Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Torino

  • I dettagli della vicenda giudiziaria di don Ilario Rolle:

    I dettagli della vicenda giudiziaria di don Ilario Rolle:

    Un finanziamento pubblico di 30.000 euro per realizzare un sito Internet contro la pedofilia che, in realta’ e’ costato 3.000 euro ed era gestito da un parroco torinese condannato a tre anni e otto mesi di reclusione per avere baciato un ragazzino di 12 anni: e’ uno degli episodi dell’inchiesta della Procura Generale di Torino su una truffa ai danni della finanziaria Finpiemonte, controllata dalla Regione Piemonte.

    L’INDAGINE – La Procura Generale, che aveva avocato l’inchiesta, ha ora chiuso le indagini a carico di 100 persone sospettate di aver incassato indebitamente, a vario titolo, con fatture ‘gonfiate’, finanziamenti a fondo perduto per due milioni di euro fra il 2003 e il 2011. Per altre 30 persone le indagini sono tuttora in corso mentre altre decine di posizioni, giunte negli ultimi giorni, sono al vaglio dei magistrati.

    IL VIGILE – Nell’inchiesta e’ entrato anche il caso di un vigile urbano, tuttora in servizio, che ha chiesto e ottenuto un contributo di 21.000 euro per pagine web, costate 3.000 euro ma fatturate per 42.000, che, fuori dall’orario di lavoro, gestiva una discoteca ristrutturata proprio con i fondi ottenuti truffando Finpiemonte. C’e’ poi un gruppo di elettricisti torinesi che ha ottenuto un cospicuo finanziamento per partecipare a un’improbabile fiera a Las Vegas (Stati Uniti) e una carrozzeria che ha fatturato un sito internet per 60.000 euro (sempre per meta’ finanziato da Finpiemonte) per poi sostituirlo poco dopo con un altro portale, realizzato da un amatore e pagato 700 euro.(ANSA).
    Publy

    www.giornalettismo.com/archives/168…busi-ai-minori/

  • DIARIO SEGRETO DEI MIEI GIORNI FEROCI

    DIARIO SEGRETO DEI MIEI GIORNI FEROCI

    EMANUELA VIOLANI

    DIARIO SEGRETO DEI MIEI GIORNI FEROCI

    CLAUDIANA EDITORE,TORINO,2011,PAG.244,EURO 13,90

    www.claudiana.it

    E’ un testo autobiografico anonimo scritto dalla vittima di uno stupro clericale perpetrato da un vice-parroco ai danni di una minorenne che frequentava la sua chiesa. Vi è poi l’ulteriore aggravante dei traumi psichici subiti in famiglia dalla

    vittima quando era bambina e ragazzina, per risollevarsi dai quali cercava aiuto e solidarietà nell’ambiente religioso: il prete quindi approfittò non solo della sua minore età  ma anche del suo oggettivo stato di malessere mentale.

    Il prete viene indicato dall’autrice come “l’assassino della mia purezza.dei miei sogni,delle mie speranze,della mia fede,lui è l’assassino del mio corpo”. Per occultare l’illecita relazione il sacerdote induceva la minore ad appartarsi con lui in parcheggi isolati, spesso cimiteriali, o in boschi lontani accentuandone così i traumi psichici e i sensi di colpa tanto da farla sentire “una prostituta gratuita”.

    Alla vittima non restava che trovare sfogo in droghe,psico-farmaci,etilismo, discorsi  paranoici logorroici durante i residui contatti con i familiari. Il testo è pervaso da una satira anticlericale rancorosa, frutto inevitabile dei gravi torti ricevuti nell’ambiente chiesastico:

    -”Avrei voluto rispondere che i lupi cattivi non si trovano nei boschi,ma nelle chiese”

    -”Come posso non pensare che,usando le parole di Gesù,la chiesa cattolica sia solo un sepolcro imbiancato”

    -”Dalla mia casa ho tirato via tutti i simboli cristiani,dalla croce della mia prima comunione al crocefisso fatto da me”

    -”Ora non ci credo più.Tu credi in Dio?Non esiste,non c’è il paradiso e se non è inferno questo”

    L’autrice denuncia  complicità e connivenze degli altri preti con cui si era confidata in confessione ricevendone solo accuse e  ulteriori danni psichici. La vittima vi riceveva “dei massi enormi e non sapevo come difendermi”. L’atteg-giamento palesemente fazioso dei confessori scatenò nell’autrice forti risentimenti:“Ho pensato delle cose orribili su quel prete anziano che mi aveva giudicato”. Molto interessanti,in quanto testimonianza delle deviazioni psico-patologiche degli ambienti religiosi, sono gli ampi riferimenti che il testo riserva alla tematica del suicidio e dell’auto-tortura. In copertina il disegno sfumato della vittima intenta a tagliarsi le vene in bagno a causa del trauma psico-fisico subito.

    Da segnalare l’Introduzione a cura del professor Duccio Demetrio,docente all’Università di Milano Bicocca.

    Pierino Marazzani,ottobre 2011

  • Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Roma – Violentato per anni dal frate francescano al quale l’avevano affidato i genitori, ha deciso, dopo 20 anni, di liberarsi della vergogna e di rivelare il suo segreto alla polizia. Ora è un ragazzo, un operaio di 28 anni originario della provincia di Frosinone, che ha deciso di denunciare padre V.B., frate francescano presso la chiesa di Sant’Alessio, nella zona dell’Aventino a Roma e ora trasferito in Liguria. All’epoca era un bambino, aveva appena otto anni nel 1991.

    Era un amico di famiglia, padre V.B., tanto che spesso d’estate i genitori del bambino lo mandavano a trascorrere le vacanze al collegio degli Emiliani di Genova, dove il prete ha insegnato in questi anni. La storia è raccontata dal freepress Leggo.

    Le violenze sarebbero avvenute nel convento romano, dove spesso il bambino rimaneva ospite la notte. Una storia andata avanti per anni. Per altri motivi, poi, il frate è stato trasferito dai suoi superiori in Liguria, in una località ancora non nota. Una storia che il ragazzo ha deciso di rivelare alla polizia perché sia fatta giustizia. Lo ha fatto l’anno scorso, dopo che, vittima anche della vergogna e dell’umiliazione, aveva tentato di suicidarsi gettandosi in un fiume a Frosinone.

    Al momento gli inquirenti, coordinati dal pm Silvia Santucci, stanno effettuando delle audizioni e a breve potrebbero disporre una perizia. Stando a quanto riporta Angela Camuso, per l’edizione di Roma di Leggo, un mese fa a casa del sacerdote era stato trovato anche del materiale pedopornografico. Don V., una volta scoppiato lo scandalo, è stato trasferito in un convento dal suo superiore.

    Nella denuncia, che gli inquirenti definiscono molto circostanziata, il giovane afferma di essere stato violentato in più di una circostanza. Gli inquirenti, nei giorni scorsi, hanno ascoltato i genitori della presunta vittima. I due, assistiti dal noto avvocato Carlo Taormina, avrebbero riferito di non aver mai sospettato nulla di quanto denunciato dal figlio e di aver affidato il bambino al frate per dei soggiorni a Roma in totale fiducia.

    www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/10…_denuncia.shtml

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Un ragazzo romano confessa che quando aveva 8 anni un sacerdote l’ha violentato. Il religioso, poi trasferito al collegio di Nervi è stato infine indirizzato un anno e mezzo fa ad un convento di Torino. La denuncia dopo che la vittima, oggi 28enne, ha tentato il suicidio
    di BRUNO PERSANO

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Fino ad un anno e mezzo fa era il segretario del collegio Emiliani a Nervi. Dopo la denuncia di un ragazzo di Roma che lo accusa di averlo violentato, padre V. B. è stato trasferito dal priore in un convento a Torino.

    Bruno aveva otto anni quando fu abusato la prima volta. Allora il sacerdote celebrava messa nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, nel cuore di Roma. I genitori del piccolo conoscevano bene il religioso e di lui avevano piena fiducia. Il loro piccolo mai gli aveva confidato quello che accadeva nella casa del sacerdote. Lasciavano che il loro figlio frequentasse la parrocchia all’Aventino; anzi: quando la congregazione spostò il confratello al collegio degli Emiliani a Genova, furono proprio i genitori a mandare il bambino a Nervi perchè trascorresse “dall’amico sacerdote” le vacanze scolastiche.

    Vent’anni ha tenuto nascosto in cuore quei brutti momenti vissuti con il sacerdote; poi un giorno, quando di anni ne aveva già 28, Bruno si lanciato in un fiume dalla finestra di una discoteca a Frosinone. La fidanzata l’ha trovato che annaspava nell’acqua gelida, quasi assiderato. La verità è emersa tutta, drammatica e violenta. C’è pure una registrazione telefonica del priore superiore che ammette di aver raccolto la confessione del religioso.

    Ora anche la famiglia del ragazzo ha capito chi era veramente quel sacerdote e non ha avuto remore a denunciare alla magistratura gli abusi sul figlio. Li difende l’avvocato Carlo Taromina e sono deteminati ad ottenere giustizia. Hanno
    le prove di ciò che hanno sottoscritto: c’è la confesione del figlio e quella registrazione del priore. E poi in casa del sacerdotre i carabinieri hanno trovato parecchio materiale pedopornografico.

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/1…ofilo-23115918/

  • La vicenda di Don Mario Vaudagnotto

    La vicenda di Don Mario Vaudagnotto

    Ritenuto che tutte l’espressioni e comportamenti di Don Gigi Coello ( Parroco della ” Parrocchia Sant’Antonino Martire ” di Bra ), Don Michele Germanetto ( Rettore ” Santuario della Madonna dei Fiori ” di Bra ) e Mons. Piero Del Bosco ( Provicario Generale e Moderatore della Diocesi di Torino ), hanno attribuito alla vittima di Bra qualità negative e spregevoli e fatti disonoranti ( ritenendolo gay o persona poco affidabile ), aventi la capacità di distruggere la stima delle persone che lo circondano. Tale attribuzioni hanno provocato umiliazione, discriminazione e dolore morale.

    Pertanto la vittima di Bra con ” Denuncia-Querela “ ha chiesto la punizione di tutte le persone che hanno commesso reati che l’autorità giudiziaria ravviserà; e il risarcimento di tutti i danni patiti. Tutti i sacerdoti sopra citati erano a conoscenza della vicenda di Don Mario Vaudagnotto, ma hanno preferito per non creare scandalo insabbiare tutto, emarginando la vittima braidese. E’ non per ultimo Don Michele Germanetto e Monsignor Piero Delbosco avevano più volte trovato “Don Mario Vaudagnotto“ nella Camera N° 1 della ” Casa del Clero ” di Bra, in compagnia di diversi uomini.

    Don Gigi Coello informato sui fatti ( presentandogli anche documentazione e registrazioni audio-video), si è rifiutato di confessare la vittima braidese e di aiutarlo a livello spirituale. In più ha emarginato lui e tutti i suoi amici da tutte le attività della sua ” pregiatissima ” parrocchia. E’ VERGOGNOSO !!!

    Si precisa che dopo aver depositato tutta la documentazione su tutti i fatti alla procura, si è ritenuto opportuno rimuovere ogni pubblicazione audio-video su internet.

    ATTENZIONE: Ogni ” Abuso di Autorità “ come già avvenuto in precedenza verrà tempestivamente comunicato alla ” Procura della Repubblica “. ADESSO BASTA INGIUSTIZIE !!!

    http://vaudagnotto.wordpress.com/2011/09/1…-vaudagnotto-2/

  • Le accuse di pedofilia contro don Mario Vaudagnotto, don Nino Fiori e don Luciano Alloiso, chiusesi con l’archiviazione

    Le accuse di pedofilia contro don Mario Vaudagnotto, don Nino Fiori e don Luciano Alloiso, chiusesi con l’archiviazione

    Un nuovo caso coinvolge don Mario Vaudagnotto, sacerdote accusato di pedofilia e poi prosciolto. Ora, vicerettore del santuario di Bra, è accusato di molestie sessuali
    di OTTAVIA GIUSTETTI

    C’È UN nuovo caso che coinvolge don Mario Vaudagnotto e che potrebbe creare imbarazzo per la Curia. Arriva da un santuario del cuneese, il Santuario della Madonna dei Fiori di Bra, dove don Mario è stato nominato vicerettore, quando si è chiusa con l’archiviazione, l’inchiesta della Procura di Torino nei confronti suoi e di altri tre sacerdoti, tutti accusati di pedofilia. La storia aveva fatto molto scalpore ma si era conclusa con il proscioglimento perché il suo accusatore, Raffaele Costa, e un altro ragazzo di strada avevano rilasciato testimonianze discordanti a proposito dell’epoca dei fatti.

    La Procura stessa, allora non ritenne attendibile la denuncia di Costa, che fu poi a sua volta accusato di estorsione. Oggi però c’è un altro uomo che addita don Mario Vaudagnotto. Un adulto molto vicino al sacerdote nei mesi tra settembre e dicembre del 2009, che dice di aver denunciato più volte alle autorità ecclesiastiche le molestie di don Mario, senza ricevere risposta alcuna, e che ha raccolto registrazioni audio e video per “inchiodare” chi inizialmente aveva incontrato come padre spirituale e che avrebbe, invece, approfittato della sua condizione di debolezza psicologica per esigere prestazioni sessuali. Scrive proprio così, Giorgio che ha chiesto di mantenere l’anonimato, in una lettera indirizzata alla Conferenza episcopale italiana datata 21 maggio 2011, “È vero che ho 40 anni, però le sembra normale che un sacerdote, con la scusa di farmi stare un po’ tranquillo, mi porti nella sua camera, chiudendola a chiave e approfittando della mia debolezza psicologica pretenda di fare sesso con me?”.

    “Il mio incubo è iniziato a settembre del 2009 quando mi sono trasferito da Milano a Bra per intraprendere con un gruppo di amici un percorso di fede lontano dalla mia famiglia – racconta Giorgio – al Santuario dei Fiori ho conosciuto don Mario del quale non sapevo assolutamente nulla e che mi ha preso sotto la sua ala protettrice visto che gli avevo comunicato la mia intenzione di intraprendere il percorso da diacono. Don Mario si è offerto di farmi da guida spirituale e io, che mi sentivo in quel periodo molto fragile perché i miei genitori mi avevano allontanato non approvando la mia scelta di fede, mi sono appoggiato a lui completamente, credendo di poter trovare conforto nella sua guida”. Sarebbe stato dopo una confessione molto sofferta, secondo quanto racconta Giorgio, durante una sua crisi irrefrenabile di pianto, che il prete lo avrebbe invitato nella propria stanza alla Casa del Clero, non distante dal Santuario, e lì lo avrebbe accolto all’uscita dal bagno in palesi atteggiamenti seduttivi e completamente svestito.

    Giorgio non nega che sia nata una sorta di relazione tra lui e don Mario, un rapporto anche chiacchierato nell’ambiente, tanto che in una registrazione video lui e il prete discutono di come gestire i pettegolezzi e i giudizi severi dei confratelli che hanno compreso con chiarezza cosa c’è tra i due. “A un certo punto mi sono addirittura dovuto difendere perché al santuario alludevano al fatto che gli stessi estorcendo del denaro – racconta – so per certo, invece, che uno dei due uomini che lo accusavano nell’inchiesta del 2007, un certo Gregorio, si presenta ancora oggi, regolarmente, a chiedergli somme di denaro e che lui gliele dà, una volta io stesso l’ho fermato davanti al Santuario e ho visto che gli stava passando 400 euro. Io non so perché, ma so di certo che prende spesso soldi da don Mario”. Giorgio, per evitare qualsiasi accusa di estorsione, ha fatto firmare a Vaudagnotto, e a due testimoni, un foglio nel quale dichiara di non essere mai stato ricattato, né di avergli mai dovuto elargire favori o denaro.

    “Ho tantissima documentazione che testimonia l’assoluta inconciliabilità del ministero sacerdotale per don Mario che ha rifiutato di confessarmi per non incorrere in auto scomunica come prevede il codice di diritto canonico – dice – ho fatto decine di segnalazioni ma mai nessuna delle autorità ecclesiastiche ha preso in considerazione ciò che dicevo o provavo”. Esauriti i riferimenti nel mondo cattolico l’uomo Giorgio si è rivolto ai mezzi di informazione annunciando che stava raccogliendo le segnalazioni di abusi di preti omosessuali nei confronti dei fedeli. “Sono spinto ad agire in questo modo – scrive Giorgio – non per motivi di astio o di rancore né perché mi senta investito di un potere inquisitorio che assolutamente non mi compete, ma solo ed esclusivamente in quanto credente e, come tale, destinatario dell’esplicito invito rivolto recentemente dal Santo Padre a denunciare tali fatti”.

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/0…di_me-18146038/

  • Sacerdote sospettato moleste a diacono, Curia Torino: controlleremo

    Sacerdote sospettato moleste a diacono, Curia Torino: controlleremo

    Nel 2008 il prete torinese era stato assolto da accusa pedofilia

    Torino, 24 giu. (TMNews) – “In merito a recenti pubblicazioni su internet e ad articoli di stampa relativi ad una presunta vicenda di omosessualita’ risalente a due anni fa, che riguarderebbe un sacerdote diocesano e una persona di quarant’anni, si controllera’ la veridicita’ dei fatti segnalati e si procedera’ a norma di Diritto canonico”. Lo ha assicurato l’Arcidiocesi torinese, in merito alle notizie contenute in un blog (‘Abusi di preti gay’) e ad un articolo pubblicato oggi dall’edizione torinese del quotidiano ‘La Repubblica’.

    La vicenda riguarda don Mario Vaudagnotto, che era stato nominato vice rettore del santuario della Madonna dei Fiori di Bra (Cuneo) al termine di un’inchiesta su di lui per pedofilia della procura di Torino conclusasi con l’archiviazione che risale al 2008.

    La nuova vicenda in cui risulta coinvolto Don Vaudagnotto risale invece all’autunno 2009. Secondo quanto riporta ‘La Repupplica’ Torino, un adulto molto vicino al sacerdote, tra settembre e dicembre 2009, riferisce di aver denunciato piu’ volte alle autorita’ ecclesiastiche le molestie di Don Mario. Secondo l’uomo, che voleva farsi diacono, il sacerdote avrebbe approfittato della sua debolezza psicologica per esigere prestazioni sessuali.

    www.tmnews.it/web/sezioni/cronaca/PN_20110624_00085.shtml

  • Diacono accusa prete, ha abusato di me. Curia, controlleremo

    Diacono accusa prete, ha abusato di me. Curia, controlleremo

    Diacono accusa prete, ha abusato di me. Curia, controlleremo
    Vicenda riguarda sacerdote gia’ inquisito e prosciolto nel 2008
    24 giugno, 11:19

    (ANSA) – TORINO, 24 GIU – La Curia di Torino svolgera’ accertamenti su un presunto caso di omossessualita’ fra un sacerdote e un uomo di quarant’anni che lamenta di essere stato vittima di attenzioni a sfondo sessuale.

    La vicenda riguarda un sacerdote che, gia’ nel 2008, era stato indagato a Torino per i suoi rapporti con un giovane e che, in seguito, era stato prosciolto.

    La nuova vicenda si svolge invece fra il settembre e il dicembre del 2009 in un santuario della provincia di Cuneo.

    (ANSA).

    www.ansa.it/web/notizie/regioni/pie…_813717796.html

  • La Chiesa del peccato

    La Chiesa del peccato

    Segnaliamo La Chiesa del peccato (Castelvecchi tazebao), nel quale il giornalista e scrittore Paolo Pedote racconta le vere storie di abusi accaduti in Italia, raramente arrivati agli “onori” della cronaca con più di un trafiletto d’agenzia. Ne emerge una sequenza raccapricciante di episodi scandalosi che lasciano intravedere un mondo oscuro, che si cela nelle canoniche, nelle sagrestie, nei seminari e negli oratori, dominato da una mentalità medioevale e sessuofobica in grado di alimentare ogni genere di crimine, perversioni e sofferenze. Un mondo con il quale la nostra società si ostina a non voler fare i conti.


    Dall’introduzione:
    Celibato e pedofilia

    Sembra però che il clamore mediatico sugli scandali della pedofilia, coperti dalla Chiesa, stia producendo effetti a catena, anche e soprattutto dentro la Chiesa stessa e i suoi più illuminati ministri. Reazioni che fino a soli pochi anni fa erano impensabili, proprio come la messa in discussione del tabù del celibato in seno alla comunità sacerdotale.
    Il cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, nell’analizzare tutte le ipotetiche cause dei numerosissimi abusi per il mondo, indica un percorso di analisi molto interessante: se da un lato la formazione dei preti, nella peculiarità dei luoghi e nelle situazioni, può contribuire alla predisposizione di certe tendenze, anche gli strascichi della rivoluzione sessuale avviata nel 1968 e il celibato sono due elementi di cui è necessario tener conto.
    In sostanza, l’Arcivescovo per la prima volta pone una relazione tra il concetto e la pratica della castità e la sua infrazione. Come dire: se l’essere umano in genere è anche esperienza del corpo sessuato e a questo non si dà la possibilità di esprimersi, succede un po’ come un fiume che durante la piena non trova canali adeguati per smaltire l’acqua in eccesso.
    Gerhard Mueller, vescovo di Ratisbona, protagonista dell’operazione di trasparenza avviata dalla Chiesa cattolica sugli abusi sessuali perpetrati in Germania da religiosi ai danni di minori, non è affatto della stessa opinione:
    “Una stupidaggine pensare che all’origine degli abusi sessuali ci sia il celibato.”
    Se però si confrontano le statistiche dei casi di pedofilia riguardanti i preti cattolici, con quelli di ortodossi o di pastori di altre chiese, come quelle protestanti – che per l’appunto non hanno l’obbligo del celibato – e che quindi possono costruirsi una famiglia e conseguentemente un’equilibrata vita affettiva, le differenze saltano subito all’occhio e si può osservare come il problema degli abusi sessuali riguarda unicamente il sacerdozio in seno alla Madre Chiesa.
    Ovvio che indicare il celibato, o meglio la castità obbligatoria, come unica e decisiva causa è arbitrario, ma evidentemente il problema c’è e non solo per i laici, ma anche per i cattolici stessi che analizzano questo fenomeno terribile degli abusi.
    Restano comunque, al di là del complesso problema, domande che non possono più essere eluse e rimandate: perché questa ostinazione della Chiesa a ritenere il celibato condizione indispensabile per il sacerdozio per poi attribuire, come di consueto, all’omosessualità la causa e quindi l’unico elemento da combattere? L’omosessuale come ‘capro espiatorio’ non basta più e credere ancora che il mondo possa ridurre la sessualità umana al solo esercizio riproduttivo all’interno del matrimonio, è forse anacronistico oltre che controproducente. Scrive Vito Mancuso, teologo fuori dal coro dottrinale:

    Oggi assistiamo alla fine abbastanza ingloriosa del modello di vita sacerdotale sancito dal Concilio di Trento, e in genere portato avanti nel secondo millennio cristiano, con il legare obbligatoriamente alla vita sacerdotale la scelta celibataria. I crimini legati al clero pedofilo (che la gerarchia conosceva e copriva per anni) stanno scavando la fossa, anzi hanno già scavato la fossa, alla falsa idea della superiorità morale e spirituale del celibato.
    Naturalmente non intendo per nulla cadere nell’eccesso opposto di chi ritiene la vita celibataria alienante e disumana a priori. Conosco preti celibi straordinari, modelli integerrimi di vita serena, pura, felicemente realizzata.
    Voglio piuttosto esprimere la mia ferma convinzione che ciò che conta per un uomo di Dio (perché nulla di meno il prete è chiamato a essere) sia avere l’anima piena della luce e della gioia del vangelo, e che a questo scopo la condizione migliore sarà per uno vivere nel celibato e per un altro metter su famiglia, a seconda del temperamento e dell’attitudine personali.
    (La Repubblica,18 marzo 2010)

    Allora diventa evidente che lo sguardo necessario da ora in poi dovrà essere più ampio, in modo da accogliere i molteplici aspetti.
    Aldo Bodrato così analizza il problema:

    Dicono che non il celibato in sé, ma la sua obbligatorietà e esclusività, come via di accesso ai ruoli guida nella comunità ecclesiale, tende a formare nelle coscienze degli aspiranti l’idea che l’emarginazione della questione sessuale nella vita del clero sia doverosa e che una scarsa propensione all’esercizio dell’amore eterosessuale o omosessuale è premessa indispensabile e sufficiente a fare un buon prete e ad aprirgli una promettente carriera. Di qui la creazione di un percorso formativo e la diffusione di una spiritualità celibataria, disattenta alla maturazione sessuale dell’individuo e propensa a lasciare aperte vie secondarie e deviate all’esercizio della sessualità stessa.
    (Il Foglio, pubblicazione di cattolici di Torino, n° marzo 2010)

    Dunque si fanno sempre più insistenti le voci di chi chiede un nuovo atteggiamento della Chiesa nei confronti della sessualità umana che bandisce una volta per tutte una rigidità con cui la dottrina cattolica continua a trattare il tema, rimanendo così semplicemente distaccata dalla realtà. E per quanto concerne la selezione degli ammessi ai seminari, nei modelli di vita proposti, nelle culture delle relazioni affettive, inizia a formarsi una nuova coscienza che accetta e accoglie anche i sacerdoti dichiaratamente omosessuali, ciò per evitare da un lato che questo torni ad essere una tendenza da reprimere e non piuttosto da vivere con serenità, dall’altro per evitare che il candidato al presbiterato abbia ritenuto forse di risolvere il proprio disagio sessuale abbracciando lo stato ecclesiastico e dunque il celibato, ottenendo così un danno ancora maggiore.

    www.ildialogo.org/pretipedofili/Notizie_1275912719.htm

  • La malattia dei Salesiani

    La malattia dei Salesiani

    Il caso di Riccardo Seppia e la divulgazione delle sue intercettazioni telefoniche ha aperto un quadro allucinante. Il salesiano è stato descritto come satanista, omosessuale dedito a droghe e festini, malato di sesso e pedofilo. Di fronte al pubblico ministero l’uomo ha confessato di essere un assassino, e di aver continuato a vivere una vita dissoluta stante la sua sieropositività e il rischio di contagio per tutti i partner sessuali.

    Cosa accade ai Salesiani? Seppia non è il solo caso. Il 14 maggio scorso il Corsera pubblicava la condanna di primo grado a Nicolangelo Rossi, salesiano di 79 anni, originario del beneventano. Il Rossi è stato dichiarato colpevole di reati pedofilia ai danni di alcune bambine presso una parrocchia di Foggia.

    In queste ore si indaga l’ordine dei Salesiani anche in Chile dove Audìn Araya, l’ex rettore del collegio salesiano di Conceptiòn, è denunciato per aver offerto copertura ad un suo prete,che ha fatto vittime tra i minori di una parrocchia in età compresa tra i 15 e i 17 anni. Un caso gravissimo. Il salesiano Rimsky Rojas, suicidatosi nel marzo scorso, era accusato di circa 80 violenze. (articolo da La Nacion.cl). Anche il caso del prete Karadima continua a far discutere.

    Sono inoltre famosissimi i casi di pedofilia negli states, che hanno vista coinvolta la Società Salesiana. Nel 2008, infatti, l’arcidiocesi di Los Angeles spese 19,5 milioni di dollari per chiudere 17 cause per molestie sessuali e “padre Jim” lo ricorderà per un pezzo. In Italia invece risalgono al 2007 le indagini che hanno coinvolto la comunità del liceo salesiano di Valsalice (Torino), seguite dalle più recenti indagini per abusi sulla Diocesi di Milano.

    Come sapete questo sito si interessa principalmente dei casi riguardanti i pedofili laici, perché i casi concernenti i religiosi sono alimentati da un mangiapretismo che sbuffa nuvole di fumo a copertura dell’intera legione dei pedofili planetari. La politica è inaffidabile, da Giovannardi a Vendola, passando per i trascorsi del radicale Pannella e l’ex deputato Grillini. Tutto ciò nonostante ho voluto questo articolo oggi per chiedere, da cattolica, che la Chiesa di Roma prenda una posizione sulle dichiarazioni inquietanti del salesiano capo per l’Olanda Herman Spronck.

    L’Olanda è il paese liberticida della permissività quindi, anche se i reati di pedofilia sono puniti, sono invece permesse tutte le attività connesse con la “cultura della pedofilia”. Il caso è quello del prete salesiano “padre Van B.”, già condannato per ben due volte per atti osceni e membro di una organizzazione che chiede la liberalizzazione della pedofilia. Il superiore Spronck si è dichiarato di tutto informato e di non aver ritenuto necessario espellere il pedofilo militante dall’Ordine Salesiano. Nelle sue dichiarazioni Spronck è andato molto oltre.

    Copio e incollo le sue dichiarazioni dal blog “Messa in Latino”, che intitola “Pedofili salesiani, fieri di esserlo”:

    • Che cosa pensa delle relazioni sessuali tra adulti e bambini [sic: “kinderen”], andrebbero consentite?
      P. Spronck: Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente [sic: “formeel”] dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose.
    • Lei pensa che relazioni tra adulti e bambini non sono necessariamente dannose?
      P. Spronck: Le faccio un esempio di ciò. Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso più anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: “Padre Herman, ma perché volete proibirlo?”. Bene, che cosa diresti a un ragazzo così?
    • Dunque, queste relazioni tra adulti e bambini dovrebbero essere consentite?
      Personalmente, non condanno a priori [“per definitie”] le relazioni tra adulti e bambini. Conosce Foucault? E’ un filosofo. Conosce i suoi scritti? No? Forse dovrebbe leggerli, specialmente l’introduzione alla Parte Quarta. Dipende dal bambino. Non dovremmo considerare l’età così rigidamente. Non si dovrebbe mai violare la sfera personale di un bambino se il bambino non lo desidera, ma quello ha a che fare col bambino stesso. Ci sono anche bambini che, loro stessi, indicano che si può fare. Il contatto sessuale è allora possibile.

    Sembra di leggere un testo del pedofilo ideologo Richard Gardner. Invece si tratta di un prete.

    Il salesiano Spronck è delegato per l’Olanda con incarico diretto dal superiore dal Belgio, luogo ameno in cui la magistratura chiese e ottenne l’arresto per un giorno dell’intera conferenza episcopale, profanando tombe e sequestrando pc e telefonini. Sulla questione belga, sempre dal blog Messa in Latino, si può leggere questo articolo.

    Nelle dichiarazioni di Spronck in Olanda, come nei suoi superiori in Belgio e tra gli autori dell’osceno “catechismo” del 1997, la Chiesa non è più la stessa. Nelle parole del superiore salesiano non c’è soltanto eresia, ma anche tutti i segni della corruzione dati con un falso pietismo verso le vittime. Il ragazzo del racconto è evidentemente oggetto di una coercizione psicologica, e la sola cosa da dirgli senza peli sulla lingua è: “Ora tu sei libero”.

    Spero sinceramente che queste ultime vicende convincano i timorosi nella Chiesa, della necessità di far vera pulizia in seno agli ordini del clero e dentro le parrocchie. Ad iniziare con i Salesiani in Italia e Olanda, ad esempio. Sono convinta che anche Don Bosco ne sarebbe soddisfatto…

    Loredana Morandi
    fonte articolo originale (completo di link) andare sul blog “giustiziaquotidiana”


    www.giustiziaquotidiana.it/dblog/articolo.asp?articolo=4686
    il link va messo sempre, e va messo a cura di chi inserisce il post.

  • I parrocchiani si schierano con don Giuliano

    I parrocchiani si schierano con don Giuliano

    “E’ una persona perbene e ha fatto tanto per il paese. Non crediamo a quelle accuse”

    La California (Bibbona), 9 maggio 2011 – “E’ una bufala. Non ci credo. Abito proprio davanti alla chiesa e non mi sono mai accorta di niente. Conosco don Giuliano e queste accuse che gli sono state rivolte mi sembrano impossibili. Lui deve andare avanti come sempre”: così dice la signora Eugenia, di nazionalità moldava, in Italia da tanto tempo.

    Da otto abita in via Mascagni, alla California, una villetta proprio davanti alla chiesa parrocchiale. Don Giuliano Giovannini è al centro di una vicenda scabrosa, senza alcun risvolto penale, un presunto festino gay sul quale dovrà fare chiarezza la Congregazione Pro Doctrina Fidei Tribunal, l’organismo della Curia Romana incaricato di vigilare sulla purezza della dottrina della Chiesa cattolica.

    Una vicenda scabrosa tutta da chiarire (nei confronti del parroco non c’è nessun provevdimento) nata dalla testimonianza di Paolo Chiassoni, 44 anni, fiorentino, che ha raccontato una vicenda personale. E Salvatore, titolare della lavanderia in via Mascagni, aggiunge: “Don Giuliano è una persona per bene. Per come lo conosciamo noi tutta questa storia ci sembra molto strana. Anzi, impossibile”. E la moglie: “I parrocchiani hanno un bel rapporto con lui. Non ci credo”.

    Insomma il paese è schierato con lui, con don Giuliano, con il parroco che non manda a dire le cose, che ha modi spicci e schietti. In paese di questa storia se ne parla con riservatezza, ma se ne parla. Come accade al bar e anche lì tutti schierati a difesa del parroco “Lo conosco. E’ una persona perbene che ha ha fatto bene ai cittadini e al paese. Si è impegnato per la casa di riposo, per gli anziani. Ce ne fossero di preti come lui”, dice a granvoce Vinicio Pacini; e alla sua testimonianza si aggiunge quella di Iuri Nassi: “Ha un carattere particolare, le cose le dice in faccia. Lo conosco da quando avevo 17 anni. Ora ne ho 40 anni. Dice pane pane e vino al vino”. Insomma un coro di fans per il parroco.

    Continua il signor Raffaele: “Se conosco don Giuliano? certo, mi ha sposato. E’ un carattere particolare, va diretto alle cose. Non vuole confusione e anche alla Messa se qualcuno ha un comportamento che non va bene lo dice. Mia figlia ha 12 anni, fa catechismo e non mi ha mai detto niente; mia moglie è una catechista. Insomma non credo alle accuse che gli sono state mosse”. E lascia intendere, Raffaele, che forse don Giuliano è stato attaccato perché è una persona scomoda.

    Ma qualcuno non fa parte del coro dei difensori: “Mio figlio non ha fatto la prima Comunione e la Cresima — dice la signora Cristina — perché non mi piacciono i suoi modi arroganti. Nei confronti di mio figlio ha avuto atteggiamenti prepotenti: io ho coraggio di dire queste cose. Altri invece hanno paura. Io sono una persona credente, mio figlio è stato battezzato, ma quando siamo arrivati qui, perchè siamo originari di Torino e abitiamo a La California da 4 anni, nonostante mio figlio a scuola frequenti l’ora di religione ho dovuto smettere di mandarlo a catechismo. Don Giuliano non ha le doti per fare il prete, non è coerente con l’abito che indossa. E non sono la sola ad avere perplessità verso di lui”.

    Chiuse un giovane che vuol restare anonimo, anche lui perplesso: “La spiaggia che frequenta non è adatta all’abito che indossa e alcuni atteggi”.

    http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/20…_giuliano.shtml