, in un paese distante pochi chilometri da Busto Garolfo, scosso dall’arresto di don Emanuele Tempesta. Il sacerdote si trova agli arresti domiciliari per violenza sessuale ai danni di sette bambini, tra i sette e gli undici anni. Risalgono al 2011, invece, gli abusi commessi dall’allora parroco di Rozzano, don Mauro Galli, su un ragazzino di 15 anni. Abusi avvenuti nella casa del prete, dove il minorenne aveva trascorso la notte “in vista delle attività di preghiera” previste per il giorno dopo. Recentemente la Corte d’Appello di Milano ha ridotto da 6 anni e 4 mesi a 5 anni e 6 mesi la condanna, riconoscendo le attenuanti generiche. Leonardo Gualdoni

  • “Devo andare a casa”: arrestato don Tempesta per abusi su sette bambini

    “Devo andare a casa”: arrestato don Tempesta per abusi su sette bambini

    di CHRISTIAN SORMANI

    Busto Garolfo (Milano) – È stato avvicinato da due uomini e una donna in borghese mentre passeggiava a Bardonecchia nella struttura dove è in vacanza con i ragazzini dell’oratorio. Don Emanuele Tempesta, dopo un rapido scambio di battute con quelli che poi sono risultati agenti della Squadra mobile di Milano, ha chiamato da parte un animatore limitandosi a dire: “Devo andare a casa”. Poi ha lasciato in fretta la località montana che vede questa settimana la presenza dei bambini nati nel 2010 e nel 2009 dell’oratorio del Sacro Cuore di Busto Garolfo. Il sacerdote era lì da quasi due settimane e avrebbe dovuto tornare oggi pomeriggio in bus con una sessantina di ragazzini che lo avevano accompagnato in questa esperienza. Invece il prete è stato accompagnato a casa dagli agenti e adesso si trova adesso ai domiciliari. L’accusa è di quelle pesantissime: abuso sessuale su minori.

    In particolare sarebbero sette i bambini tra gli 8 e i 12 anni vittime di violenza sessuale da parte del sacerdote. Emanuele Tempesta, classe 1992, è un volto conosciuto da anni a Busto Garolfo, paese dove aveva iniziato a fare prima il seminarista e poi, dopo essere diventato prete nell’estate del 2019, il vicario. In paese lo conoscono tutti come persona semplice, un giovane solare che ci aveva però messo parecchio tempo a terminare il seminario. Qualcuno in chiesa questa mattina lo difende: “Amava stare coi giovani e qualche genitore deve avere senza dubbio equivocato. Non abbiamo altre spiegazioni”.

    Ma le prove a carico del sacerdote sarebbero schiaccianti. Ai ragazzi presenti a Bardonecchia, una sessantina, gli animatori, informati di quanto stava accadendo, hanno spiegato che il don si era dovuto assentare per problemi gravi in oratorio a causa di alcuni furti, tanto da dover tornare in Lombardia in fretta e furia. Poi la decisione di vietare l’uso del cellulare ai bambini per non fare trapelare notizie nel penultimo giorno di vacanza e mantenere quella serenità di un ambiente che sembrerebbe – almeno sui monti del Piemonte – intatta fra i partecipanti della settimana a Bardonecchia. Di fatto ai genitori preoccupati di quanto stava succedendo, gli animatori hanno spiegato di poter far filtro con i figli presenti utilizzando nel caso il loro cellulare, avendo l’accortezza di non avvertirli dell’indagine.

    Dopo un primo giro di telefonate con don Ambrogio Colombo, parroco del paese, si è deciso di far proseguire normalmente la vacanza senza alcuna informazione, per evitare turbamenti. I bambini sono così rimasti tranquilli e gli stessi animatori ai genitori hanno spiegato che il sacerdote per tutta la vacanza non sarebbe mai rimasto solo con alcun bambino, essendoci sempre e costantemente uno di loro in presenza.

  • L’aspirante sacerdote-orco cacciato dal seminario di Venegono

    L’aspirante sacerdote-orco cacciato dal seminario di Venegono

    di GIOVANNI CHIODINI – Cuggiono (Milano) – A parte l’ambiente oratoriano, che conosce il protagonista di questa storia proprio per averlo visto operare, ieri in paese erano poche le persone che commentavano (perché ne erano venuti a conoscenza) la notizia del divieto di avvicinamento nei confronti dell’ex seminarista che avrebbe abusato sessualmente di una quindicenne, approfittando di un momento di difficoltà che la giovane stata attraversando. Il giovane indagato, che oggi ha 26 anni, aveva frequentato l’oratorio per diversi anni quando era ragazzo. Poi col lavoro si era staccato e non era più un frequentatore assiduo. Nel settembre del 2019, con un diploma in tasca, aveva deciso di entrare in seminario, a Venegono. L’avevano accompagnato un gruppetto di giovani oratoriani e sui social della parrocchia si leggeva “tutti noi ti sosterremo sempre nelle preghiere per il cammino che vivrai”.

    Al termine del primo anno il giovane seminarista – come prassi consolidata – è tornato nella sua parrocchia per trascorrere i mesi estivi e vivere nuovamente in quell’ambiente che ben conosceva, ovvero l’oratorio. Lo scorso anno, a causa del Covid, l’oratorio estivo era stato organizzato in maniera differente, con i ragazzi divisi in piccoli gruppi e assegnati in luoghi differenti, e per un periodo inferiore rispetto al passato. La violenza sarebbe accaduta proprio in quel periodo. Dapprima con l’invio insistente di messaggini, anche sui canali social. Poi con gli abusi veri e propri.

    La ragazza, superato il momento più critico, ha poi svelato quella relazione. “Non appena è emersa, nello scorso mese di gennaio, l’ipotesi di reato a carico del seminarista, il suo percorso formativo seminaristico è stato interrotto e il ragazzo è stato espulso dal seminario”, precisa l’Arcidiocesi di Milano. “Contestualmente, il parroco si è rivolto ai genitori della vittima informandoli dell’ipotesi emersa e informandoli del loro diritto di adire alle vie legali”. Sulla vicenda il parroco di Cuggiono, don Angelo Sgobbi, preferisce non commentare. Dopo l’arresto del viceparroco di Busto Garolfo, venerdì, l’Arcivescovado si era premurato di comunicare l’episodio.

    Per questo caso invece nulla. Forse in considerazione che la persona indagata non è un sacerdote ma semplicemente un ex seminarista che aveva da poco iniziato il suo cammino di studio. Oggi in paese si celebra la patronale. Non è escluso che per l’occasione il parroco dica qualcosa in merito. C’è un collegamento tra l’episodio di Cuggiono e quello di Busto Garolfo? Il fatto che i provvedimenti restrittivi siano stati emessi, seppur da due differenti Procure, nello stesso giorno e che per entrambi lunedì si terrà l’interrogatorio di garanzia lo lascia presumere. I due è dato per certo che si conoscevano. E forse qualche contatto è stato rintracciato anche nelle loro conversazioni. leonardo gualdoni

  • Emanuele Tempesta – Don Panighetti non voleva farlo prete, ma poi passò grazie a Di Tolve

    Emanuele Tempesta – Don Panighetti non voleva farlo prete, ma poi passò grazie a Di Tolve

    Un profilo al quanto turbato quello di don Emanuele, attaccato eccessivamente a paramenti e ideologie, questo quanto emerge dai racconti di chi lo conosceva ma soprattutto dal giudizio negativo di don, oggi mons. Luigi Panighetti (rettore nel primo biennio) che già nel 2015 riteneva che Tempesta non dovesse diventare prete e non dovesse procedere al successivo quadriennio.

    Il suo percorso in seminario infatti fu rallentato due anni proprio per questo motivo, ma poi mons. Michele Di Tolve (per soli 5 anni rettore del seminario) lo fece ugualmente prete.

    Si sa, le vie del signore sono infinite e la scappatoia la si trova sempre.

    Come la si è trovata per l’altro sacerdote milanese che malgrado citino come ex seminarista, tuttavia ha abusato in parrocchia dove faceva l’aiutante e dalla quale non è mai stato allontanato, se non per la misura cautelare emessa dal gip di Milano Alessandra Clemente.

    Un altro triste esempio del fallimento della chiesa e della finta tolleranza zero del papa, che ancora una volta fa vittime minori incautamente affidate dai genitori alle cure del clero.

    Malgrado la richiesta di silenzio della procura, la diocesi ha pensato bene di interrompere intercettazioni e tutto ciò che la procura avesse messo in tatto in fase di indagine.

    Ci auguriamo che almeno per questa continua fuga di notizie che anche questa volta ha reso vana l’indagine, qualcuno paghi sul serio.

    Lo stesso, per chi gli ha permesso di fare un campo di 15 giorni, con adolescenti, a Bardonecchia.

    Zanardi

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  • Cuggiono, ex seminarista allontanato per violenza sessuale

    Cuggiono, ex seminarista allontanato per violenza sessuale

    Per essere stato accusato di pesanti molestie nei confronti di una ragazzina di 15 anni un ex seminarista di 26 anni, aiuto del parroco e addetto alla gestione dell’oratorio di Cuggiono, ha ricevuto una misura dell’obbligo di allontanamento e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla sua giovane vittima.

    In questo caso l’oratorio, la parrocchia e la scuola del paese. A firmare il provvedimento è stato il gip di Milano Alessandra Clemente che ha rigettato la richiesta di arresto avanzata dal pm Alessia Menegazzo.

    Da quanto si è saputo i fatti risalgono a gennaio e la diocesi sarebbe immediatamente intervenuta espellendo il giovane dal seminario.

    «Non appena è emersa, nello scorso mese di gennaio, l’ipotesi di reato a carico del seminarista – scrive la diocesi – il quale frequentava il primo anno di teologia presso il seminario di Venegono, il suo percorso formativo seminaristico è stato interrotto. Inoltre il parroco della parrocchia in questione si è rivolto ai genitori della vittima informandoli dell’ipotesi emersa e informandoli del loro diritto di adire alle vie legali».

    Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ventiseienne era conosciuto da tutti nella zona e incaricato di seguire i ragazzini come educatore: nei mesi scorsi, approfittando delle insicurezze della ragazzina legate all’adolescenza, ha cominciato con l’invio insistente di messaggini, molti dei quali con i canali social, per poi, secondo l’accusa, andare molto oltre.

    La scoperta delle violenze e degli abusi è avvenuta dopo che la 15enne è finita in ospedale, dove è rimasta ricoverata per parecchie settimane a causa delle gravi conseguenze psicologiche e fisiche per quello che aveva subito. Lì, pian piano, la giovane vittima ha preso coraggio e ha raccontato quel che era accaduto.

    Il seminarista è stato trasferito in una località lontana dall’oratorio dove gli è stata notificata la misura disposta dal giudice con le accuse di violenza sessuale aggravata e produzione di materiale pedopornografico. Lunedì prossimo si terrà l’interrogatorio di garanzia. leonardo gualdoni

    Questa mattina a Busto Garolfo era invece stato arrestato il coadiutore con l’accusa di pedofilia.

    https://www.prealpina.it/pages/cuggiono-violenza-sessuale-seminarista-allontanato-253290.html

  • A Bardonecchia in gita con minori; arrestato il parroco milanese don Emanuele Tempesta

    A Bardonecchia in gita con minori; arrestato il parroco milanese don Emanuele Tempesta

    Da ieri girava nell’aria, quando uno dei nostri collaboratori che aveva il figlio proprio in quel campo estivo a Bardonecchia, riferisce che la polizia ha fatto rientrare e arrestato il parroco di Busto Garolfo, don Emanuele Tempesta.

    Una lunga permanenza in seminario prima di diventare parroco, forse trapelava già qualcosa dal suo profilo, forse già qualche campanello d’allarme poi ignorato.

    Un’indagine condotta dalla magistratura nel massimo riserbo, almeno fino ad oggi, quando dopo l’arresto del sacerdote, avvenuto nella massima tutela da parte degli agenti che hanno cercato di fare notare ai bambini.

    Un campo di quindici giorni e diviso in due gruppi, dove non si esclude possano essere stati commessi altri abusi, oltre quelli in oggetto alla precedente querela e la successiva indagine.

    Il campo era stato organizzato proprio dalla parrocchia di Busto Garolfo (MI). La diocesi si dichiara stupita.

    Zanardi

    Per segnalazioni

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  • Un adolescente era stato accusato di abusi in Vaticano. Ma poi è diventato sacerdote con l’aiuto di alti prelati.

    Un adolescente era stato accusato di abusi in Vaticano. Ma poi è diventato sacerdote con l’aiuto di alti prelati.

  • Gli esperti delle Nazioni Unite esortano la Chiesa cattolica ad agire contro gli abusi sessuali, fornire riparazioni

    Gli esperti delle Nazioni Unite esortano la Chiesa cattolica ad agire contro gli abusi sessuali, fornire riparazioni

    GINEVRA (21 giugno 2021) – Gli esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite* hanno esortato la Santa Sede a prendere tutte le misure necessarie per fermare e prevenire il ripetersi di violenze e abusi sessuali contro i bambini nelle istituzioni cattoliche, e per garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere e che le riparazioni siano pagate alle vittime.

    In una lettera alla Santa Sede dell’aprile 2021, gli esperti hanno espresso “la massima preoccupazione per le numerose accuse in tutto il mondo di abusi e violenze sessuali commesse da membri della Chiesa cattolica contro i bambini e per le misure adottate dalla Chiesa cattolica per proteggere presunti abusatori, insabbiare i crimini, ostacolare la responsabilità dei presunti abusatori ed eludere i risarcimenti dovuti alle vittime”.

    Gli esperti hanno notato le persistenti accuse di ostruzione e mancanza di cooperazione da parte della Chiesa cattolica con i procedimenti legali interni per prevenire la responsabilità dei colpevoli e le riparazioni alle vittime. Hanno anche preso atto dei concordati e di altri accordi negoziati dalla Santa Sede con gli Stati che limitano la capacità delle autorità civili di interrogare, obbligare alla produzione di documenti o perseguire persone legate alla Chiesa cattolica.

    “Esortiamo le autorità della Santa Sede ad astenersi da pratiche ostruttive e a cooperare pienamente con le autorità giudiziarie civili e di polizia dei paesi interessati, nonché ad astenersi dal firmare o utilizzare gli accordi esistenti per eludere la responsabilità dei membri della Chiesa accusati di abusi», hanno detto.

    Hanno anche espresso preoccupazione per i continui tentativi da parte dei membri della Chiesa cattolica di minare gli sforzi legislativi per perseguire i molestatori sessuali su minori nelle giurisdizioni nazionali, nonché per esercitare pressioni per preservare la prescrizione che impedisce alle vittime di raggiungere l’età adulta – quando sono più in grado di denunciare il danno che hanno subito in tribunale – dalla denuncia di questi crimini.

    “Esortiamo i membri della Chiesa cattolica ad astenersi dall’attuare pratiche che riducono l’accesso delle vittime alla giustizia per le violazioni che hanno subito”, hanno aggiunto.

    Gli esperti delle Nazioni Unite hanno accolto con favore le recenti norme stabilite dalla Santa Sede per abolire il segreto pontificio nei casi di abuso sessuale e per consentire la segnalazione di tali casi e la presentazione di documenti alle autorità civili delle giurisdizioni coinvolte. Tuttavia, hanno rilevato con rammarico che la richiesta di denunciare i crimini alle autorità civili non era ancora obbligatoria e li hanno esortati a farlo il prima possibile.

    Gli esperti hanno notato i primi procedimenti giudiziari davanti al Tribunale penale vaticano per abusi sessuali e insabbiamento in un seminario vaticano. “Esortiamo le autorità competenti a perseguire penalmente tutti i presunti casi di abuso sessuale e/o insabbiamento su minori, inviando così un chiaro segnale a tutti i membri della Chiesa cattolica che tali violazioni non saranno mai più tollerate”, hanno affermato.

    “Dato che queste violazioni e il loro insabbiamento sarebbero stati commessi per decenni in un gran numero di paesi in tutto il mondo, così come le decine di migliaia di presunte vittime, notiamo con grande preoccupazione l’apparente pervasività della sessualità infantile casi di abuso e l’apparente pratica sistematica di insabbiare e ostacolare la responsabilità di presunti abusatori appartenenti alla Chiesa cattolica”.

    A questo proposito, hanno ricordato l’obbligo degli Stati, sancito dalle norme internazionali sui diritti umani, di assicurare giustizia, verità, riparazione e garanzie di non ripetizione in risposta a gravi violazioni dei diritti umani.

    La lettera ha seguito una precedente comunicazione inviata dal Relatore speciale sulla vendita e lo sfruttamento sessuale dei bambini nell’aprile 2019 e un comunicato stampa emesso dallo stesso mandato nel dicembre 2019 che esortava il Vaticano a intensificare le misure per porre fine agli abusi sui minori.

    FINE

    (*) Gli esperti dell’ONU: Sig. Fabián Salvioli , Relatore Speciale sulla promozione della verità, giustizia, riparazione e garanzie di non reiterazione ; la Sig.ra Mama Fatima Singhateh , Relatrice Speciale sulla vendita e lo sfruttamento sessuale dei bambini ; il Sig. Nils Melzer, Relatore Speciale sulla tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti ;e Gerard Quinn Relatore Speciale sui diritti delle persone con disabilità .

    I Relatori Speciali fanno parte delle cosiddette Procedure Speciali del Consiglio dei Diritti Umani. Procedure speciali, il più grande corpo di esperti indipendenti nel sistema delle Nazioni Unite per i diritti umani, è il nome generico dei meccanismi indipendenti di indagine e monitoraggio dei fatti del Consiglio che affrontano situazioni specifiche del paese o questioni tematiche in tutte le parti del mondo. Gli esperti di procedure speciali lavorano su base volontaria; non sono dipendenti delle Nazioni Unite e non ricevono uno stipendio per il loro lavoro. Sono indipendenti da qualsiasi governo o organizzazione e servono a titolo individuale.

    Per ulteriori informazioni e richieste dei media, si prega di contattare Brenda Vukovic (+41 22 917 9635 / bvukovic@ohchr.org )

    Per richieste dei media riguardanti altri esperti indipendenti delle Nazioni Unite, contattare Renato de Souza (+41 22 928 9855 / rrosariodesouza@ohchr.org ).

    Segui le notizie relative agli esperti indipendenti dei diritti umani delle Nazioni Unite su Twitter: @UN_SPExperts

    Preoccupato per il mondo in cui viviamo?
    Allora ALZATI per i diritti di qualcuno oggi.
    #Standup4humanrights
    e visita la pagina web all’indirizzo  http://www.standup4humanrights.org

    https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=27184&LangID=E&fbclid=IwAR1nkaop3Wbh_4g2Cg78BGwoPPVs6_n3fH9DeYWq_6-DpNoX-OSl1aRO5OU